«Basta che mi rimandino il contratto firmato via mail?»

    Dipende da cosa succede se un giorno quel cliente nega di averlo firmato. Le firme elettroniche sono quattro, e hanno un valore molto diverso davanti a un giudice.

    7 minChi fa firmare contratti e preventivi

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Il quadro europeo riconosce tre livelli di firma elettronica, a cui in Italia si aggiunge la firma digitale. Cambia il valore probatorio: solo i livelli più alti fanno sì che sia chi contesta a dover dimostrare che la firma non è sua, invece del contrario.

    Un PDF firmato a penna e rimandato via email è una firma elettronica semplice: vale, ma è liberamente valutabile dal giudice.

    Con la firma qualificata o digitale l'onere di provare il contrario passa a chi contesta.

    Per la maggior parte dei contratti commerciali il livello semplice basta: il problema si pone sui contratti che contano.

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    I quattro livelli, e cosa cambia davvero

    Non è una scala di qualità: è una scala di chi deve dimostrare cosa
    TipoCos'è in praticaChe valore ha
    SempliceNome in fondo a una email, PDF stampato firmato e riscansionato, clic su «accetto»Ammessa come prova, ma liberamente valutabile dal giudice
    AvanzataFirma tramite piattaforma con autenticazione del firmatario e sigillo che rileva le modifichePiù solida: collega il documento alla persona in modo verificabile
    QualificataAvanzata, con certificato rilasciato da un prestatore qualificato e dispositivo sicuroEquiparata alla scrittura privata: chi contesta deve dimostrare
    DigitaleLa forma italiana della firma qualificata, basata su certificatiStessa efficacia della qualificata

    Il punto di svolta è fra la seconda e la terza riga. Con la qualificata o la digitale il documento fa piena prova finché chi ha firmato non dimostra che non è stato lui: è l'inversione dell'onere che cambia l'esito di una controversia.

    Quando basta il livello semplice, e quando no

    DocumentoCosa è ragionevole usare
    Conferma d'ordine ricorrente con cliente abitualeSemplice: una email di accettazione
    Preventivo di importo ordinarioSemplice, meglio se con accettazione tracciata nel sistema
    Contratto pluriennale o di importo rilevanteAvanzata o qualificata
    Contratto con clausole vessatorie da approvare specificamenteQualificata: la forma scritta qui è delicata
    Atti per cui la legge richiede la forma scritta a pena di nullitàQualificata o digitale, senza alternative
    Verbale interno, nomina, istruzione a un autorizzatoSemplice

    La regola pratica: chiedetevi quanto costerebbe perdere una causa su quel documento. Se la risposta è «poco», il livello semplice è una scelta economicamente sensata. Se è «molto», il costo di una firma qualificata è irrilevante al confronto.

    Se decidete di adottare una piattaforma di firma

    Sei domande da fare prima di sottoscrivere un servizio

    • Quale livello di firma produce, esattamente, nella configurazione che mi vendete
    • Come viene verificata l'identità del firmatario
    • Cosa contiene il rapporto di firma allegato al documento
    • Dove sono conservati i documenti, e per quanto tempo
    • Come esporto tutto se domani cambio servizio
    • Chi è il prestatore qualificato, se il livello dichiarato è quello

    La quinta domanda è quella che nessuno fa e che si paga dopo: un archivio di contratti firmati dentro una piattaforma che non permette un'esportazione completa è un archivio in affitto. Va verificato prima, con una prova reale di esportazione, non con una rassicurazione commerciale.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Un contratto firmato a penna, scansionato e rimandato via email è valido?

    È valido come accordo, e in giudizio è una prova. Il punto è che appartiene al livello più basso: se la controparte disconosce la sottoscrizione, il giudice valuta liberamente e tocca a voi sostenere che quella firma è sua. Per moltissimi contratti commerciali il rischio è accettabile; per quelli importanti no.

    La PEC è una firma?

    No: è un mezzo di trasmissione che certifica invio, ricezione e data, non l'identità di chi ha scritto il contenuto. È utilissima per provare che qualcosa è stato mandato e quando, e si combina bene con una firma: sono due strumenti complementari, non alternativi.

    Un clic su «accetto le condizioni» vale come firma?

    È una firma elettronica semplice, e per le condizioni generali di un servizio online è la prassi. Diventa fragile quando le clausole sono di quelle che richiedono un'approvazione specifica: lì una spunta generica su tutto è il punto che viene contestato più spesso.

    Devo conservare i documenti firmati in modo particolare?

    Un documento con firma qualificata o digitale ha un certificato con una scadenza: per mantenerne l'efficacia nel tempo serve una conservazione che apponga riferimenti temporali, non un semplice archivio di file. È un servizio a sé, e va previsto quando si sceglie la piattaforma, non tre anni dopo.

    Se oggi i contratti li mandate in PDF e aspettate che tornino, c'è quasi sempre un modo per tracciare l'accettazione dentro il vostro sistema: costa poco e vi lascia una prova che oggi non avete.

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