Cosa si perde davvero in una migrazione
Un sito che esiste da anni ha accumulato un patrimonio che non si vede nel file di progetto: pagine indicizzate, posizioni acquisite su ricerche specifiche, link ricevuti da altri siti, segnali di comportamento degli utenti. Tutto questo è legato a indirizzi precisi. Se quegli indirizzi cambiano senza che nessuno dica al motore di ricerca dove sono finiti, il patrimonio si azzera.
- calo tipico del traffico organico dopo una migrazione senza redirect
- 40-70%calo tipico del traffico organico dopo una migrazione senza redirect
- tempo per recuperare, quando si recupera
- 6-12 mesitempo per recuperare, quando si recupera
- calo fisiologico di una migrazione fatta bene, poi rientra
- 2-3 sett.calo fisiologico di una migrazione fatta bene, poi rientra
Fase 1 — L'inventario, prima di toccare qualsiasi cosa
Questa fase va completata mentre il vecchio sito è ancora online. Una volta spento, alcune di queste informazioni non sono più recuperabili.
Cosa esportare adesso
- Search Console: tutte le pagine che ricevono impressioni e clic negli ultimi 12 mesi.
- Search Console: le query per cui il sito compare, con posizione media.
- Analytics: le pagine di ingresso più visitate e quelle che generano contatti.
- La lista completa delle URL indicizzate, presa da una scansione del sito.
- I link in entrata da altri siti, per sapere quali pagine è più grave perdere.
- Una copia dei contenuti: testi, immagini e attributi alt.
Fase 2 — La mappa dei redirect
È il cuore della migrazione. Ogni indirizzo che esisteva prima deve puntare al suo corrispondente nuovo, con un redirect permanente. Non «più o meno corrispondente»: la pagina che tratta lo stesso argomento.
| Situazione | Cosa fare | Cosa non fare |
|---|---|---|
| La pagina esiste ancora, con URL diversa | Redirect 301 alla nuova pagina | Lasciare un 404 |
| Il contenuto è confluito in una pagina più ampia | Redirect 301 alla pagina che lo contiene | Redirect alla home |
| La pagina non esiste più e non ha equivalenti | 404 consapevole, se non riceveva traffico | Redirect forzato a una pagina non pertinente |
| Pagina che riceveva traffico ma volete eliminarla | Ripensateci: riscrivetela invece di eliminarla | Eliminarla e basta |
| Struttura degli URL invariata | Nessun redirect necessario | Cambiare gli URL senza motivo |
Reindirizzare tutto alla home è l'errore più diffuso: i motori di ricerca lo trattano di fatto come una pagina non trovata, e il posizionamento delle singole pagine si azzera.
Un consiglio che fa risparmiare settimane: se la struttura degli URL attuale funziona, non cambiatela. Cambiare gli indirizzi solo perché la nuova piattaforma li genera diversamente è un rischio assunto senza alcun beneficio.
Fase 3 — Cosa mantenere del vecchio sito
C'è una tentazione ricorrente nei rifacimenti: eliminare i contenuti vecchi perché il nuovo design è più pulito e il menu ha meno voci. È esattamente il modo in cui si butta via ciò che funzionava.
- Le pagine che ricevono traffico organico restano, anche se sono scritte male: semmai si riscrivono, non si cancellano.
- I titoli delle pagine che posizionano vanno mantenuti nella sostanza: cambiare completamente un titolo che funziona è un rischio inutile.
- Gli articoli vecchi che ricevono ancora visite si aggiornano e si ridatano, non si archiviano.
- Le immagini mantengono i loro attributi alt: sono anche loro traffico, dalla ricerca per immagini.
- Se una pagina va accorciata, il contenuto tagliato va spostato altrove, non eliminato.
Fase 4 — La checklist del giorno del lancio
Prima di pubblicare
- I redirect sono verificati su ambiente di prova, non solo scritti in un foglio.
- Il file robots.txt del nuovo sito non blocca l'intero sito: capita più spesso di quanto si creda, perché in sviluppo era bloccato.
- Nessuna pagina ha ereditato per errore l'istruzione di non indicizzare usata in sviluppo.
- Gli URL canonici puntano alle nuove pagine, non a quelle dell'ambiente di prova.
- La nuova sitemap è generata e pronta da inviare.
- Il tracciamento delle conversioni è attivo e testato con un invio reale.
- Il certificato di sicurezza è valido e tutto il traffico va su HTTPS.
- Esiste un modo per tornare indietro rapidamente se qualcosa va storto.
Fase 5 — Le otto settimane dopo
- 01
Giorno 1
Invia la nuova sitemap in Search Console. Chiedi la scansione delle pagine più importanti. Verifica a campione una ventina di redirect in produzione.
- 02
Settimana 1
Controlla gli errori di scansione ogni giorno. I 404 che compaiono sono redirect dimenticati: aggiungili subito, non a fine mese.
- 03
Settimane 2-4
Il traffico oscilla: è normale. Confronta le pagine di ingresso con quelle di prima e cerca quali sono sparite.
- 04
Settimane 5-8
Il traffico dovrebbe essere tornato al livello precedente. Se non lo è, il problema non si risolverà da solo: vanno riviste le pagine che hanno perso posizioni e verificato che siano raggiungibili e complete.