Perché il portfolio dice poco
Guardando un sito nel portfolio di un'agenzia non potete sapere quasi nulla di ciò che conta: quanto ha contribuito il cliente, se i testi li ha scritti l'agenzia o l'azienda, quanto è durato il progetto, se ha rispettato il budget, e soprattutto se ha funzionato — se cioè quel sito ha prodotto qualcosa per chi lo ha pagato.
Un sito bello può aver richiesto il doppio del tempo previsto e non aver mai portato un contatto. Un sito ordinario può essere il canale commerciale principale di un'azienda. Dal portfolio non si distingue.
| Cosa mostra il portfolio | Cosa non dice |
|---|---|
| Come appare il sito | Se porta risultati |
| Le competenze grafiche | Chi ha scritto i contenuti |
| I settori serviti | Se il progetto ha rispettato tempi e budget |
| La quantità di lavori | Se quei clienti sono rimasti |
| Lo stile dell'agenzia | Chi lavorerà sul vostro progetto |
I tre segnali che contano
- 01
Le domande che vi fanno
Nel primo incontro, chi lavora bene chiede del vostro business prima che del sito: chi sono i clienti, come arrivano oggi, cosa vi distingue, cosa vorreste succedesse. Chi passa subito a parlare di pagine e grafica sta vendendo un prodotto, non risolvendo un problema.
- 02
Cosa dichiarano di non fare
Un fornitore che dice di no a qualcosa — «questa parte non la facciamo», «per questo vi serve un altro tipo di professionista», «questa funzione secondo noi non vi serve» — sta dando informazione. Chi dice sì a tutto ve lo farà scoprire a progetto iniziato.
- 03
Cosa succede se il rapporto finisce
Chiedete cosa dovreste consegnare a un altro team per riprendere il progetto. Una risposta chiara e breve indica un lavoro fatto bene; una risposta complicata è un rischio che avete appena scoperto.
Le cose da verificare prima di firmare
- Codice, dominio, hosting e account intestati alla vostra azienda, dal primo giorno.
- Chi scrive i testi e quante pagine sono comprese.
- Quante revisioni grafiche sono incluse prima del costo aggiuntivo.
- Se la migrazione dal sito attuale, con i redirect, è compresa.
- Quanti mesi di assistenza dopo il lancio, con quali tempi di risposta.
- Su quale tecnologia, e se altri professionisti possono metterci mano.
- Chi lavorerà davvero sul progetto, e se sarà la persona che state incontrando.
La prima riga è quella che i clienti scoprono più spesso troppo tardi: un dominio intestato all'agenzia o account creati con la loro email vi rendono dipendenti anche quando il rapporto si è deteriorato. È una richiesta normale, e chi lavora bene non ha motivo di opporsi.
Le referenze: chiamarle davvero
Chiedere due referenze è normale, chiamarle lo è molto meno — e sono cinque minuti che valgono più di tre incontri. Le domande utili non riguardano la soddisfazione generica.
- Il progetto ha rispettato i tempi previsti? Se no, di quanto e perché.
- Ci sono stati costi aggiuntivi rispetto al preventivo? Per cosa.
- Quanto tempo avete dovuto metterci voi, più di quanto vi aspettavate?
- Come si sono comportati quando qualcosa è andato storto?
- Rispondono ancora, se avete bisogno di qualcosa?
- Li richiamereste per un progetto nuovo?
L'ultima domanda è quella che sintetizza tutto, ma la terza è la più informativa: il tempo che ricade sul cliente è la variabile che nessun preventivo dichiara e che determina come si vive il progetto.
I segnali d'allarme
| Segnale | Cosa indica |
|---|---|
| Preventivo arrivato in un giorno, senza domande | Sta quotando un modello standard |
| Promette posizioni garantite su Google | Nessuno può garantirle: è un segnale di poca serietà |
| Non vuole dichiarare la tecnologia | Piattaforma proprietaria: uscirne sarà difficile |
| Il canone mensile include tutto ma il sito resta suo | Verificate cosa succede se smettete di pagare |
| Nessuna fase di analisi nel preventivo | L'analisi la farete voi, durante il progetto |
| Dice sì a ogni richiesta | Scoprirete i limiti a lavori iniziati |
| Non risponde alle domande sulla proprietà | È la risposta |