«Mi hanno scritto che il mio e-commerce deve essere accessibile»

    C'è una norma vera dietro, con una data precisa e un'esclusione che salva parecchie aziende. Prima di spendere, va capito se vi riguarda.

    8 minChi vende online a privati

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    L'European Accessibility Act, recepito in Italia con il decreto legislativo 82/2022, impone requisiti di accessibilità ai servizi di commercio elettronico rivolti ai consumatori, con obblighi applicabili dal 28 giugno 2025. Non riguarda tutti i siti: riguarda chi vende online a privati e supera le soglie dimensionali previste.

    Riguarda il commercio elettronico verso consumatori, non i siti vetrina né in linea generale il B2B.

    Le microimprese di servizi sono escluse: meno di 10 occupati e non oltre 2 milioni di fatturato o bilancio.

    Il riferimento tecnico sono i criteri WCAG di livello AA, e metà del lavoro non è grafico.

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    Prima domanda: vi riguarda davvero?

    Tre condizioni: servono tutte e tre perché l'obbligo scatti
    CondizioneVi riguarda se…Non vi riguarda se…
    Che cosa fate onlineVendete beni o servizi con una transazione onlineIl sito presenta l'azienda e basta
    A chi vendeteA consumatori privatiVendete solo ad altre imprese
    Quanto siete grandiDieci occupati o più, oppure oltre 2 milioni di fatturato o di bilancio annuoSiete sotto entrambe le soglie: microimpresa che eroga servizi

    L'esclusione per le microimprese riguarda chi eroga servizi, ed è il motivo per cui una parte consistente dei piccoli e-commerce italiani non è tenuta ad adeguarsi. Verificate i vostri numeri prima di ricevere qualsiasi preventivo: è una verifica di cinque minuti che può valere migliaia di euro.

    Cosa chiede, in concreto

    Il riferimento tecnico sono le linee guida internazionali per l'accessibilità dei contenuti web, nel livello di conformità intermedio comunemente indicato come AA. Tradotto in cose che si vedono, i punti che fanno cadere quasi tutti gli e-commerce sono sempre gli stessi sei.

    1. Contrasto insufficiente fra testo e sfondo: il grigio chiaro elegante è la violazione più diffusa in assoluto.
    2. Immagini di prodotto senza testo alternativo, che per chi usa un lettore di schermo significa un catalogo muto.
    3. Moduli senza etichette collegate ai campi: il checkout diventa impossibile da compilare senza vedere.
    4. Niente si può usare con la sola tastiera: se non riuscite a completare un ordine senza toccare il mouse, non ci riesce nemmeno chi non può usarlo.
    5. Errori segnalati solo con il colore rosso, senza testo che dica cosa c'è che non va.
    6. Video senza sottotitoli, dove il video spiega qualcosa di necessario all'acquisto.

    Cosa fare, nell'ordine

    1. 01

      Verificate se rientrate

      Occupati e fatturato. Se siete microimpresa di servizi sotto entrambe le soglie, fermatevi qui: l'accessibilità resta una buona idea commerciale — sono clienti che oggi non riescono a comprare da voi — ma è una vostra scelta, non un obbligo.

    2. 02

      Fate la prova della tastiera

      Provate a completare un ordine usando solo il tasto di tabulazione e l'invio, senza mouse. È il test più rapido che esista e vi dice in dieci minuti se il problema è grande o piccolo.

    3. 03

      Fate una verifica automatica, sapendo che non basta

      Gli strumenti automatici trovano contrasti, testi alternativi mancanti ed etichette. Coprono una parte sostanziosa dei problemi ma non tutti: ci sono requisiti che solo una persona può valutare. Servono a fare il grosso in fretta, non a dichiarare la conformità.

    4. 04

      Sistemate prima il percorso di acquisto

      Scheda prodotto, carrello, checkout. È il percorso che deve funzionare: una pagina «chi siamo» inaccessibile non impedisce a nessuno di comprare, un checkout inaccessibile sì.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Il mio sito vetrina deve essere accessibile?

    Per i privati, in linea generale no: l'obbligo riguarda i servizi di commercio elettronico verso consumatori. Discorso diverso per i soggetti pubblici e per chi eroga servizi di pubblica utilità, che hanno una disciplina propria e più risalente. Resta il fatto che un sito accessibile è anche un sito più leggibile da tutti e dai motori di ricerca.

    Basta installare un widget di accessibilità?

    No, ed è importante saperlo perché sono venduti esattamente come se bastassero. Un sovrapposto che cambia contrasti e dimensioni non corregge la struttura sottostante: moduli senza etichette, navigazione impossibile da tastiera e immagini senza descrizione restano tali. In alcuni casi peggiorano la situazione per chi usa strumenti assistivi.

    Vendo solo ad altre aziende: sono escluso?

    I requisiti riguardano i servizi rivolti ai consumatori. Un portale ordini riservato a clienti professionali, con accesso tramite credenziali, in linea generale non vi rientra. Se però lo stesso sito vende anche a privati, la parte aperta al pubblico va valutata.

    Quanto costa adeguare un e-commerce?

    Dipende quasi interamente da come è costruito il tema. Su una piattaforma diffusa con un tema moderno, buona parte del lavoro è contenuto e stile, e si misura in giorni. Su un tema vecchio o molto personalizzato può significare rimettere mano alla struttura, e allora il conto cambia. La verifica della tastiera, fatta prima, vi dice in quale dei due casi siete.

    Mandateci l'indirizzo del vostro negozio online: vi diciamo gratis se rientrate nell'obbligo e, se sì, quali dei sei punti vi mancano. È mezz'ora e vi evita di comprare un widget inutile.

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