Un sito che elenca «diritto civile, penale, del lavoro» non porta clienti: compete con migliaia di siti identici. Funzionano invece le pagine costruite sul problema concreto — licenziamento, separazione, recupero crediti, contestazione di una multa — perché è così che le persone cercano. Si parte da poche centinaia di euro, e il vincolo da rispettare è la deontologia sulla comunicazione informativa.
Nessuno cerca «studio legale»
Chi ha bisogno di un avvocato quasi mai parte dalla materia giuridica: parte dal fatto che gli è successo qualcosa. Non digita «diritto del lavoro», digita «mi hanno licenziato senza preavviso cosa posso fare». Non cerca «diritto di famiglia», cerca «quanto costa una separazione consensuale».
È una differenza che cambia tutto il sito. Un elenco di materie non intercetta nessuna di quelle ricerche; una pagina che risponde davvero a quella domanda le intercetta tutte, e arriva a una persona che in quel momento ha un problema e sta cercando chi lo risolva.
| Pagina che non porta contatti | Pagina che ne porta |
|---|---|
| Diritto del lavoro | Licenziamento illegittimo: cosa fare e in quanto tempo |
| Diritto di famiglia | Separazione consensuale: procedura, tempi e costi |
| Recupero crediti | Un cliente non paga la fattura: le strade possibili |
| Diritto commerciale | Contratto di fornitura: le clausole che fanno la differenza |
| Diritto immobiliare | Vizi occulti dopo l'acquisto di casa: cosa si può chiedere |
| Chi siamo | Chi siamo, con le persone dello studio e le loro specializzazioni |
I vincoli deontologici, senza paralizzarsi
La comunicazione dell'avvocato è regolata dal codice deontologico forense: deve essere veritiera, corretta, non equivoca e non suggestiva, e non può assumere forme comparative o elogiative. Non significa che non si possa comunicare: significa che si comunica informando.
Quello che funziona e rispetta i vincoli
- Contenuti informativi che spiegano una procedura, i tempi e i diritti di chi legge.
- Indicazione chiara delle materie trattate e delle specializzazioni reali.
- Titoli, percorso professionale e pubblicazioni dei professionisti dello studio.
- Trasparenza sui criteri di determinazione del compenso, che è informazione dovuta.
- Nessuna promessa di risultato, nessun confronto con altri professionisti, nessun tono pubblicitario.
Il lato operativo: l'area riservata al cliente
Oltre al sito, l'intervento con il ritorno più concreto in uno studio è la riduzione delle telefonate di aggiornamento. «A che punto è la mia pratica» è la domanda che interrompe più spesso il lavoro, e la risposta richiede quasi sempre di cercare qualcosa.
- Stato della pratica con le fasi in linguaggio comprensibile, non con la terminologia interna.
- Documenti depositati e ricevuti, consultabili in qualsiasi momento.
- Scadenze e prossimi passi, comunicati prima e non su richiesta.
- Caricamento documenti da parte del cliente, con richieste guidate.
- Tracciamento degli accessi: qui i dati sono sempre sensibili e vanno trattati come tali.
Domande frequenti
- Un avvocato può farsi pubblicità online?
- Può fare informazione, non pubblicità in senso promozionale. Il codice deontologico forense richiede che la comunicazione sia veritiera, corretta, non equivoca né suggestiva, e vieta forme comparative o elogiative. Contenuti che spiegano procedure e diritti rientrano pienamente in ciò che è consentito.
- Quanto costa un sito per uno studio legale?
- Si parte da poche centinaia di euro. Quello che sposta il prezzo è quante pagine di materia servono e chi scrive i contenuti: in questo settore la scrittura è delicata, perché deve essere corretta sul piano giuridico e comprensibile a chi non è del mestiere.
- Posso pubblicare i costi delle prestazioni?
- L'informazione sui criteri di determinazione del compenso è dovuta al cliente, e renderla disponibile sul sito è coerente con quel principio. Conviene indicare criteri e fasce piuttosto che prezzi secchi, e far verificare la formulazione al proprio Ordine.
- Le recensioni dei clienti sono ammesse?
- È un terreno delicato, perché il confine con la comunicazione elogiativa è sottile e c'è anche il tema della riservatezza. Va valutato con il proprio Consiglio dell'Ordine: in generale, i contenuti che dimostrano competenza funzionano meglio e senza rischi.
- Serve un blog?
- Serve una libreria di contenuti che rispondano alle domande dei clienti, che è una cosa diversa da un blog di aggiornamenti normativi. Un articolo che spiega cosa fare dopo un licenziamento porta contatti per anni; una nota su una sentenza recente porta lettori tra colleghi.