Il nome a dominio è l'unico pezzo del tuo progetto digitale che non puoi ricostruire. Il sito si rifà, i testi si riscrivono, il server si cambia: il nome no, quello è uno solo. Se è intestato a un'altra società, il giorno in cui vorrai cambiare fornitore dovrai chiederglielo per favore. Nella maggior parte dei casi finisce bene. In tutti i casi in cui non finisce bene, è un disastro che non ha una soluzione tecnica.
Perché te lo propongono, e perché non è malafede
Per un'agenzia gestire venti domini su un proprio pannello è molto più comodo che rincorrere venti clienti per farsi dare venti credenziali. La proposta nasce quasi sempre da lì, non da un piano. Il punto è che la comodità è sua e la dipendenza è tua, e che nel momento in cui il rapporto si incrina quella comodità diventa una leva.
Cosa succede quando vuoi cambiare
| Se il dominio è intestato a te | Se è intestato al fornitore |
|---|---|
| Chiedi il codice di trasferimento e vai dove vuoi | Devi ottenere la sua collaborazione |
| Il passaggio richiede giorni | Richiede giorni se collabora, mesi se non collabora |
| Il costo è quello del nuovo registrar | A volte compare una richiesta di pagamento per «il passaggio» |
| La posta aziendale resta tua | La posta può essere ostaggio insieme al dominio |
| Se il fornitore chiude, il dominio resta tuo | Se il fornitore chiude, il dominio è dentro una procedura |
L'ultima riga è quella che nessuno considera e che si verifica più spesso delle liti: non serve un cattivo fornitore, basta un fornitore che smette di esistere.
Come verifichi com'è messo il tuo, adesso
I domini .it sono gestiti dal Registro .it, che ha sede all'Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa. Il suo servizio whois pubblico è raggiungibile su whois.nic.it e risponde gratuitamente a chiunque: non serve essere il titolare per interrogarlo, e non serve passare dal fornitore.
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Interroga il whois del tuo dominio
Per un .it su whois.nic.it; per un .com o altri domini generici va bene il whois del registrar o quello pubblico ICANN. Cerchi il tuo nome a dominio e guardi il campo del titolare, che nel gergo tecnico si chiama registrant.
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Guarda che nome c'è scritto
Deve esserci la tua ragione sociale o il tuo nome, con la tua partita IVA. Se c'è il nome dell'agenzia, il dominio non è tuo, qualunque cosa ci sia scritta in fattura.
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Se i dati sono oscurati, chiedi
Molti registrar oscurano i dati per privacy. In quel caso la domanda al fornitore è una sola, e per iscritto: «A chi risulta intestato il dominio, e con quale partita IVA?»
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Controlla anche la scadenza
Mentre sei lì, segnati la data di rinnovo su un calendario che guardi tu. Un dominio scaduto è la seconda causa più comune di sito offline improvviso.
Come si rimette a posto
Se scopri che il dominio non è tuo, non serve drammatizzare: nella maggior parte dei casi basta chiederlo. L'operazione si chiama cambio di registrante ed è una procedura ordinaria prevista dal Registro, che al registrar costa poco o niente. Chiedila mentre il rapporto è buono, non quando hai già deciso di andartene: è la stessa richiesta, con una probabilità di riuscita molto diversa.
| Operazione | Cosa cambia | Cosa serve |
|---|---|---|
| Cambio di registrante | Il titolare del dominio | Il consenso dell'attuale titolare |
| Trasferimento (transfer) | Il fornitore presso cui il dominio è registrato | Il codice AuthInfo, rilasciato dal registrar attuale |
| Cambio dei DNS | Dove puntano sito e posta | L'accesso alla gestione DNS |
| Contestazione | Il titolare, contro la sua volontà | Una procedura davanti a un organismo terzo |
Le prime tre sono indipendenti: puoi trasferire un dominio senza cambiarne il titolare, e viceversa. Confonderle è la ragione per cui molte richieste al fornitore ricevono una risposta tecnicamente corretta che però non risolve il problema.
Il codice AuthInfo merita una riga a parte: è la chiave che autorizza lo spostamento di un dominio da un fornitore a un altro, e il registrar attuale è tenuto a rilasciarlo al titolare che lo richiede. È anche il punto in cui si vede subito con chi si ha a che fare: chi lo manda in giornata sta lavorando correttamente, chi lo fa attendere settimane o lo subordina a pagamenti non dovuti ti sta dicendo qualcosa.
Per ordine interno vorrei che il dominio risultasse intestato alla società, come tutti gli altri asset. La gestione tecnica resta a voi: cambia solo il campo del titolare. Potete procedere al cambio di intestazione e confermarmi quando è fatto?
Una richiesta che funziona
Cosa deve essere a tuo nome, sempre
- Il nome a dominio
- L'account del registrar, o almeno un accesso tuo con pieni poteri
- Le caselle di posta aziendali
- Il profilo Google Business, se esiste
- Gli account pubblicitari, se ne hai
Domande frequenti
- Come faccio a sapere a chi è intestato il mio dominio?
- Con una ricerca whois: il campo del titolare, o registrant, dice chi ne è il proprietario. Per i domini .it la fonte ufficiale è il whois del Registro .it, su whois.nic.it, gestito dall'Istituto di Informatica e Telematica del CNR: risponde a chiunque e gratuitamente. Se i dati risultano oscurati per motivi di privacy, la domanda va fatta al fornitore per iscritto, chiedendo espressamente ragione sociale e partita IVA del titolare.
- Il fornitore può tenersi il dominio se non lo pago?
- Se il dominio è intestato a lui, di fatto può rifiutarsi di trasferirlo, e recuperarlo diventa una questione contrattuale e legale, non tecnica. Se è intestato a te, no: puoi chiedere il trasferimento al registrar indipendentemente dai rapporti con il fornitore.
- Cambiare intestazione fa perdere posizionamento su Google?
- No. Il cambio di titolarità non tocca né il sito né i contenuti né gli indirizzi delle pagine: cambia solo il nome del proprietario in un registro. Il posizionamento non se ne accorge.
- E se il dominio è già intestato a un fornitore con cui ho litigato?
- Prima strada: richiesta formale scritta di cambio di registrante, meglio se con raccomandata o posta certificata, nella quale si evidenzia che il nome a dominio corrisponde alla denominazione o al marchio dell'azienda. Seconda strada: per i .it esiste la procedura di riassegnazione davanti a organismi accreditati dal Registro .it, pensata per i casi di registrazione o mantenimento in malafede di un nome corrispondente a un marchio o a una denominazione altrui; per i domini generici come i .com la procedura corrispondente è la UDRP, amministrata fra gli altri dal centro di arbitrato dell'OMPI. Sono strade più rapide ed economiche di una causa ordinaria, ma richiedono di poter dimostrare un diritto sul nome: se avete un marchio registrato, è il momento in cui torna utile. Nel frattempo, registrate subito le varianti del nome ancora libere.
- Che cos'è il codice AuthInfo e chi me lo deve dare?
- È la chiave che autorizza il trasferimento di un dominio da un fornitore a un altro. Il registrar presso cui il dominio è oggi registrato è tenuto a rilasciarlo al titolare che ne fa richiesta. Se il dominio è intestato a te puoi chiederlo direttamente al registrar, anche scavalcando l'agenzia che fa da intermediario: è uno dei vantaggi concreti dell'intestazione corretta.