«So quanto fatturo, non so su chi guadagno»

    È la domanda più importante che un'azienda possa farsi, e quasi nessuna sa rispondere. Si può ricostruire con i dati che avete già, in un pomeriggio.

    8 minTitolari e direzione

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Il fatturato per cliente lo sa il gestionale. Il margine per cliente no, perché richiede di attribuire a ciascuno anche i costi che non stanno in fattura: le ore dedicate, le rilavorazioni, i trasporti straordinari, le telefonate. È quasi sempre la classifica che sorprende di più chi la vede per la prima volta.

    Il cliente più grosso è quasi mai il più redditizio, ed è quasi sempre quello che assorbe più tempo.

    Bastano quattro voci di costo per avere una classifica utile: non serve un sistema di contabilità analitica.

    Il risultato non serve a mandare via nessuno: serve a decidere dove mettere le ore migliori.

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    Perché il fatturato inganna

    Il fatturato misura quanto entra, non quanto resta. Due clienti dello stesso importo possono avere margini completamente diversi: uno ordina quattro volte l'anno con consegne programmate, l'altro ordina ogni settimana con urgenze, cambia idea, chiede documentazione, paga a novanta giorni e telefona per ogni cosa. In fattura sono identici. In azienda no.

    Le quattro voci che ribaltano la classifica, e dove trovarle
    CostoDove sta oggiCome attribuirlo senza impazzire
    Ore delle personeIn nessun posto, o nei rapportiniAnche una stima: quante ore al mese assorbe, da chi
    Sconti e condizioniNelle righe delle fattureIl gestionale ce l'ha già, basta estrarlo
    Logistica e urgenzeNelle fatture dei trasportatoriLe spedizioni straordinarie sono riconoscibili
    Ritardi di pagamentoNello scadenzarioGiorni medi di incasso oltre i termini
    Rilavorazioni e resiSpesso da nessuna parteAnche un conteggio a memoria per i casi grossi

    La prima riga è quella che manca sempre e che pesa di più, soprattutto nelle aziende di servizi. Anche una stima grossolana — «questo cliente assorbe due giornate al mese del responsabile» — cambia completamente il quadro rispetto al non contarlo affatto.

    Come farlo in un pomeriggio, senza progetti

    1. 01

      Estraete il fatturato per cliente dell'ultimo anno

      Un'esportazione dal gestionale. Tenete i primi venti o trenta: coprono quasi sempre la parte larga del fatturato, e il resto non cambierebbe le conclusioni.

    2. 02

      Aggiungete il margine sui prodotti, se lo avete

      Se il gestionale conosce i costi d'acquisto, il primo margine esce da solo. Se non lo conosce, usate una percentuale per famiglia di prodotto: è approssimativo e va benissimo per questo scopo.

    3. 03

      Chiedete alle persone quante ore assorbe ciascuno

      Riunite chi lavora con i clienti e fate una stima insieme, cliente per cliente, in giornate al mese. Sarà imprecisa e sarà comunque l'informazione più preziosa della tabella. Quasi sempre, nel farla, qualcuno dice ad alta voce una cosa che tutti sapevano e nessuno aveva mai detto.

    4. 04

      Sottraete, e ordinate

      Margine di prodotto meno costo delle ore meno costi straordinari. Ordinate per risultato. È qui che la classifica cambia rispetto a quella del fatturato, e in genere non di poco.

    Cosa farne, che è la parte che conta

    1. Non mandate via nessuno la settimana dopo. Un cliente a margine basso può coprire costi fissi, dare volume agli acquisti o essere un riferimento commerciale.
    2. Cambiate le condizioni prima di cambiare il cliente: minimi d'ordine, tempi di consegna standard invece che urgenze, pagamento più corto. Molti rapporti diventano redditizi con una telefonata.
    3. Spostate le ore migliori sui clienti redditizi di cui non si occupa nessuno. È l'azione con il ritorno più rapido dell'intero esercizio.
    4. Automatizzate la gestione dei piccoli invece di abbandonarli: un portale ordini rende sostenibile una coda di clienti che a mano non lo è.
    5. Rifate il conto ogni sei mesi. La prima volta sorprende, la seconda guida le decisioni.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Serve un sistema di contabilità analitica?

    No, non per rispondere a questa domanda. La contabilità analitica serve a fare bene una cosa che qui vi basta fare approssimativamente: una stima ragionata delle ore per cliente vi dà il novanta per cento del valore con il dieci per cento dello sforzo. Il sistema ha senso dopo, se scoprite che la domanda vi serve tutti i mesi.

    E se il cliente a margine negativo è il più grosso?

    È il caso più frequente e il più delicato. Non si affronta con una decisione secca ma con una trattativa: condizioni, volumi minimi, riduzione delle urgenze, revisione dei prezzi alla scadenza. Sapere il numero prima di sedersi a quel tavolo è esattamente ciò che cambia l'esito della conversazione.

    Come valorizzo un'ora di lavoro?

    Per questo scopo va bene il costo aziendale pieno della persona, comprensivo di oneri, diviso per le ore effettivamente lavorabili. Non serve la precisione del centesimo: serve un numero coerente usato per tutti i clienti allo stesso modo, perché quello che vi interessa è la classifica, non il valore assoluto.

    Ogni quanto rifarlo?

    Due volte l'anno è un buon ritmo per un'azienda che cambia poco; ogni trimestre se il mercato si muove. L'importante è che sia sempre lo stesso metodo: una classifica calcolata in modi diversi in momenti diversi non si può confrontare, e il confronto nel tempo è la parte più utile.

    Il pomeriggio del conto fatelo voi: è vostro e funziona. Se poi volete che si aggiorni da solo ogni mese invece di rifarlo a mano, quella è la parte in cui serviamo noi.

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