«Il dominio lo intestiamo noi, così ce ne occupiamo»: perché è un problema

    È la frase che costa di più fra tutte quelle che riceverai, e sembra la più gentile. Cosa succede davvero e come si rimedia.

    Il nome a dominio è l'unico pezzo del tuo progetto digitale che non puoi ricostruire. Il sito si rifà, i testi si riscrivono, il server si cambia: il nome no, quello è uno solo. Se è intestato a un'altra società, il giorno in cui vorrai cambiare fornitore dovrai chiederglielo per favore. Nella maggior parte dei casi finisce bene. In tutti i casi in cui non finisce bene, è un disastro che non ha una soluzione tecnica.

    8 minTitolari, professionisti, responsabili marketing

    Perché te lo propongono, e perché non è malafede

    Per un'agenzia gestire venti domini su un proprio pannello è molto più comodo che rincorrere venti clienti per farsi dare venti credenziali. La proposta nasce quasi sempre da lì, non da un piano. Il punto è che la comodità è sua e la dipendenza è tua, e che nel momento in cui il rapporto si incrina quella comodità diventa una leva.

    Cosa succede quando vuoi cambiare

    Se il dominio è intestato a teSe è intestato al fornitore
    Chiedi il codice di trasferimento e vai dove vuoiDevi ottenere la sua collaborazione
    Il passaggio richiede giorniRichiede giorni se collabora, mesi se non collabora
    Il costo è quello del nuovo registrarA volte compare una richiesta di pagamento per «il passaggio»
    La posta aziendale resta tuaLa posta può essere ostaggio insieme al dominio
    Se il fornitore chiude, il dominio resta tuoSe il fornitore chiude, il dominio è dentro una procedura

    L'ultima riga è quella che nessuno considera e che si verifica più spesso delle liti: non serve un cattivo fornitore, basta un fornitore che smette di esistere.

    Come verifichi com'è messo il tuo, adesso

    I domini .it sono gestiti dal Registro .it, che ha sede all'Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa. Il suo servizio whois pubblico è raggiungibile su whois.nic.it e risponde gratuitamente a chiunque: non serve essere il titolare per interrogarlo, e non serve passare dal fornitore.

    1. 01

      Interroga il whois del tuo dominio

      Per un .it su whois.nic.it; per un .com o altri domini generici va bene il whois del registrar o quello pubblico ICANN. Cerchi il tuo nome a dominio e guardi il campo del titolare, che nel gergo tecnico si chiama registrant.

    2. 02

      Guarda che nome c'è scritto

      Deve esserci la tua ragione sociale o il tuo nome, con la tua partita IVA. Se c'è il nome dell'agenzia, il dominio non è tuo, qualunque cosa ci sia scritta in fattura.

    3. 03

      Se i dati sono oscurati, chiedi

      Molti registrar oscurano i dati per privacy. In quel caso la domanda al fornitore è una sola, e per iscritto: «A chi risulta intestato il dominio, e con quale partita IVA?»

    4. 04

      Controlla anche la scadenza

      Mentre sei lì, segnati la data di rinnovo su un calendario che guardi tu. Un dominio scaduto è la seconda causa più comune di sito offline improvviso.

    Come si rimette a posto

    Se scopri che il dominio non è tuo, non serve drammatizzare: nella maggior parte dei casi basta chiederlo. L'operazione si chiama cambio di registrante ed è una procedura ordinaria prevista dal Registro, che al registrar costa poco o niente. Chiedila mentre il rapporto è buono, non quando hai già deciso di andartene: è la stessa richiesta, con una probabilità di riuscita molto diversa.

    Le tre operazioni che vengono confuse fra loro
    OperazioneCosa cambiaCosa serve
    Cambio di registranteIl titolare del dominioIl consenso dell'attuale titolare
    Trasferimento (transfer)Il fornitore presso cui il dominio è registratoIl codice AuthInfo, rilasciato dal registrar attuale
    Cambio dei DNSDove puntano sito e postaL'accesso alla gestione DNS
    ContestazioneIl titolare, contro la sua volontàUna procedura davanti a un organismo terzo

    Le prime tre sono indipendenti: puoi trasferire un dominio senza cambiarne il titolare, e viceversa. Confonderle è la ragione per cui molte richieste al fornitore ricevono una risposta tecnicamente corretta che però non risolve il problema.

    Il codice AuthInfo merita una riga a parte: è la chiave che autorizza lo spostamento di un dominio da un fornitore a un altro, e il registrar attuale è tenuto a rilasciarlo al titolare che lo richiede. È anche il punto in cui si vede subito con chi si ha a che fare: chi lo manda in giornata sta lavorando correttamente, chi lo fa attendere settimane o lo subordina a pagamenti non dovuti ti sta dicendo qualcosa.

    Per ordine interno vorrei che il dominio risultasse intestato alla società, come tutti gli altri asset. La gestione tecnica resta a voi: cambia solo il campo del titolare. Potete procedere al cambio di intestazione e confermarmi quando è fatto?

    Una richiesta che funziona

    Cosa deve essere a tuo nome, sempre

    • Il nome a dominio
    • L'account del registrar, o almeno un accesso tuo con pieni poteri
    • Le caselle di posta aziendali
    • Il profilo Google Business, se esiste
    • Gli account pubblicitari, se ne hai

    Domande frequenti

    Come faccio a sapere a chi è intestato il mio dominio?
    Con una ricerca whois: il campo del titolare, o registrant, dice chi ne è il proprietario. Per i domini .it la fonte ufficiale è il whois del Registro .it, su whois.nic.it, gestito dall'Istituto di Informatica e Telematica del CNR: risponde a chiunque e gratuitamente. Se i dati risultano oscurati per motivi di privacy, la domanda va fatta al fornitore per iscritto, chiedendo espressamente ragione sociale e partita IVA del titolare.
    Il fornitore può tenersi il dominio se non lo pago?
    Se il dominio è intestato a lui, di fatto può rifiutarsi di trasferirlo, e recuperarlo diventa una questione contrattuale e legale, non tecnica. Se è intestato a te, no: puoi chiedere il trasferimento al registrar indipendentemente dai rapporti con il fornitore.
    Cambiare intestazione fa perdere posizionamento su Google?
    No. Il cambio di titolarità non tocca né il sito né i contenuti né gli indirizzi delle pagine: cambia solo il nome del proprietario in un registro. Il posizionamento non se ne accorge.
    E se il dominio è già intestato a un fornitore con cui ho litigato?
    Prima strada: richiesta formale scritta di cambio di registrante, meglio se con raccomandata o posta certificata, nella quale si evidenzia che il nome a dominio corrisponde alla denominazione o al marchio dell'azienda. Seconda strada: per i .it esiste la procedura di riassegnazione davanti a organismi accreditati dal Registro .it, pensata per i casi di registrazione o mantenimento in malafede di un nome corrispondente a un marchio o a una denominazione altrui; per i domini generici come i .com la procedura corrispondente è la UDRP, amministrata fra gli altri dal centro di arbitrato dell'OMPI. Sono strade più rapide ed economiche di una causa ordinaria, ma richiedono di poter dimostrare un diritto sul nome: se avete un marchio registrato, è il momento in cui torna utile. Nel frattempo, registrate subito le varianti del nome ancora libere.
    Che cos'è il codice AuthInfo e chi me lo deve dare?
    È la chiave che autorizza il trasferimento di un dominio da un fornitore a un altro. Il registrar presso cui il dominio è oggi registrato è tenuto a rilasciarlo al titolare che ne fa richiesta. Se il dominio è intestato a te puoi chiederlo direttamente al registrar, anche scavalcando l'agenzia che fa da intermediario: è uno dei vantaggi concreti dell'intestazione corretta.

    Continua da qui

    Verifichiamo insieme a chi è intestato il tuo dominio

    Due minuti in call, senza impegno e senza vendita: ti diciamo com'è messo e, se serve, che email scrivere per rimetterlo a posto.

    • 30 minuti, online
    • Nessun impegno
    • Analisi del tuo caso reale
    • Risposta entro 24 ore