Quanto costa un e-commerce

    Costi reali di un e-commerce B2C e B2B, differenze tra Shopify, WooCommerce e sviluppo su misura, e le spese ricorrenti che nessuno mette in preventivo.

    Il prezzo di un e-commerce dipende da tre cose, non dalla piattaforma: quanti prodotti vanno caricati e in che stato sono i dati, con quale gestionale deve parlare, e se i prezzi sono uguali per tutti o cambiano per cliente. Da noi si parte da poche centinaia di euro. La voce che sorprende di più non è la costruzione ma la gestione ricorrente: canoni, commissioni sui pagamenti e contenuti.

    11 minImprenditori, e-commerce manager, direzione commerciale

    Il costo dipende dalla piattaforma, ma molto meno di quanto pensi

    La domanda arriva sempre nella stessa forma: «meglio Shopify o WooCommerce?». È la domanda sbagliata da cui partire, perché la piattaforma incide sul totale molto meno del catalogo e delle integrazioni. Un e-commerce con 80 prodotti semplici costa più o meno lo stesso su Shopify e su WooCommerce. Un e-commerce con 12.000 codici, varianti e disponibilità che cambia ogni ora costa molto su entrambe — e la scelta si gioca su tutt'altro.

    Le piattaforme a confronto, senza pregiudizi
    PiattaformaCanoneManutenzione a tuo caricoDove conviene
    ShopifyMensile, a scaglioniQuasi nessunaPartire in fretta, poca tecnica da gestire, vendita B2C internazionale.
    WooCommerceNessunoSì: aggiornamenti e sicurezzaControllo totale, catalogo con regole particolari, costi ricorrenti bassi.
    PrestaShopNessunoPresenza diffusa in Italia, buon supporto multi-negozio.
    Su misura / headlessNessunoSì, ma governataProcessi d'ordine che nessuna piattaforma standard sa gestire.

    Attenzione a un dettaglio che pesa: alcune piattaforme applicano una commissione sul transato se non usi il loro sistema di pagamento. Sopra un certo fatturato quella percentuale supera qualsiasi differenza di canone.

    Le voci che gonfiano il preventivo di un e-commerce

    VocePeso sul preventivoPerché
    Caricamento catalogoSpesso la voce maggioreTrecento prodotti con foto, varianti, descrizioni e attributi sono settimane di lavoro. Con un file strutturato crolla; con un Excel disordinato esplode.
    Integrazione gestionale/ERPMolto altoSincronizzare anagrafiche, giacenze, prezzi e ordini nei due sensi. Dipende quasi solo dalla qualità delle API del gestionale.
    Fotografia prodottoAltoSull'e-commerce la foto è il prodotto. Una scheda con foto scadenti non vende, qualunque sia il prezzo.
    Logica prezzi B2BMolto altoListini per cliente, scaglioni, sconti combinati, IVA e regimi diversi per paese.
    Spedizioni complesseMedioPiù corrieri, fasce di peso e volume, ritiro in negozio, spedizioni parziali, resi automatizzati.
    Contenuti e SEO di categoriaAltoLe pagine categoria sono ciò che porta traffico organico: senza contenuti restano invisibili.

    Quanto costa tenerlo aperto ogni anno

    Un e-commerce ha una struttura di costi ricorrenti molto più pesante di un sito vetrina.

    Le voci ricorrenti di un e-commerce
    VoceCresce conQuanto pesa
    Canone della piattaformaIl piano sceltoPrevedibile
    Commissioni sui pagamentiOgni euro vendutoÈ la voce che cresce di più con il fatturato
    App, plugin e connettoriLe funzioni aggiunteSottovalutata: si accumulano nel tempo
    Manutenzione e sicurezzaLa piattaforma sceltaNulla su Shopify, reale su WooCommerce
    Contenuti e nuove schedeQuanto il catalogo è vivoSpesso la voce maggiore
    Email marketing e automazioniIl numero di contattiContenuta, alto ritorno

    È questa colonna, non il costo di costruzione, a determinare se il canale è sostenibile. Un e-commerce con poche vendite paga comunque le voci fisse.

    B2C e B2B: due progetti diversi con lo stesso nome

    Un e-commerce B2B non è un e-commerce B2C con la partita IVA obbligatoria. Cambiano la logica dei prezzi, il percorso d'acquisto e persino l'obiettivo: nel B2C vuoi ridurre l'attrito verso l'acquisto d'impulso, nel B2B vuoi far riordinare in trenta secondi un cliente che compra gli stessi articoli ogni mese.

    AspettoB2CB2B
    PrezziUguali per tutti, promozioni pubblicheListini per cliente, scaglioni quantità, sconti negoziati
    CatalogoSelezione curata, poche variantiMigliaia di codici tecnici, ricerca per codice articolo
    PercorsoScoperta e persuasioneRiordino veloce, storico ordini, liste ricorrenti
    UtentiUn utente, un carrelloPiù utenti per azienda, con ruoli e approvazioni
    PagamentiCarta, PayPal, contrassegnoBonifico, fido, pagamento a 30/60/90 giorni

    Il caso più comune nelle PMI italiane è il terzo: un'azienda che vende sia ai privati sia ai rivenditori e vorrebbe un unico sistema. È fattibile, ma va deciso all'inizio — aggiungere la logica B2B a un e-commerce B2C già avviato costa quasi quanto rifarlo.

    Errori che fanno spendere il doppio

    1. Partire dal catalogo completo. Metti online i 100 prodotti che generano l'80% del fatturato, non tutti e 4.000: ridurrai il costo iniziale e imparerai cosa serve davvero.
    2. Rimandare l'integrazione con il gestionale. Sei mesi di aggiornamento manuale delle giacenze costano più dell'integrazione, e producono ordini su prodotti esauriti.
    3. Scegliere la piattaforma prima di aver mappato il processo d'ordine. È la causa numero uno delle migrazioni a diciotto mesi dal lancio.
    4. Dimenticare il budget pubblicitario. Un e-commerce senza traffico è un magazzino chiuso: metti a budget almeno quanto hai speso per costruirlo, nel primo anno.
    5. Trattare le schede prodotto come una formalità. Sono le pagine che posizionano e vendono: 200 schede scritte bene battono 2.000 importate da un CSV.
    6. Sottovalutare la logistica dei resi. Nel B2C italiano il tasso di reso su abbigliamento supera il 20%: se il processo è manuale, il margine se ne va lì.

    Quanto tempo serve prima del primo ordine

    1. 01

      Setup e strategia — 2-3 settimane

      Scelta piattaforma, struttura catalogo, regole di prezzo, IVA, spedizioni e resi. La parte noiosa che decide tutto il resto.

    2. 02

      Design e sviluppo — 4-8 settimane

      Home, categorie, scheda prodotto, carrello e checkout. In parallelo partono le integrazioni.

    3. 03

      Catalogo e contenuti — 3-8 settimane

      Caricamento prodotti, foto, descrizioni, attributi. È quasi sempre la fase più lunga e la più sottostimata.

    4. 04

      Test e lancio — 2 settimane

      Ordini di prova end-to-end, pagamenti reali, fatturazione, tracciamenti, prova di carico.

    Totale: 3-5 mesi per un e-commerce strutturato, 6-10 settimane per un progetto di partenza. Un B2B con integrazione ERP arriva comodamente a 6-9 mesi.

    I livelli di progetto

    E-commerce di partenzaA partire da 590 €

    Chi vende un catalogo contenuto (fino a ~300 prodotti) e vuole partire senza legare troppo capitale.

    • Shopify o WooCommerce con tema personalizzato
    • Configurazione pagamenti, IVA, spedizioni e resi
    • Fino a 300 prodotti caricati con schede curate
    • Integrazione base con corriere e fatturazione elettronica
    • Tracciamento e-commerce su GA4 e pixel pubblicitari
    E-commerce strutturato

    Aziende con catalogo ampio, magazzino da sincronizzare e volumi che rendono critici gli errori.

    • Design su misura e percorsi d'acquisto disegnati
    • Sincronizzazione bidirezionale con gestionale o ERP
    • Gestione varianti, taglie, colori, disponibilità per magazzino
    • Automazioni su ordini, resi, solleciti e post-vendita
    • Multi-valuta o multilingua per la vendita estera
    E-commerce B2B o su misura

    Vendita all'ingrosso, reti di rivenditori, cataloghi tecnici e processi d'ordine non standard.

    • Listini e sconti personalizzati per cliente o gruppo
    • Ordini rapidi per codice, riordino, carrelli salvati
    • Ruoli e approvazioni interne al cliente aziendale
    • Integrazione con ERP, PIM e logistica di terzi
    • Portale agenti con ordini per conto del cliente

    Domande frequenti

    Quanto costa aprire un e-commerce partendo da zero?
    Da noi la costruzione parte da poche centinaia di euro. Quello che va messo a budget con attenzione sono le voci ricorrenti — canone, commissioni, contenuti — e soprattutto l'acquisizione: un e-commerce senza traffico è un magazzino chiuso, e nel primo anno la pubblicità pesa quanto la costruzione.
    Meglio Shopify o WooCommerce per un'azienda italiana?
    Shopify se vuoi partire in fretta, non avere pensieri tecnici e vendere anche all'estero, accettando un canone e commissioni. WooCommerce se hai già un sito WordPress, vuoi costi ricorrenti bassi e regole di catalogo o prezzo particolari, accettando di dover gestire aggiornamenti e sicurezza.
    Quanto costa integrare l'e-commerce con il gestionale?
    È la voce più variabile di tutte, e dipende quasi solo dal gestionale: con API moderne e documentate l'integrazione è lineare; con un sistema che espone solo esportazioni su file va costruito un livello intermedio e il lavoro cresce parecchio. Lo verifichiamo prima di quotare.
    Quanto costa un e-commerce B2B con listini personalizzati?
    Costa più di un B2C, e il motivo non è la vetrina ma la logica: listini per cliente, scaglioni, disponibilità per magazzino, ordini per conto degli agenti, approvazioni interne e integrazione con ERP e logistica. Anche qui si parte da poche centinaia di euro e si costruisce per moduli.
    Conviene vendere su Amazon invece di aprire un e-commerce?
    Sono canali complementari. Il marketplace dà volume subito ma trattiene il cliente, il dato e una quota consistente del prezzo di vendita. L'e-commerce proprio richiede traffico ma costruisce un asset che rimane tuo. La strategia più solida per una PMI è spesso partire dal marketplace e costruire in parallelo il canale diretto.
    Quanto costa la migrazione da un e-commerce esistente?
    Dipende dalla dimensione del catalogo e dello storico. Le voci pesanti sono la migrazione di prodotti, clienti e ordini, e soprattutto i redirect: un e-commerce che perde le posizioni organiche nella migrazione perde fatturato per mesi. È la parte del preventivo da non tagliare.
    Devo pagare le commissioni anche sulle vendite con bonifico?
    Non quelle del gestore dei pagamenti, ma attenzione alla piattaforma: alcune applicano una commissione sul transato se non usi il loro sistema di pagamento, indipendentemente dal metodo scelto dal cliente. Su WooCommerce e PrestaShop non esiste commissione di piattaforma.
    Quanto ci vuole per andare in pareggio?
    Dipende dal margine e dai costi ricorrenti, ed è un calcolo che vale la pena fare prima di partire. In generale è un traguardo raggiungibile entro il primo anno per un'azienda che ha già un marchio e clienti; è molto più difficile partendo da zero senza alcun budget di acquisizione.

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