Un redirect 301 è un'istruzione che dice a browser e motori di ricerca che una pagina si è spostata definitivamente a un nuovo indirizzo. Serve quando si rifà un sito e gli indirizzi cambiano: senza, tutte le pagine che Google conosceva diventano pagine inesistenti, e la reputazione accumulata in anni non si trasferisce al sito nuovo. È un lavoro di ore, e la sua assenza è la causa più comune del crollo di traffico dopo un restyling.
Cosa succede senza, in ordine cronologico
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Il primo giorno non sembra successo niente
Il sito nuovo è online, la home funziona, tutto sembra a posto. È il motivo per cui il problema sfugge: non c'è nessun errore visibile.
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Chi arriva da Google trova una pagina inesistente
Tutti i risultati di ricerca puntano ancora ai vecchi indirizzi. Ogni persona che clicca finisce su un errore. Sono i visitatori più preziosi, perché stavano cercando esattamente voi.
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Nel giro di settimane le pagine escono dai risultati
Google trova errori dove prima c'erano pagine, e progressivamente le toglie. Il traffico scende con una curva che sembra inspiegabile perché il sito nuovo, in sé, è migliore del vecchio.
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I link che altri siti vi avevano dato smettono di funzionare
È il danno permanente. Ogni citazione ricevuta negli anni puntava a un indirizzo che ora non esiste, e quel valore non si recupera se non rimettendo i redirect — sempre che qualcuno si ricordi ancora quali fossero gli indirizzi vecchi.
Come si fa bene, in quattro passaggi
- Prima di pubblicare, si estrae l'elenco completo degli indirizzi del sito vecchio. Va fatto mentre il sito vecchio è ancora online: dopo, ricostruirlo è molto più difficile.
- Per ciascuno si decide l'indirizzo nuovo corrispondente. È lavoro manuale e noioso, ed è dove sta il valore.
- Le pagine che non hanno un corrispondente si portano alla pagina più affine, non alla home. Se davvero non esiste nulla di affine, una pagina inesistente onesta è meglio di un reindirizzamento fuorviante.
- Dopo la pubblicazione si verifica: si prende l'elenco vecchio e si controlla che ogni indirizzo risponda con un reindirizzamento permanente verso la pagina giusta.
| Tipo | Cosa dice | Quando si usa |
|---|---|---|
| 301 | Spostato definitivamente | Rifacimenti, cambi di indirizzo: è quello che serve quasi sempre |
| 302 | Spostato temporaneamente | Manutenzioni, test: non trasferisce il valore accumulato |
| 404 | Non esiste | Corretto per pagine tolte apposta e senza equivalente |
| 410 | Non esiste più, definitivamente | Quando volete che sparisca in fretta dai risultati |
Usare un 302 al posto di un 301 in un rifacimento è un errore frequente e silenzioso: tutto funziona per i visitatori, ma il trasferimento del valore non avviene e nessuno se ne accorge finché non guarda i numeri tre mesi dopo.
Come verificare che sia stato fatto davvero
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Prendete cinque vecchi indirizzi che conoscete
Cercateli in Google con il nome della vostra azienda, o recuperateli da vecchie email e volantini. Apriteli.
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Guardate dove atterrate
Dovete arrivare sulla pagina nuova corrispondente, non sulla home e non su un errore. Se arrivate sulla home, il lavoro è stato fatto in fretta e va rifatto.
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Controllate in Search Console
Nella sezione sull'indicizzazione, un aumento improvviso delle pagine non trovate dopo un rifacimento è il segnale inequivocabile che mancano dei reindirizzamenti.
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Fatelo entro poche settimane
I redirect si possono aggiungere anche dopo e funzionano lo stesso, ma prima si mettono e meno traffico si perde nel frattempo. È un lavoro che non scade, e vale la pena farlo anche mesi dopo.
Domande frequenti
- Ho già rifatto il sito senza redirect: posso rimediare?
- Sì, e conviene farlo anche a distanza di mesi. Servono gli indirizzi vecchi, che si recuperano dai dati storici di Search Console, dagli strumenti di analisi e a volte dagli archivi pubblici del web. Non si recupera tutto, ma la parte recuperabile vale sempre più dello sforzo.
- Quanto tempo serve perché Google recepisca?
- Il reindirizzamento funziona subito per i visitatori. Per i motori il trasferimento avviene man mano che riscansionano le vecchie pagine, quindi da qualche settimana a qualche mese a seconda di quanto spesso vengono a trovarvi. Nel frattempo i vecchi risultati continuano a comparire, e i visitatori arrivano comunque nel posto giusto.
- Vale anche se cambio solo il sistema e non gli indirizzi?
- Se gli indirizzi restano identici, non serve nulla ed è la situazione migliore. Attenzione però ai dettagli che sembrano irrilevanti: una barra finale in più, il passaggio da maiuscole a minuscole, il prefisso www. Sono indirizzi diversi per un motore di ricerca, e vanno gestiti.
- I redirect rallentano il sito?
- Un singolo passaggio è impercettibile. Quello che va evitato sono le catene: un vecchio indirizzo che porta a un secondo che porta a un terzo. Si accumulano nel tempo dopo più rifacimenti, e vale la pena ripulirle quando si mette mano al sito.