Budget e consuntivo di commessa: come costruirli perché siano confrontabili

Il confronto funziona solo se budget e consuntivo hanno la stessa struttura. È banale a dirsi e quasi mai vero.

9 minDirezione, project manager, controllo di gestione

Cosa portare a casa

Risposta breve

Budget e consuntivo sono confrontabili solo se usano le stesse voci, le stesse fasi e gli stessi criteri di imputazione. Nella pratica il budget viene costruito in fase di offerta con una struttura commerciale, e il consuntivo si accumula con una struttura contabile: il confronto che ne esce non dice dove si è sforato, solo di quanto.

Il budget nasce in offerta: se non ha la struttura del consuntivo, il confronto è inutile.

Serve un budget rivisto, distinto da quello originale: entrambi vanno conservati.

Uno scostamento senza spiegazione non insegna nulla per la commessa successiva.

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Il problema di partenza: due strutture diverse

Il budget di una commessa nasce quasi sempre in fase di offerta, ed è costruito come serve per fare il prezzo: tot giornate senior, tot giornate junior, un forfait per le trasferte, un margine desiderato. Il consuntivo si accumula invece per come i costi entrano in azienda: fatture fornitori, ore da consuntivazione, note spese, ammortamenti.

Quando arriva il momento di confrontarli, il totale si può confrontare e il resto no. Si scopre che la commessa ha marginato meno del previsto, e non si riesce a dire in quale fase o su quale voce. È il motivo per cui molte aziende hanno un controllo di commessa che documenta senza insegnare nulla.

Cosa serve per rendere confrontabili le due cose
ElementoNel budgetNel consuntivo
FasiLe stesseLe stesse
Voci di costoLe stesse categorieLe stesse categorie
OrePer profilo e fasePer profilo e fase
Costi esterniPer tipoPer tipo, imputati alla fase
SpeseStimate per tipoReali per tipo
RicaviPer stato avanzamentoFatturato e maturato

Le fasi: quante e quali

È la decisione strutturale più importante e la più sbagliata per eccesso. Un budget con venti fasi produce un consuntivo che nessuno riesce a compilare correttamente; uno con una fase sola non dice dove si è sforato.

Il criterio per definirle

  • Da tre a sei fasi per commessa, non di più.
  • Ogni fase deve corrispondere a qualcosa che una persona sa riconoscere: analisi, realizzazione, collaudo, avviamento.
  • Le stesse fasi per tutte le commesse dello stesso tipo, altrimenti i confronti tra commesse non funzionano.
  • Una fase deve durare almeno una settimana: sotto quella soglia la consuntivazione diventa arbitraria.
  • Se non sapreste dire a quale fase appartiene un'attività, quella fase non serve.

Il budget rivisto: il documento che manca sempre

Le commesse cambiano: il cliente aggiunge, un imprevisto allunga i tempi, una fase si rivela più complessa. Confrontare il consuntivo con il budget originale a fine lavori risponde a una domanda poco utile — «abbiamo stimato bene sei mesi fa?» — invece che a quella che serve: «stiamo governando quello che sta succedendo?».

  1. 01

    Il budget originale resta

    Non si tocca: serve a imparare a stimare. Confrontarlo con il consuntivo finale è l'unico modo per capire se le vostre offerte sono realistiche.

  2. 02

    Il budget rivisto si aggiorna

    Quando cambia lo scopo o emerge un imprevisto rilevante, si aggiorna la previsione a finire. È il documento su cui si prendono le decisioni operative.

  3. 03

    Le revisioni si tracciano

    Chi ha rivisto cosa, quando e perché. Una commessa con quattro revisioni al rialzo racconta qualcosa che il totale finale nasconde.

Cosa fare con uno scostamento

Uno scostamento numerico da solo non insegna nulla. Quello che rende utile il controllo è associare al numero una causa, e farlo mentre la si ricorda — non a fine anno guardando una tabella.

Causa dello scostamentoCosa cambia per il futuro
Stima iniziale ottimisticaI coefficienti di stima per quel tipo di commessa
Scopo cresciuto senza varianteIl processo commerciale: le varianti vanno formalizzate
Imprevisto tecnicoUn margine di contingenza sulle commesse simili
Inefficienza internaIl processo operativo, non il prezzo
Cliente che ha rallentatoClausole contrattuali su tempi e responsabilità
Errore di imputazioneNulla sul progetto: va corretto il dato

L'ultima riga è più frequente di quanto si pensi: prima di analizzare uno scostamento vale la pena verificare che i costi imputati appartengano davvero a quella commessa.

Risorse collegate utili

Domande frequenti

Perché budget e consuntivo spesso non sono confrontabili?

Perché nascono con strutture diverse: il budget in fase di offerta, con logica commerciale, il consuntivo per come i costi entrano in contabilità. Si può confrontare il totale ma non capire dove si è sforato, che è l'unica informazione utile.

Quante fasi servono in un budget di commessa?

Da tre a sei, riconoscibili da chiunque lavori sulla commessa e uguali per tutte le commesse dello stesso tipo. Venti fasi producono una consuntivazione che nessuno compila correttamente; una fase sola non dice dove si è sforato.

Cos'è il budget rivisto e perché serve?

È la previsione aggiornata quando lo scopo cambia o emerge un imprevisto. Serve a decidere durante la commessa: confrontarsi solo con il budget originale diventa progressivamente inutile man mano che il progetto se ne allontana.

Il budget originale va modificato?

No, va conservato accanto a quello rivisto. Confrontare il consuntivo finale con la stima iniziale è l'unico modo per capire se le vostre offerte sono realistiche, ed è un'informazione che serve alla commessa successiva.

Cosa fare quando emerge uno scostamento?

Associargli una causa mentre la si ricorda: stima ottimistica, scopo cresciuto senza variante, imprevisto, inefficienza, cliente che ha rallentato, o semplice errore di imputazione. Il numero da solo non insegna nulla per la commessa successiva.

Prendi una commessa chiusa e prova a dire in quale fase avete sforato: se non ci riesci, budget e consuntivo non hanno la stessa struttura.

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