La domanda «è caro?» non ha risposta senza sapere cosa c'è dentro, e quasi nessun preventivo lo dice con precisione. Il modo pratico di giudicarlo è rovesciare la domanda: data questa cifra, che cosa deve esserci scritto perché sia coerente? Se le quattro voci che spostano davvero il costo — contenuti, numero di pagine uniche, integrazioni, revisioni — non compaiono, non stai guardando un preventivo caro o economico: stai guardando un preventivo incompleto.
Le quattro voci che spostano il costo di un sito
| Voce | Cosa cambia se manca | La domanda da fare |
|---|---|---|
| Chi scrive i testi | È la voce più pesante di tutte, e se non è scritta li scrivi tu | I testi li producete voi o li fornisco io? |
| Quante pagine sono disegnate da zero | Dieci pagine con lo stesso impianto costano meno di tre tutte diverse | Quanti layout unici sono previsti? |
| Foto e immagini | Un servizio fotografico è un progetto a sé, spesso escluso | Le immagini sono comprese, di repertorio o a carico mio? |
| Quante revisioni sono incluse | «Fino ad approvazione» non è un numero: è un contenzioso rimandato | Quanti giri di revisione sono compresi, e poi come si conteggia? |
Un preventivo che risponde a queste quattro domande è confrontabile con un altro che fa lo stesso. Due preventivi che non le nominano non sono confrontabili fra loro nemmeno se hanno lo stesso importo.
Le voci che quasi sempre mancano, e si pagano dopo
- Chi intesta dominio e hosting, e a nome di chi. Se non è scritto, chiedilo prima della firma: è la cosa che più spesso si scopre tardi.
- Cosa succede dopo la pubblicazione: aggiornamenti, backup, sicurezza, e con quale costo ricorrente.
- La formazione: chi vi insegna a modificare i contenuti, e se è compresa.
- I contenuti legali: informativa privacy, gestione dei cookie e nomina del fornitore a responsabile del trattamento ai sensi dell'articolo 28 del GDPR. Sono obblighi, non opzioni.
- La migrazione dal vecchio sito e i redirect delle vecchie pagine, se un sito c'era già. Saltarla significa perdere il posizionamento acquisito.
- Il collaudo: chi verifica che tutto funzioni, e cosa succede se non funziona.
Le voci che sono obblighi di legge, non opzioni
Tre cose compaiono raramente nei preventivi e non sono migliorie: sono adempimenti. Se non sono nell'offerta non è che il sito sarà meno bello — è che sarà fuori regola, e sistemarle dopo costa molte volte di più che progettarle dentro.
| Obbligo | Riferimento | A chi si applica |
|---|---|---|
| Informativa e base giuridica per i dati raccolti dal sito | Regolamento UE 2016/679 (GDPR), artt. 13 e 6 | Chiunque abbia anche solo un modulo di contatto |
| Consenso preventivo per i cookie non tecnici | Direttiva ePrivacy, Codice privacy e linee guida del Garante | Chiunque usi misurazione o strumenti di terzi |
| Nomina scritta del fornitore a responsabile del trattamento | GDPR, art. 28 | Chiunque affidi a un fornitore dati personali dei propri utenti |
| Requisiti di accessibilità per i servizi di e-commerce verso consumatori | D.lgs. 82/2022, che recepisce la direttiva UE 2019/882, dal 28 giugno 2025 | E-commerce verso consumatori, escluse le microimprese di servizi |
La terza riga è quella dimenticata più spesso: se il fornitore gestisce l'hosting, riceve le email dei moduli o accede al database degli utenti, sta trattando dati personali per conto tuo, e serve un atto scritto che disciplini come. Non è burocrazia: senza, la responsabilità in caso di incidente resta interamente tua.
I segnali nelle due direzioni
| Quando la cifra è probabilmente gonfiata | Quando è probabilmente troppo bassa |
|---|---|
| Nessuno ti ha fatto domande sul tuo lavoro | Nessuno ti ha fatto domande sul tuo lavoro |
| Voci generiche e importanti senza dettaglio | Un elenco lunghissimo di funzioni a un prezzo tondo |
| Tecnologie citate come argomento di prezzo | Tempi di consegna impossibili |
| Ore di analisi senza nessun documento in uscita | Nessuna menzione di chi scrive i testi |
| Un canone alto e obbligatorio fin dal primo anno | Nessun canone e nessuna parola su aggiornamenti e sicurezza |
La prima riga è identica nelle due colonne, e non è un errore: è il segnale più affidabile che esista, e vale in entrambe le direzioni.
Come si confrontano due preventivi diversi
- 01
Scrivi tu l'elenco delle cose che ti servono
Mezza pagina, in italiano, senza termini tecnici: cosa deve fare il sito, a chi parla, cosa deve succedere quando qualcuno ti trova. È il documento che rende confrontabili offerte scritte in modi diversi.
- 02
Riporta ogni preventivo su quell'elenco
Voce per voce: c'è, non c'è, non è chiaro. La colonna «non è chiaro» è quella che conta: sono le domande da fare prima di decidere.
- 03
Chiedi le stesse tre domande a tutti
Chi scrive i testi, quante revisioni, a chi restano dominio e accessi. Le risposte, più delle cifre, ti dicono con chi stai parlando.
- 04
Guarda i tempi come guardi i prezzi
Un preventivo più caro che consegna in sei settimane e uno più economico che consegna in sei mesi non sono la stessa offerta a prezzi diversi.
Domande frequenti
- Perché due preventivi per lo stesso sito sono così diversi?
- Quasi mai per la tecnologia. Le differenze grandi nascono da chi produce i contenuti, da quante pagine sono disegnate da zero invece che ripetute, e da cosa succede dopo la pubblicazione. Due offerte che contengono cose diverse hanno prezzi diversi: il problema è che nessuna delle due lo scrive.
- Il preventivo più basso è sempre il peggiore?
- No. A volte è semplicemente un progetto più piccolo, ed è esattamente quello che ti serve. Il segnale da guardare non è l'importo ma la coerenza: un prezzo basso con un elenco di funzioni sterminato è un problema, un prezzo basso con un perimetro dichiarato ristretto è un'offerta onesta.
- Devo per forza chiedere tre preventivi?
- Tre offerte confrontate male informano meno di una sola letta bene. Se decidi di chiederne più di uno, mandagli lo stesso elenco di richieste scritto da te: è l'unico modo perché le risposte siano paragonabili.
- L'accessibilità del sito è obbligatoria anche per me?
- Dipende da cosa vendete e da quanto siete grandi. Il decreto legislativo 82/2022, in vigore per i nuovi servizi dal 28 giugno 2025, impone requisiti di accessibilità ai servizi di commercio elettronico rivolti ai consumatori, escludendo le microimprese che erogano servizi — meno di dieci occupati e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a due milioni. Un sito vetrina di un'azienda privata, in linea generale, resta fuori. Se invece vendete online a consumatori e superate quelle soglie, è una voce che deve comparire nel preventivo.
- Il fornitore deve essere nominato responsabile del trattamento?
- Se tratta dati personali per vostro conto, sì, e l'atto deve essere scritto: lo prevede l'articolo 28 del GDPR. Succede praticamente sempre — chi gestisce l'hosting, riceve le email dei moduli o accede al database degli utenti sta trattando dati per voi. È una richiesta ordinaria a cui un fornitore strutturato risponde mandandovi il proprio modello già pronto; se cade dalle nuvole, avete appena imparato qualcosa di utile.
- Posso trattare sul prezzo?
- Più che sul prezzo, conviene trattare sul perimetro: togliere due pagine, scrivere i testi da soli, rimandare una funzione alla seconda fase. Uno sconto secco sullo stesso lavoro lo paga qualcuno, di solito in ore tolte al collaudo o al supporto.