Iniziare a tracciare entrate e uscite per progetto: il minimo che funziona

Per partire non serve un sistema di controllo di gestione. Servono tre campi e la disciplina di compilarli.

8 minPiccole imprese e studi che lavorano su commessa

Cosa portare a casa

Risposta breve

Tracciare entrate e uscite per progetto richiede una cosa sola: che ogni movimento porti con sé l'indicazione del progetto a cui appartiene. Tutto il resto — report, margini, previsioni — si costruisce sopra quel dato. Un'azienda che parte da zero può ottenere risultati utili con tre campi e una disciplina, molto prima di adottare qualsiasi strumento.

Il primo passo è un identificativo di progetto su ogni movimento, non un software.

Chi genera il costo deve indicare il progetto: nessuno può farlo per lui.

Un foglio funziona finché i progetti sono pochi e le persone che imputano anche.

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Il minimo indispensabile

Prima di qualunque strumento serve una decisione organizzativa: da oggi ogni movimento economico porta con sé l'indicazione del progetto. Non è una questione tecnica ed è la parte difficile, perché richiede che chi genera il costo aggiunga un'informazione nel momento in cui lo genera.

I campi minimi per ogni movimento
CampoPerché serve
ProgettoSenza questo non esiste il controllo di commessa
DataDetermina il periodo e permette il confronto con l'avanzamento
ImportoOvvio, ma va distinto tra previsto e effettivo
TipoOre, materiali, esterni, spese, ricavi: bastano cinque categorie
ChiServe per capire da dove arrivano i dati mancanti

Cinque campi. Aggiungerne altri sembra utile e riduce la percentuale di movimenti che vengono effettivamente imputati.

Chi compila cosa

  1. 01

    Le ore: chi le lavora

    Nessun altro può saperlo. È la voce più pesante e la più difficile da raccogliere, e va affrontata per prima perché senza di essa il resto vale poco.

  2. 02

    Gli acquisti: chi ordina

    Al momento dell'ordine, non della fattura. Chi ordina sa per quale progetto sta comprando; l'amministrazione, due mesi dopo, no.

  3. 03

    Le spese: chi le sostiene

    Sul posto, quando fotografa lo scontrino. Ricostruire l'attribuzione a fine mese produce assegnazioni approssimative.

  4. 04

    I ricavi: amministrazione

    È l'unica voce che l'amministrazione può gestire da sola, perché la fattura riporta già il riferimento al progetto.

Quando il foglio non basta più

Partire da un foglio condiviso è legittimo e per molte realtà è sufficiente a lungo. I segnali che indicano il momento di passare a uno strumento sono riconoscibili.

  • Più di cinque persone devono imputare movimenti: il foglio genera conflitti di scrittura e versioni.
  • I progetti aperti contemporaneamente superano la decina: la lettura diventa impraticabile.
  • Serve che ciascuno veda solo i propri dati o solo le proprie commesse.
  • Il consolidamento mensile richiede più di mezza giornata di lavoro.
  • Qualcuno chiede il dato aggiornato e la risposta è «ti dico la prossima settimana».
  • I numeri vengono contestati e non si riesce a ricostruire chi ha inserito cosa.

Cosa si ottiene già dal primo trimestre

Anche con dati imperfetti, tre mesi di imputazione producono informazioni che prima non esistevano. Non serve aspettare che il sistema sia completo per iniziare a usarne i risultati.

  1. Quali progetti assorbono più ore di quante ne erano state stimate.
  2. Se il rapporto tra ore preventivate e ore reali è costante o varia per tipo di lavoro: nel primo caso potete correggere le stime con un coefficiente.
  3. Quali clienti generano progetti sistematicamente sottostimati.
  4. Quanta parte del tempo aziendale va su attività non imputabili a nessun progetto: è un numero che sorprende quasi sempre.

L'ultimo punto è il più utile per chi parte: scoprire che una quota consistente delle ore non è imputabile a nessuna commessa cambia il calcolo del costo orario e, di conseguenza, il modo in cui vengono fatti i preventivi.

Risorse collegate utili

Domande frequenti

Da dove si comincia a tracciare entrate e uscite per progetto?

Da una decisione organizzativa: ogni movimento porta con sé l'indicazione del progetto. Bastano cinque campi — progetto, data, importo, tipo, chi — e la disciplina di compilarli. Lo strumento viene dopo.

Chi deve indicare il progetto?

Chi genera il movimento: le ore chi le lavora, gli acquisti chi ordina, le spese chi le sostiene. Affidare l'imputazione all'amministrazione è l'errore più comune e produce dati dedotti invece che rilevati.

Basta un foglio di calcolo?

Sì, finché le persone che imputano sono poche e i progetti aperti anche. Diventa insufficiente quando più di cinque persone devono scriverci, quando i progetti superano la decina, o quando il consolidamento mensile richiede mezza giornata.

Quanto tempo serve prima di vedere qualcosa di utile?

Un trimestre. Anche con dati imperfetti emergono già quali progetti assorbono più ore del previsto, quali clienti generano stime sistematicamente ottimistiche e quanta parte del tempo aziendale non è imputabile a nessuna commessa.

Cosa fare con le ore non imputabili a progetti?

Misurarle, prima di tutto: sono quasi sempre più di quanto ci si aspetti. Poi decidere se ripartirle sulle commesse, tenerle su una commessa interna o escluderle. Qualunque sia la scelta, va fatta una volta e applicata sempre.

Prova per un mese: ogni movimento con il codice del progetto. Anche su un foglio. Poi guardiamo insieme cosa ne esce.

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