Costi esterni su commessa: consulenti, subappalti e la voce che arriva sempre tardi

Il costo di un collaboratore esterno si conosce quando arriva la fattura, cioè troppo tardi. Come anticiparlo.

8 minDirezione, project manager, amministrazione

Cosa portare a casa

Risposta breve

I costi esterni — consulenti, subappaltatori, professionisti — sono la voce di commessa che arriva con più ritardo: la prestazione avviene a marzo, la fattura a maggio, la registrazione a giugno. Anticiparli richiede di registrare l'impegno all'incarico e il maturato mensilmente, invece di aspettare il documento.

Tra prestazione e registrazione contabile passano spesso due o tre mesi.

L'impegno va registrato all'incarico, non alla fattura.

Il collaboratore che consuntiva le ore risolve metà del problema.

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Il ritardo strutturale

Un collaboratore esterno lavora a marzo, emette fattura a fine aprile o a maggio, la fattura viene registrata e imputata alla commessa a giugno. Per tre mesi quella commessa ha avuto un costo reale che non compariva da nessuna parte, e chi la seguiva ha preso decisioni su un residuo che non esisteva.

Quando si sa quanto costa un esterno
MomentoCosa si saPrecisione
Incarico affidatoTariffa e stima di giornateBuona, se l'incarico è scritto
Prestazione in corsoGiornate effettivamente svolteAlta, se il collaboratore consuntiva
Fine meseMaturato del meseAlta
Fattura ricevutaImporto certoCerta, ma tardiva
Registrazione contabileIl costo entra nei numeriTroppo tardi per decidere

Le tre cose da registrare

  1. 01

    L'impegno, all'incarico

    Tariffa, stima di giornate, tetto massimo concordato, commessa. Diventa immediatamente un costo previsto sulla commessa, prima che una sola giornata sia stata svolta.

  2. 02

    Il maturato, mensilmente

    Le giornate effettivamente svolte, consuntivate dal collaboratore stesso. È il dato che rende il costo attuale invece che previsto.

  3. 03

    La fattura, quando arriva

    Confrontata con il maturato registrato. Se coincide, la registrazione è una formalità. Se non coincide, avete scoperto una discrepanza mentre potete ancora discuterne.

I tetti e le tariffe: metterli per iscritto

Il caso che genera più discussioni è l'incarico definito a voce: «vieni a darci una mano su questa commessa». Senza una tariffa e un tetto concordati, la fattura arriva con un importo che nessuno si aspettava e la discussione avviene quando il lavoro è già stato fatto.

Il minimo da concordare per iscritto

  • La tariffa, per giornata o per ora.
  • Un tetto massimo di giornate o di importo, oltre il quale serve una nuova conferma.
  • Come si consuntivano le giornate: chi le registra e con quale dettaglio.
  • Come vengono trattate le spese: incluse, riaddebitate, o a carico vostro.
  • La commessa a cui l'incarico appartiene.
  • I tempi di fatturazione, perché incidono sulla vostra cassa.

Cosa si scopre guardando questi costi insieme

  • Quali commesse dipendono in modo rilevante da risorse esterne: è un dato di rischio, non solo di costo.
  • Il costo pieno di un collaboratore esterno rispetto a uno interno, considerando le spese riaddebitate.
  • Se il ricorso a esterni è strutturale o straordinario: se è strutturale su un certo tipo di commessa, è una decisione di organico da prendere.
  • Quali collaboratori sforano sistematicamente la stima iniziale: succede, ed è meglio saperlo prima dell'incarico successivo.

Il secondo punto sorprende spesso: sommando tariffa, spese riaddebitate e tempo di coordinamento interno, il costo pieno di un collaboratore esterno risulta più alto di quanto la sola tariffa lasciasse pensare — e il confronto con l'assunzione cambia.

Risorse collegate utili

Domande frequenti

Perché i costi esterni arrivano sempre in ritardo?

Perché il ciclo prestazione-fattura-registrazione dura tipicamente due o tre mesi. In quel periodo la commessa ha un costo reale che non compare in nessun numero, e chi la segue decide su un budget residuo più alto di quello effettivo.

Come si anticipa il costo di un collaboratore esterno?

Registrando l'impegno all'incarico — tariffa, giornate stimate, tetto — e il maturato mensilmente, consuntivato dal collaboratore stesso. La fattura diventa poi una conferma, non una sorpresa.

Come si convince un consulente a consuntivare le giornate?

Mostrando che conviene anche a lui: la fattura si genera dai dati registrati, nessuno contesta le giornate a posteriori e i pagamenti sono più rapidi perché non c'è nulla da verificare.

Cosa mettere per iscritto in un incarico?

Tariffa, tetto massimo oltre il quale serve una nuova conferma, come si consuntivano le giornate, come vengono trattate le spese, la commessa di riferimento e i tempi di fatturazione. Gli incarichi a voce sono la causa più frequente di fatture inattese.

Conviene assumere invece di usare esterni?

Il confronto va fatto sul costo pieno: tariffa più spese riaddebitate più il tempo di coordinamento interno. Sommando tutto, il divario con un'assunzione è spesso minore di quanto la sola tariffa suggerisca, soprattutto se il ricorso è strutturale.

Guarda una commessa chiusa di recente: quanto dei costi esterni era noto mentre era ancora aperta? La differenza è quello che si può recuperare.

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