Controllo costi ed entrate di progetto: come sapere quanto si margina prima della fine

Perché la contabilità generale non basta, quali dati collegare e come costruire un controllo che serve mentre il progetto è ancora aperto.

13 minDirezione, finance e project manager

Cosa portare a casa

Risposta breve

Il controllo di commessa risponde a una domanda che il bilancio non può rispondere: questo progetto sta guadagnando o perdendo, adesso. Richiede di collegare ore, materiali, acquisti, costi esterni e ricavi allo stesso identificativo di progetto, e di farlo mentre le cose accadono — non a consuntivo, quando l'unica cosa possibile è prenderne atto.

La contabilità dice com'è andata; il controllo di commessa dice come sta andando.

Il dato più difficile da raccogliere sono le ore, ed è quello che pesa di più.

Un alert che arriva quando la commessa è chiusa non è un alert: è un necrologio.

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Perché il bilancio non basta

La contabilità generale è organizzata per natura di costo: acquisti, personale, servizi, ammortamenti. Risponde bene alla domanda «quanto abbiamo speso in materiali quest'anno». Non risponde alla domanda che interessa davvero a chi lavora su commessa: «la commessa Rossi sta marginando quanto avevamo previsto?».

Per rispondere a quella domanda serve una seconda dimensione: ogni costo e ogni ricavo devono portare con sé l'indicazione del progetto a cui appartengono. È una cosa concettualmente semplice e operativamente faticosa, perché richiede che chi genera il costo indichi la commessa nel momento in cui lo genera.

Due domande diverse
Contabilità generaleControllo di commessa
Organizza perNatura del costoProgetto
Risponde aQuanto abbiamo speso, e in cosaQuesto progetto guadagna?
TempisticaA consuntivo, periodicaContinua, mentre il progetto è aperto
Serve aAdempimenti e bilancioDecisioni operative
Quando arriva l'informazioneQuando non si può più intervenireQuando si può ancora

I cinque dati da collegare alla commessa

  1. 01

    Le ore

    Il dato più difficile da raccogliere e quello che pesa di più sul margine. Va registrato dalle persone, con il minimo attrito possibile: se richiede più di trenta secondi al giorno, i dati che riceverete saranno inventati a fine settimana.

  2. 02

    I materiali e gli acquisti

    Vanno imputati al momento dell'ordine, non della fattura. La differenza è di settimane, ed è la differenza tra sapere e scoprire.

  3. 03

    I costi esterni

    Subappalti, consulenti, noli. Vanno registrati come impegno quando vengono concordati, non quando arriva il documento.

  4. 04

    Le spese

    Trasferte, rimborsi, spese vive. Piccole singolarmente, rilevanti in somma, e quasi sempre imputate in ritardo.

  5. 05

    I ricavi e gli stati avanzamento

    Quanto è stato fatturato e quanto è maturato ma non ancora fatturato. Senza questo, il margine è metà del quadro.

Budget e consuntivo: il confronto che serve

Il numero utile non è il costo sostenuto: è la distanza tra il costo sostenuto e quello previsto a quel punto di avanzamento. Una commessa che ha consumato il 60% del budget non è in difficoltà se è completa al 70%; lo è se è completa al 30%.

IndicatoreCosa diceQuando guardarlo
Costi sostenuti su budgetQuanto è stato spesoContinuo, ma da solo non basta
Avanzamento fisicoA che punto è davvero il lavoroSettimanale: è il dato che dà senso agli altri
Margine previsto a finireDove si chiuderà, con l'andamento attualeÈ il numero che serve alla direzione
Ore consumate su ore stimateSe la stima iniziale reggevaAnche per imparare a stimare meglio
Impegni non ancora fatturatiCosti già decisi che arriverannoPrima di prendere nuovi impegni
Fatturato su maturatoSe state finanziando il clienteMensile, per la cassa

Gli alert: prima, non dopo

Un sistema che vi dice a fine commessa che avete perso il 12% è un sistema che documenta, non che controlla. L'utilità sta interamente nel momento in cui l'informazione arriva.

  • Consumo del budget oltre una soglia, rapportato all'avanzamento e non in assoluto.
  • Ore su una fase che superano la stima di una percentuale definita.
  • Un impegno di spesa che, sommato a quelli esistenti, porterebbe fuori budget: l'avviso deve arrivare prima dell'ordine.
  • Margine previsto a finire che scende sotto la soglia minima accettabile.
  • Fatturazione ferma su una commessa che sta consumando: è un problema di cassa prima che di margine.
  • Commesse senza movimenti da settimane, che spesso sono ferme e nessuno l'ha detto.

Come si costruisce, in pratica

FaseCosa si faErrore da evitare
Definire la strutturaCome si identifica una commessa, quali fasi, quali voci di costoStruttura troppo fine: nessuno la compila
Raccogliere le oreLo strumento più semplice possibile per chi le registraChiedere troppi campi
Collegare acquisti e costiCommessa obbligatoria su ordini e note speseImputare solo alla fattura
Collegare i ricaviFatturato e maturato per commessaFermarsi ai costi: metà del quadro
Costruire la vistaTre numeri per commessa, non ventiUna dashboard che nessuno apre
Attivare gli alertSoglie concordate con chi le riceveràAvvisi troppo frequenti: vengono ignorati

La fase che determina il successo è la prima, e non è tecnica: mettersi d'accordo su come si imputano le ore indirette e i costi generali. Se quel criterio non è condiviso, i numeri saranno contestati ogni volta che risultano scomodi — e il sistema smetterà di essere usato.

Serve un ERP o basta un modulo dedicato?

Molte PMI affrontano il tema pensando di dover sostituire il gestionale. Quasi mai è necessario: la contabilità funziona, il magazzino funziona, quello che manca è la dimensione progetto. Aggiungere un modulo che raccoglie ore e costi e li collega ai dati che il gestionale ha già è un progetto molto più piccolo e molto meno rischioso.

  • Il gestionale continua a fare contabilità, fatturazione e adempimenti.
  • Il modulo raccoglie ore, imputazioni, impegni e avanzamenti.
  • I due si scambiano dati: anagrafiche e fatture dal gestionale, consuntivi verso il gestionale.
  • Il risultato è visibile mentre la commessa è aperta, che è l'unica cosa che conta.

Risorse collegate utili

Domande frequenti

Perché la contabilità non basta per il controllo di commessa?

Perché è organizzata per natura di costo e arriva a consuntivo. Dice quanto avete speso in materiali nell'anno, non se la commessa aperta sta marginando come previsto. Per rispondere a quella domanda serve che ogni costo porti con sé l'indicazione del progetto, registrata mentre le cose accadono.

Qual è il dato più difficile da raccogliere?

Le ore, senza dubbio, ed è anche quello che pesa di più sul margine. La raccolta funziona solo se richiede pochi secondi al giorno: qualsiasi cosa più complessa produce dati compilati a memoria il venerdì, cioè numeri precisi e sbagliati.

Serve sostituire il gestionale?

Quasi mai. La contabilità e la fatturazione funzionano già: quello che manca è la dimensione progetto. Un modulo che raccoglie ore e imputazioni e si collega ai dati esistenti è un progetto molto più piccolo e con un rischio molto minore della sostituzione.

Ogni quanto va aggiornato il controllo di commessa?

Le ore quotidianamente, gli acquisti al momento dell'ordine, l'avanzamento settimanalmente. Un aggiornamento mensile trasforma il controllo in una rendicontazione: arriva quando non si può più intervenire.

Quali sono gli indicatori che servono davvero?

Tre: costi sostenuti rapportati all'avanzamento reale, margine previsto a finire, e impegni già presi non ancora fatturati. Gli altri sono utili ma questi tre bastano a decidere, ed è meglio averne tre aggiornati che venti fermi.

Quanto costa un sistema di controllo di commessa?

Si parte da poche centinaia di euro e si costruisce per moduli: prima la raccolta ore, poi gli acquisti, poi i ricavi. La variabile che sposta il preventivo è quanto è aperto il gestionale da cui vanno letti anagrafiche e fatturato.

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