Il report di fine commessa: l'unico momento in cui si impara qualcosa

La dashboard serve durante. Il report serve dopo, e serve a una cosa sola: preventivare meglio la prossima.

8 minDirezione e controllo di gestione

Cosa portare a casa

Risposta breve

Il report di chiusura confronta quello che era stato previsto con quello che è successo, e associa a ogni scostamento una causa. Non serve a valutare chi ha lavorato sulla commessa: serve a correggere i criteri con cui verrà preventivata la prossima. Senza questo passaggio, un'azienda ripete gli stessi errori di stima per anni.

Il report serve a preventivare meglio, non a stabilire responsabilità.

Uno scostamento senza causa scritta non insegna nulla.

Va fatto entro due settimane dalla chiusura, finché qualcuno ricorda il perché.

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A cosa serve, e a cosa no

Serve aNon serve a
Correggere i coefficienti di stima per commesse similiStabilire di chi è la colpa
Capire quali fasi vengono sottostimate sistematicamenteValutare le persone
Vedere se un tipo di cliente genera scostamenti ricorrentiGiustificare un risultato a posteriori
Decidere se rivedere il prezzo di un servizioRiaprire discussioni chiuse
Documentare cosa ha funzionato, non solo cosa è andato stortoProdurre un archivio che nessuno rileggerà

Cosa contiene

Il minimo utile, in una pagina

  • Budget originale, budget rivisto e consuntivo, per fase.
  • Ore previste e ore effettive, per fase e per profilo.
  • Costi esterni previsti ed effettivi.
  • Ricavi previsti e fatturati, incluse le varianti approvate.
  • Margine finale a confronto con quello previsto in offerta.
  • Per ogni scostamento superiore a una soglia, una causa in una riga.
  • Due righe su cosa ha funzionato: si impara anche da quello.

Una pagina è sufficiente e va rispettata: i report di chiusura di sei pagine vengono prodotti per due commesse e poi abbandonati. La disciplina della pagina singola è quella che li rende sostenibili nel tempo.

Le cause: la parte che vale il documento

Un numero di scostamento è inutile senza il perché, e il perché si ricorda per poche settimane. È il motivo per cui il report va fatto subito dopo la chiusura, non a fine anno insieme agli altri.

CausaCosa correggere
Stima ottimistica su una faseIl coefficiente di stima per quella fase
Scopo cresciuto senza variante formalizzataIl processo commerciale, non le stime
Cliente lento nelle risposteLe clausole contrattuali su tempi e responsabilità
Tecnologia o fornitore nuoviUn margine di contingenza sulle prime commesse simili
Persona meno esperta del previstoLa pianificazione, non la persona
Errore di imputazione dei costiIl dato, non il processo

La penultima riga va maneggiata con attenzione: è una causa reale e legittima, e va scritta in modo che descriva una scelta di pianificazione, non un giudizio su qualcuno.

Cosa se ne fa dopo dieci commesse

Il valore del report non è nella singola commessa ma nella serie. Dopo dieci report emergono pattern che nessuno vedrebbe guardando un caso alla volta.

  • Una fase sistematicamente sottostimata: si corregge il coefficiente e le offerte migliorano subito.
  • Un tipo di cliente che genera sempre scostamenti: si rivedono le condizioni o il prezzo.
  • Un tipo di commessa che non margina mai abbastanza: si decide se alzare il prezzo o smettere di venderla.
  • Varianti richieste sempre nella stessa fase: si formalizza il processo di variante proprio lì.
  • Commesse che vanno bene quando c'è una certa condizione: si capisce cosa cercare in fase di offerta.

Il primo punto è quello con il ritorno più rapido: correggere il coefficiente di stima di una fase sottostimata migliora il margine di tutte le offerte successive, senza cambiare nulla nel modo di lavorare.

Risorse collegate utili

Domande frequenti

A cosa serve il report di chiusura di una commessa?

A preventivare meglio la commessa successiva. Confronta previsto e consuntivo per fase e associa a ogni scostamento una causa: da lì si correggono i coefficienti di stima, le condizioni contrattuali o il prezzo di un servizio.

Quando va fatto?

Entro due settimane dalla chiusura, finché qualcuno ricorda perché le cose sono andate come sono andate. Un report prodotto a fine anno contiene numeri corretti e cause vaghe, e le cause sono la parte che vale.

Quanto deve essere lungo?

Una pagina. I report di chiusura lunghi vengono prodotti per due commesse e poi abbandonati: la disciplina della pagina singola è quella che li rende sostenibili nel tempo.

Va usato per valutare chi ha gestito la commessa?

No, e usarlo così una volta sola lo rovina per sempre: i report successivi diventeranno difensivi, con cause vaghe e responsabilità attribuite a fattori esterni. Serve a correggere i criteri, non le persone.

Cosa emerge dopo diverse commesse?

I pattern: una fase sistematicamente sottostimata, un tipo di cliente che genera sempre scostamenti, un servizio che non margina mai abbastanza. Sono cose che nessuno vede guardando una commessa alla volta e che cambiano le offerte successive.

Prendi le ultime tre commesse chiuse: sapresti dire in quale fase avete sforato e perché? Se no, il report di chiusura è il primo pezzo da introdurre.

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