Centri di costo e commesse: come strutturarli senza costruire una gabbia

Una struttura troppo fine non viene compilata; una troppo grossolana non dice nulla. Come trovare il livello giusto.

8 minControllo di gestione, direzione, amministrazione

Cosa portare a casa

Risposta breve

I centri di costo raggruppano i costi per responsabilità organizzativa, le commesse li raggruppano per lavoro svolto. Sono due dimensioni diverse e servono entrambe: un costo appartiene a un reparto e a una commessa. Confonderle, o crearne troppe, è il modo più comune di rendere impraticabile l'imputazione.

Centro di costo e commessa sono due dimensioni diverse, non alternative.

Più di dieci-quindici centri in una PMI rende l'imputazione un problema.

I costi comuni vanno ripartiti con un criterio dichiarato, non lasciati fuori.

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Due dimensioni, non una scelta

La domanda «usiamo centri di costo o commesse?» nasce da un equivoco. Un costo ha entrambe le appartenenze: le ore di un tecnico appartengono al reparto tecnico — che è il centro di costo, cioè dove sta la responsabilità organizzativa — e alla commessa su cui ha lavorato, che è dove sta il risultato economico.

Centro di costoCommessa
Raggruppa perResponsabilità organizzativaLavoro svolto per un cliente
Risponde aQuanto costa far funzionare questo reparto?Questo lavoro ha marginato?
DurataPermanenteHa inizio e fine
Chi lo governaIl responsabile di funzioneIl responsabile di commessa
Serve perBudget di struttura, controllo dei costi fissiPrezzo, margine, decisioni commerciali
Un costo ne haUnoUno, oppure nessuno se è di struttura

Quanti crearne

È l'errore più frequente, e va sempre nella stessa direzione: troppi. Una struttura pensata per rispondere a ogni possibile domanda futura produce un elenco che chi deve imputare non riesce a percorrere, e il risultato è che sceglie sempre la prima voce.

Il criterio pratico

  • Un centro di costo per ogni responsabile che ha un budget e ne risponde. Se nessuno ne risponde, non serve.
  • In una PMI questo significa in genere da cinque a dodici centri, non trenta.
  • Nessun centro di costo che esista solo per fare un'analisi: quella si fa con un attributo, non con una voce da compilare.
  • Le commesse possono essere molte, ma quelle aperte contemporaneamente e selezionabili da una persona devono restare poche.
  • Se non sapreste dire chi risponde di un centro, quel centro non serve.

I costi comuni: il punto su cui ci si blocca

Affitto, amministrazione, direzione, strumenti condivisi: costi reali che non appartengono a nessuna commessa. Ci sono tre modi di trattarli, e la scelta cambia il margine apparente di tutte le commesse.

ApproccioCosa comportaQuando conviene
Non ripartirliLe commesse mostrano il margine di contribuzione, non l'utileSe serve confrontare commesse tra loro
Ripartirli in proporzione alle oreMargine più realistico, criterio semplice da spiegareIl caso più comune in una PMI
Ripartirli in proporzione ai ricaviPenalizza le commesse grandi, favorisce le piccoleRaramente: distorce i confronti

Qualunque sia la scelta, va dichiarata e mantenuta. Cambiare criterio a metà anno rende incomparabili le commesse chiuse prima e dopo, e la prima commessa che risulta in perdita produrrà una discussione sul metodo.

Come si struttura in pratica

  1. 01

    Partite dall'organigramma

    I centri di costo sono i reparti che hanno un responsabile con un budget. Non inventatene altri: se non c'è un responsabile, non c'è un centro.

  2. 02

    Definite come si identifica una commessa

    Un codice leggibile, non un numero progressivo: chi deve sceglierlo da un elenco deve riconoscerlo. Cliente più anno più progressivo funziona bene.

  3. 03

    Decidete il criterio per i costi comuni

    Una volta, per iscritto, prima di iniziare. È la decisione che verrà contestata alla prima commessa in perdita se non è stata presa prima.

  4. 04

    Verificate dopo tre mesi

    Guardate la distribuzione: se una voce raccoglie quasi tutto e le altre sono vuote, la struttura va semplificata, non spiegata meglio.

Risorse collegate utili

Domande frequenti

Che differenza c'è tra centro di costo e commessa?

Il centro di costo raggruppa per responsabilità organizzativa — un reparto con un responsabile e un budget — la commessa per lavoro svolto per un cliente. Non sono alternativi: un costo appartiene a entrambi.

Quanti centri di costo servono in una PMI?

Da cinque a dodici, tanti quanti sono i responsabili che hanno un budget e ne rispondono. Se nessuno risponde di un centro, quel centro non serve: crea solo una voce in più da scegliere per chi deve imputare.

Come si trattano i costi comuni?

Con un criterio dichiarato: non ripartirli e ragionare per margine di contribuzione, oppure ripartirli in proporzione alle ore, che è il caso più comune. L'importante è deciderlo prima e non cambiarlo a metà anno.

Come si capisce se la struttura è sbagliata?

Se l'80% dei costi finisce su due o tre voci e le altre restano quasi vuote. Significa che la struttura riflette come qualcuno immaginava che avreste lavorato, non come lavorate: va semplificata, non spiegata meglio.

Come si codificano le commesse?

Con un codice leggibile, non un numero progressivo: chi deve sceglierlo da un elenco mentre inserisce le ore deve riconoscerlo a colpo d'occhio. Cliente più anno più progressivo funziona bene nella maggior parte dei casi.

Guarda come si distribuiscono i costi tra i tuoi centri: se quasi tutto finisce su due voci, la struttura va semplificata.

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