Workflow di approvazione: come non trasformare il controllo in un collo di bottiglia

Ogni approvazione aggiunge attesa. Come decidere cosa approvare davvero, chi deve farlo e cosa può passare da solo.

8 minResponsabili, HR e direzione

Cosa portare a casa

Risposta breve

Un workflow di approvazione ben progettato approva poco: definisce soglie sotto le quali la richiesta passa automaticamente, un solo livello per la maggior parte dei casi, e una scadenza dopo la quale succede qualcosa. Le catene a tre livelli senza soglie non aumentano il controllo: aumentano l'attesa, e producono approvazioni date senza guardare.

Un'approvazione che viene concessa nel 98% dei casi non è un controllo: è un ritardo.

Serve sempre una delega: l'assenza di chi approva è il blocco più frequente.

Ogni richiesta deve avere una scadenza, oltre la quale succede qualcosa di definito.

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La domanda da farsi prima di aggiungere un'approvazione

Quante volte, nell'ultimo anno, questa approvazione è stata negata? Se la risposta è «quasi mai», quell'approvazione non sta controllando nulla: sta aggiungendo giorni di attesa a una richiesta che sarebbe passata comunque, e sta abituando chi approva a premere sì senza leggere.

Cosa fare secondo il tasso di rifiuto
Rifiuti negli ultimi 12 mesiCosa significaCosa fare
Quasi zeroIl controllo è teoricoAutomatizzare, o alzare la soglia sopra cui serve
Sotto il 5%Serve solo per i casi limiteSoglia: sotto passa da solo, sopra si approva
Tra il 5 e il 20%Il controllo ha sensoMantenere, ma con un solo livello
Sopra il 20%C'è un problema a monteChiarire le regole: la gente chiede cose non previste

Le quattro regole di un workflow che non intralcia

  1. 01

    Una soglia sotto la quale non si approva

    Un permesso di due ore, un anticipo di piccolo importo, una richiesta di cancelleria: sotto una soglia definita passa da solo e viene solo notificato. Il controllo si concentra dove serve.

  2. 02

    Un solo livello, salvo eccezioni

    Due livelli raddoppiano l'attesa e diluiscono la responsabilità: se entrambi sanno che c'è un altro che guarda, nessuno dei due guarda davvero.

  3. 03

    Una delega sempre attiva

    L'assenza di chi approva è la causa più frequente di richieste bloccate. La delega non va attivata quando serve — quando serve, quella persona è in ferie e non l'ha attivata.

  4. 04

    Una scadenza con conseguenza

    Dopo un numero definito di giorni deve succedere qualcosa: un sollecito, un passaggio al livello superiore, o l'approvazione automatica se la natura della richiesta lo consente. Una richiesta senza scadenza resta ferma indefinitamente.

Chi deve approvare

Il criterio non è gerarchico ma informativo: deve approvare chi ha le informazioni per decidere. Il responsabile diretto sa se quel giorno il reparto può permettersi un'assenza; la direzione no. L'amministrazione sa se un importo rientra nelle regole; il responsabile diretto spesso no.

Tipo di richiestaChi ha le informazioniServe un secondo livello?
Ferie e permessiResponsabile diretto (copertura del reparto)No
Anticipo o accontoAmministrazione (regole), direzione sopra sogliaSolo sopra soglia
Acquisto di attrezzatureResponsabile (necessità), acquisti (fornitore)Solo sopra soglia
FormazioneResponsabile (utilità), direzione (budget)Solo se ha un costo rilevante
Cambio turnoResponsabile di repartoNo
TrasfertaResponsabile, se comporta costi rilevantiRaramente

Cosa misurare

  • Tempo medio dalla richiesta all'esito, per tipo. È il numero che i dipendenti percepiscono.
  • Percentuale di richieste che superano la scadenza senza risposta.
  • Tasso di rifiuto per tipo: se è vicino a zero, l'approvazione va ripensata.
  • Quante richieste sono state approvate dal sostituto: se sono molte, la delega funziona.
  • Chi accumula più richieste in attesa: quasi sempre è sovraccarico, non disinteressato.

L'ultimo punto merita attenzione: quando un responsabile accumula richieste, la risposta non è sollecitarlo ma capire se il numero di approvazioni che gli passano è compatibile con il resto del suo lavoro. Spesso la soluzione è una soglia più alta, non un promemoria più insistente.

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Domande frequenti

Quanti livelli di approvazione servono?

Uno, nella maggior parte dei casi. Il secondo livello ha senso solo sopra una soglia di importo o di impatto. Due livelli sempre attivi raddoppiano l'attesa e diluiscono la responsabilità: se ognuno sa che c'è un altro che guarda, nessuno guarda davvero.

Cosa fare se chi approva è assente?

Serve una delega sempre attiva, non da attivare all'occorrenza — perché quando serve, la persona è già in ferie e non l'ha attivata. In alternativa, una scadenza che fa salire la richiesta a un altro responsabile.

Si può approvare automaticamente?

Sì, sotto soglie definite e per richieste dove il rifiuto è rarissimo: un permesso breve, un acquisto di piccolo importo. L'approvazione automatica va comunque notificata, così chi ne è responsabile può intervenire se qualcosa non va.

Come si evita che le richieste restino ferme?

Con una scadenza a cui corrisponde una conseguenza definita: sollecito, passaggio a un altro responsabile o approvazione automatica dove la natura della richiesta lo consente. Una richiesta senza scadenza resta ferma indefinitamente, ed è il caso che erode più fiducia nello strumento.

Quale tempo di risposta è ragionevole?

Dipende dal tipo, ma il criterio è la prevedibilità più della velocità: due giorni dichiarati e rispettati funzionano meglio di un giorno promesso e disatteso. Il tempo medio per tipo va misurato, perché è quello che i dipendenti percepiscono come qualità del processo.

Prendi un tipo di approvazione e conta quante volte è stata negata nell'ultimo anno: se è quasi mai, hai trovato un ritardo travestito da controllo.

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