«Dobbiamo impostare i redirect 301»: cosa sono e perché non si possono saltare

    Sono la voce più noiosa di un rifacimento e quella la cui assenza costa di più. Si fanno in poche ore e valgono anni di posizionamento.

    Un redirect 301 è un'istruzione che dice a browser e motori di ricerca che una pagina si è spostata definitivamente a un nuovo indirizzo. Serve quando si rifà un sito e gli indirizzi cambiano: senza, tutte le pagine che Google conosceva diventano pagine inesistenti, e la reputazione accumulata in anni non si trasferisce al sito nuovo. È un lavoro di ore, e la sua assenza è la causa più comune del crollo di traffico dopo un restyling.

    6 minChi sta rifacendo o ha appena rifatto un sito

    Cosa succede senza, in ordine cronologico

    1. 01

      Il primo giorno non sembra successo niente

      Il sito nuovo è online, la home funziona, tutto sembra a posto. È il motivo per cui il problema sfugge: non c'è nessun errore visibile.

    2. 02

      Chi arriva da Google trova una pagina inesistente

      Tutti i risultati di ricerca puntano ancora ai vecchi indirizzi. Ogni persona che clicca finisce su un errore. Sono i visitatori più preziosi, perché stavano cercando esattamente voi.

    3. 03

      Nel giro di settimane le pagine escono dai risultati

      Google trova errori dove prima c'erano pagine, e progressivamente le toglie. Il traffico scende con una curva che sembra inspiegabile perché il sito nuovo, in sé, è migliore del vecchio.

    4. 04

      I link che altri siti vi avevano dato smettono di funzionare

      È il danno permanente. Ogni citazione ricevuta negli anni puntava a un indirizzo che ora non esiste, e quel valore non si recupera se non rimettendo i redirect — sempre che qualcuno si ricordi ancora quali fossero gli indirizzi vecchi.

    Come si fa bene, in quattro passaggi

    1. Prima di pubblicare, si estrae l'elenco completo degli indirizzi del sito vecchio. Va fatto mentre il sito vecchio è ancora online: dopo, ricostruirlo è molto più difficile.
    2. Per ciascuno si decide l'indirizzo nuovo corrispondente. È lavoro manuale e noioso, ed è dove sta il valore.
    3. Le pagine che non hanno un corrispondente si portano alla pagina più affine, non alla home. Se davvero non esiste nulla di affine, una pagina inesistente onesta è meglio di un reindirizzamento fuorviante.
    4. Dopo la pubblicazione si verifica: si prende l'elenco vecchio e si controlla che ogni indirizzo risponda con un reindirizzamento permanente verso la pagina giusta.
    I tipi che sentirete nominare
    TipoCosa diceQuando si usa
    301Spostato definitivamenteRifacimenti, cambi di indirizzo: è quello che serve quasi sempre
    302Spostato temporaneamenteManutenzioni, test: non trasferisce il valore accumulato
    404Non esisteCorretto per pagine tolte apposta e senza equivalente
    410Non esiste più, definitivamenteQuando volete che sparisca in fretta dai risultati

    Usare un 302 al posto di un 301 in un rifacimento è un errore frequente e silenzioso: tutto funziona per i visitatori, ma il trasferimento del valore non avviene e nessuno se ne accorge finché non guarda i numeri tre mesi dopo.

    Come verificare che sia stato fatto davvero

    1. 01

      Prendete cinque vecchi indirizzi che conoscete

      Cercateli in Google con il nome della vostra azienda, o recuperateli da vecchie email e volantini. Apriteli.

    2. 02

      Guardate dove atterrate

      Dovete arrivare sulla pagina nuova corrispondente, non sulla home e non su un errore. Se arrivate sulla home, il lavoro è stato fatto in fretta e va rifatto.

    3. 03

      Controllate in Search Console

      Nella sezione sull'indicizzazione, un aumento improvviso delle pagine non trovate dopo un rifacimento è il segnale inequivocabile che mancano dei reindirizzamenti.

    4. 04

      Fatelo entro poche settimane

      I redirect si possono aggiungere anche dopo e funzionano lo stesso, ma prima si mettono e meno traffico si perde nel frattempo. È un lavoro che non scade, e vale la pena farlo anche mesi dopo.

    Domande frequenti

    Ho già rifatto il sito senza redirect: posso rimediare?
    Sì, e conviene farlo anche a distanza di mesi. Servono gli indirizzi vecchi, che si recuperano dai dati storici di Search Console, dagli strumenti di analisi e a volte dagli archivi pubblici del web. Non si recupera tutto, ma la parte recuperabile vale sempre più dello sforzo.
    Quanto tempo serve perché Google recepisca?
    Il reindirizzamento funziona subito per i visitatori. Per i motori il trasferimento avviene man mano che riscansionano le vecchie pagine, quindi da qualche settimana a qualche mese a seconda di quanto spesso vengono a trovarvi. Nel frattempo i vecchi risultati continuano a comparire, e i visitatori arrivano comunque nel posto giusto.
    Vale anche se cambio solo il sistema e non gli indirizzi?
    Se gli indirizzi restano identici, non serve nulla ed è la situazione migliore. Attenzione però ai dettagli che sembrano irrilevanti: una barra finale in più, il passaggio da maiuscole a minuscole, il prefisso www. Sono indirizzi diversi per un motore di ricerca, e vanno gestiti.
    I redirect rallentano il sito?
    Un singolo passaggio è impercettibile. Quello che va evitato sono le catene: un vecchio indirizzo che porta a un secondo che porta a un terzo. Si accumulano nel tempo dopo più rifacimenti, e vale la pena ripulirle quando si mette mano al sito.

    Continua da qui

    Avete rifatto il sito e il traffico è sceso

    È la prima cosa da verificare, e si controlla in dieci minuti. Mandateci l'indirizzo vecchio e quello nuovo: vi diciamo se il problema è questo prima che diventi permanente.

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