I sette punti
| Punto | Cosa scrivere | Perché serve |
|---|---|---|
| 1. Cosa fate | In due righe, come lo spieghereste a un estraneo | Se il fornitore non capisce cosa vendete, non può progettare nulla |
| 2. Chi sono i clienti | Uno o due profili tipo, con il problema che hanno | Determina tono, struttura e contenuti |
| 3. Cosa deve produrre il sito | Contatti, credibilità, meno telefonate, candidature | Un sito che insegue cinque obiettivi non ne raggiunge nessuno |
| 4. Quali domande deve intercettare | Le ultime venti richieste ricevute, riformulate come domande | È la mappa delle pagine |
| 5. Con cosa deve parlare | CRM, gestionale, newsletter, calendario | È la voce che sposta di più il preventivo |
| 6. Chi scrive i contenuti | Voi, loro, o un misto | Senza questo punto le offerte non sono confrontabili |
| 7. Come misurerete | Due o tre numeri che guarderete tra sei mesi | Cambia il modo in cui il fornitore imposta il lavoro |
Il punto quattro è quello che fa la differenza
Prendete le ultime venti richieste arrivate per telefono o email e scrivete, per ciascuna, la domanda che quella persona aveva in testa. Non «voleva informazioni sui nostri servizi», ma «voleva sapere se facciamo manutenzione anche fuori provincia».
Quell'elenco è la cosa più preziosa che potete consegnare a chi farà il sito, e nessun fornitore può ricavarlo da solo: sono informazioni che avete solo voi, e che di solito nessuno ha mai scritto.
Cosa non scrivere
- Specifiche tecniche, se non siete tecnici: producono vincoli inutili e impediscono soluzioni migliori.
- L'elenco delle pagine deciso in anticipo: è il risultato dell'analisi, non un dato di partenza.
- Riferimenti a siti che vi piacciono senza dire perché: «mi piace questo» non è un'informazione utilizzabile.
- Il budget massimo formulato come «vediamo cosa proponete»: se avete un tetto, dirlo fa risparmiare tempo a entrambi.
- Requisiti copiati da altri capitolati: si riconoscono, e segnalano che il documento non descrive voi.
Sul budget vale la pena insistere: molti temono che dichiararlo faccia gonfiare l'offerta. Nella pratica succede il contrario — senza un ordine di grandezza, ricevete proposte di progetti che non potete comprare, e perdete settimane a scoprirlo.
Cosa succede quando il brief è buono
| Senza brief | Con brief |
|---|---|
| Offerte molto distanti tra loro | Offerte confrontabili |
| Tre incontri per capire cosa serve | Un incontro per approfondire |
| Costi che emergono a progetto iniziato | Cosa è incluso è chiaro da subito |
| Contenuti scoperti come problema dopo il design | Decisi prima |
| Il progetto slitta perché mancano informazioni | Le informazioni ci sono |