AI Act: cosa riguarda una PMI e cosa conviene preparare

Il regolamento europeo classifica per rischio. La maggior parte degli usi aziendali sta nelle categorie leggere — ma non tutti.

9 minDirezione, IT, responsabili compliance

Cosa portare a casa

Risposta breve

Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale gradua gli obblighi in base al rischio dell'uso, non alla tecnologia. La maggior parte degli usi interni di una PMI — assistenti su documenti, estrazione dati, bozze di testo — ricade nelle categorie meno onerose, dove contano soprattutto trasparenza e supervisione umana. Gli usi che riguardano decisioni sulle persone sono un capitolo diverso e più stringente.

Gli obblighi dipendono dall'uso, non dallo strumento: lo stesso modello può ricadere in categorie diverse.

Gli usi che incidono su decisioni riguardanti persone sono i più regolati.

Il primo passo pratico è un registro di dove state già usando l'AI.

Process Map

CONSOO

Torna alle guide

Una premessa necessaria

Detto questo, c'è un lavoro preparatorio che si può fare subito, ha valore comunque e non richiede una decisione legale: sapere dove l'AI è già in uso in azienda.

La logica del regolamento: il rischio dell'uso

Il punto che sposta di più il ragionamento è che gli obblighi non dipendono dalla tecnologia ma da cosa ci fate. Lo stesso modello linguistico può essere un uso a rischio minimo se riassume documenti interni, e ricadere in una categoria molto più regolata se contribuisce a selezionare candidati.

Le categorie, in sintesi
Livello di rischioEsempiCosa comporta
InaccettabilePratiche vietate dal regolamentoNon si possono usare
AltoSistemi che incidono su selezione, gestione del personale, accesso a servizi essenzialiObblighi significativi per fornitori e utilizzatori
TrasparenzaChatbot rivolti al pubblico, contenuti generati artificialmenteVa dichiarato che si sta interagendo con un sistema AI
MinimoLa maggior parte degli usi interni: sintesi, ricerca, bozzeObblighi generali limitati

La riga più rilevante per una PMI è la terza: se avete un assistente sul sito rivolto ai clienti, l'obbligo di dichiararlo è concreto e si soddisfa con poco.

Dove una PMI incontra la categoria più regolata

Nella pratica quotidiana di una piccola o media impresa italiana, gli usi che possono ricadere nelle categorie più stringenti sono pochi ma concreti, e riguardano quasi tutti le persone.

  • Strumenti che filtrano o classificano candidature in una selezione.
  • Sistemi che contribuiscono a decisioni su promozioni, assegnazioni o cessazioni.
  • Strumenti che monitorano o valutano le prestazioni dei lavoratori.
  • Sistemi usati per valutare l'accesso a servizi con impatto rilevante sulle persone.

Se state valutando uno strumento che ricade in uno di questi ambiti, la verifica con un consulente va fatta prima dell'adozione, non dopo. È anche l'occasione per chiedere al fornitore quale documentazione di conformità è in grado di fornire: è una domanda che separa i fornitori seri dagli altri.

Il primo passo pratico: il registro degli usi

Prima di qualsiasi valutazione normativa serve sapere dove l'AI è già in uso. In quasi tutte le aziende la risposta è «più di quanto pensassimo»: strumenti adottati dai singoli, funzioni AI comparse dentro software già in uso, assistenti provati e poi rimasti.

Cosa registrare, per ogni uso

  • Quale strumento, e chi lo fornisce.
  • Chi lo usa e per quale attività.
  • Su quali dati lavora, e se includono dati personali.
  • Se il risultato viene verificato da una persona prima di produrre effetti.
  • Se il risultato raggiunge clienti o riguarda decisioni su persone.
  • Dove risiedono i dati e cosa dice il contratto sul loro utilizzo.

Cosa preparare, in ordine di utilità

  1. 01

    Il registro degli usi

    Una tabella, aggiornata quando qualcosa cambia. È il documento da cui parte qualsiasi valutazione successiva.

  2. 02

    Le regole interne

    Cosa si può caricare su strumenti esterni e cosa no. È il rischio più concreto e il più semplice da ridurre: basta una comunicazione chiara.

  3. 03

    La trasparenza dove serve

    Se un assistente parla con clienti, dichiararlo. Costa una riga di testo ed è un obbligo esplicito per quella categoria.

  4. 04

    La supervisione umana, documentata

    Per ogni uso, chi verifica e come. È un principio che attraversa tutto il regolamento e coincide con la buona pratica.

  5. 05

    La verifica legale sugli usi sensibili

    Solo per quelli che riguardano decisioni sulle persone, con un consulente aggiornato.

Risorse collegate utili

Domande frequenti

L'AI Act si applica alla mia PMI?

Gli obblighi dipendono dall'uso che fate dell'AI, non dalla dimensione dell'azienda. La maggior parte degli usi interni ricade nelle categorie meno onerose; gli usi che incidono su decisioni riguardanti persone sono molto più regolati. La qualificazione del vostro caso va fatta con un consulente.

Da dove si comincia?

Da un registro di dove l'AI è già in uso in azienda: quale strumento, chi lo usa, su quali dati, se qualcuno verifica il risultato. In quasi tutte le aziende emerge più di quanto ci si aspettasse, ed è utile indipendentemente da qualsiasi obbligo.

Devo dichiarare che uso l'AI sul sito?

Per i sistemi che interagiscono con il pubblico il regolamento prevede obblighi di trasparenza: è opportuno dichiarare che si sta interagendo con un sistema automatico. Costa una riga di testo e va verificato con il consulente per il caso specifico.

Quali usi sono più regolati per una PMI?

Quelli che riguardano le persone: strumenti che filtrano candidature, contribuiscono a decisioni su promozioni o cessazioni, o monitorano le prestazioni dei lavoratori. Se ne state valutando uno, la verifica va fatta prima dell'adozione.

Cosa chiedere a un fornitore di strumenti AI?

Quale documentazione di conformità è in grado di fornire, dove risiedono i dati, se vengono usati per addestrare modelli e quali garanzie contrattuali offre su questi punti. È una domanda che separa i fornitori seri dagli altri.

Serve nominare un responsabile?

Non esiste una figura obbligatoria equivalente al responsabile della protezione dei dati per tutte le aziende, ma avere una persona che tiene il registro e valuta i nuovi strumenti prima dell'adozione è una buona pratica organizzativa a prescindere.

Il registro degli usi si compila in un pomeriggio e serve comunque. Se vuoi, lo impostiamo insieme e vediamo cosa emerge.

CONSOO trasforma idee su software, AI e integrazioni in un percorso tecnico chiaro per PMI.

  • 30 minuti, online
  • Nessun impegno
  • Analisi del tuo caso reale
  • Risposta entro 24 ore