Accessibilità del sito web: cosa chiede la normativa e chi deve adeguarsi

    L'European Accessibility Act ha esteso gli obblighi di accessibilità digitale ai privati. Chi rientra, cosa serve fare e quanto costa.

    10 minImprenditori, responsabili e-commerce, direzione

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    L'European Accessibility Act (direttiva UE 2019/882), recepito in Italia, estende gli obblighi di accessibilità digitale anche a soggetti privati che offrono determinati servizi ai consumatori — tra cui il commercio elettronico. Lo standard tecnico di riferimento è la norma europea EN 301 549, che rimanda ai criteri WCAG di livello AA. Le microimprese che erogano servizi hanno un'esenzione, ma i confini vanno verificati caso per caso.

    L'obbligo riguarda anche privati: l'e-commerce verso consumatori è tra i servizi interessati.

    Lo standard richiesto è EN 301 549, che rimanda alle WCAG di livello AA.

    Adeguare un sito esistente costa meno che rifarlo, ma molto più che progettarlo accessibile dall'inizio.

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    Cosa è cambiato, in breve

    Per anni l'accessibilità digitale in Italia ha riguardato quasi solo la pubblica amministrazione e i suoi fornitori, attraverso la cosiddetta Legge Stanca. L'European Accessibility Act ha spostato il confine: alcuni servizi offerti da privati ai consumatori devono rispettare requisiti di accessibilità, e il commercio elettronico è esplicitamente tra questi.

    Non è una novità arrivata dall'oggi al domani: la direttiva è del 2019 e prevedeva un lungo periodo di adeguamento. L'effetto pratico è che molte aziende si sono trovate a doverci pensare tutte insieme, spesso senza sapere se rientrano.

    Chi rientra e chi no

    Orientamento di massima, da verificare sul caso specifico
    SituazioneProbabilmente coinvolto?
    E-commerce che vende a consumatori
    Sito vetrina senza vendita né servizi onlineIn genere no
    Servizi bancari, trasporti, comunicazioni elettroniche verso consumatori
    Portale B2B riservato a clienti aziendaliIn genere no, ma dipende dal servizio
    Microimpresa che eroga servizi (meno di 10 addetti e sotto le soglie previste)Esenzione prevista per i servizi
    Fornitore della pubblica amministrazioneSì, già in base alla normativa precedente
    Applicazione mobile che eroga un servizio interessato

    L'esenzione per le microimprese riguarda l'erogazione di servizi e ha condizioni specifiche: non è un via libera automatico per ogni piccola azienda.

    Il caso più frequente tra le PMI italiane è l'e-commerce: un'azienda che vende online a privati rientra tra i soggetti interessati, indipendentemente dal fatto che il sito sia stato costruito prima che la norma esistesse.

    Cosa chiede concretamente lo standard

    Il riferimento tecnico è la norma europea EN 301 549, che per i contenuti web rimanda ai criteri WCAG di livello AA. Sono criteri verificabili, non principi generici. Ecco quelli che, nella pratica, bocciano più siti.

    RequisitoCosa significa in praticaFrequenza dell'errore
    Contrasto del testoRapporto minimo tra testo e sfondo: il grigio chiaro su bianco quasi mai bastaMolto alta
    Testo alternativo alle immaginiOgni immagine informativa descritta; quelle decorative marcate come taliMolto alta
    Navigazione da tastieraTutto raggiungibile e usabile senza mouse, con il focus sempre visibileAlta
    Etichette dei campiOgni campo di un form associato a un'etichetta leggibileAlta
    Errori dei formMessaggi che dicono cosa è sbagliato e come correggerlo, non solo un bordo rossoAlta
    Struttura dei titoliGerarchia coerente, un solo h1, niente titoli usati per fare graficaMedia
    Video e audioSottotitoli per i contenuti registratiMedia
    RidimensionamentoIl testo deve poter essere ingrandito fino al 200% senza rompere la paginaMedia

    Quanto costa mettersi in regola

    InterventoPesoQuando serve
    Audit di accessibilitàContenutoSempre, come primo passo: senza non si sa cosa sistemare
    Correzioni su un sito esistenteVariabileSecondo quanti criteri risultano non conformi
    Rifacimento con accessibilità in progettoPiccolo supplemento sul progettoSe il sito va comunque rifatto
    Dichiarazione di accessibilitàContenutoDove richiesta
    Verifiche periodicheRicorrentePerché ogni contenuto nuovo può introdurre problemi

    Progettare accessibile dall'inizio incide poco sul costo di un sito nuovo. Sistemare a posteriori un sito complesso può costare molte volte tanto: è la ragione principale per affrontarlo quando il sito si rifà comunque.

    Da dove partire, in ordine

    1. 01

      Capire se rientrate

      Con il vostro consulente legale, sulla base di cosa vendete, a chi e con quale struttura aziendale. È la domanda che determina tutto il resto.

    2. 02

      Fare un audit

      Metà dei problemi emerge con strumenti automatici gratuiti; l'altra metà richiede verifica manuale, perché riguarda senso e contesto e nessuno strumento la rileva.

    3. 03

      Sistemare prima i percorsi critici

      Se avete un e-commerce: ricerca, scheda prodotto, carrello e checkout. Un sito perfettamente accessibile con un checkout inutilizzabile non serve a nessuno.

    4. 04

      Mettere l'accessibilità nel processo

      Testo alternativo obbligatorio al caricamento delle immagini, contrasto verificato nella palette, controllo prima di ogni pubblicazione. Altrimenti tornerete non conformi in sei mesi.

    Cinque controlli che potete fare oggi, gratis

    • Navigate l'intero processo d'acquisto usando solo il tasto Tab: riuscite ad arrivare in fondo?
    • Ingrandite il testo al 200% dal browser: la pagina resta leggibile o si rompe?
    • Controllate il contrasto dei testi grigi con uno strumento gratuito online.
    • Provate un lettore di schermo su una scheda prodotto: si capisce cosa state comprando?
    • Inviate un form con un errore: il messaggio spiega cosa correggere?

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Il mio e-commerce deve essere accessibile?

    Il commercio elettronico rivolto ai consumatori rientra tra i servizi interessati dall'European Accessibility Act. Esistono esenzioni, in particolare per le microimprese che erogano servizi, ma i confini vanno verificati con un consulente legale sul caso specifico.

    Un sito vetrina deve essere accessibile?

    Un sito puramente informativo, senza vendita né erogazione di servizi online, in genere non rientra tra i soggetti obbligati. Resta il fatto che i requisiti di accessibilità coincidono in gran parte con le buone pratiche di usabilità: adeguarsi migliora il sito comunque.

    Cosa sono le WCAG AA?

    Sono i criteri tecnici di accessibilità dei contenuti web, articolati su tre livelli. Il livello AA è quello richiesto dallo standard europeo EN 301 549 e copre contrasto, navigazione da tastiera, testi alternativi, struttura dei titoli, gestione degli errori e altri criteri verificabili.

    Quanto costa rendere accessibile un sito?

    L'audit è la parte contenuta; le correzioni dipendono da quanti criteri risultano non conformi e da quanto è complesso il sito. Se il sito va comunque rifatto, progettarlo accessibile dall'inizio incide molto poco sul progetto complessivo.

    I widget di accessibilità bastano?

    No. Gli strumenti che si aggiungono con una riga di codice offrono opzioni di visualizzazione ma non correggono struttura, testi alternativi, navigazione da tastiera e messaggi di errore, che sono il cuore dei requisiti. Un sito non conforme resta non conforme.

    Chi controlla e cosa si rischia?

    Il sistema di vigilanza e le sanzioni sono definiti dalla normativa nazionale di recepimento e possono cambiare nel tempo. È una delle ragioni per cui la valutazione del proprio caso va fatta con un consulente legale aggiornato, e non sulla base di una guida.

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