I quattro stati, e come si distinguono in cinque minuti
Lo strumento serve, è gratuito e si chiama Google Search Console. Va collegato al dominio una volta sola, con una verifica che si fa aggiungendo un record DNS. Da lì in poi, il rapporto «Indicizzazione delle pagine» dice esattamente in quale dei quattro stati si trova ciascun indirizzo del sito.
| Stato | Cosa significa | Cosa lo risolve |
|---|---|---|
| Non conosce l'indirizzo | Google non sa che quella pagina esista | Sitemap, link interni, un link da fuori |
| Rilevata, ma non indicizzata | Lo conosce e non l'ha mai scaricato | Più motivi per venire: link esterni, non altre pagine |
| Scansionata, ma non indicizzata | L'ha scaricato e ha deciso di non archiviarlo | Il contenuto: è troppo simile ad altro, o non risponde a niente |
| Indicizzata, ma zero visite | È in archivio e nessuno cerca quelle parole | Le parole: si sta rispondendo a una domanda che nessuno fa |
Solo la terza riga è un problema di qualità del testo. Le altre tre sono, nell'ordine, un problema di collegamenti, di autorevolezza e di scelta degli argomenti. Riscrivere le pagine, nei tre casi su quattro, non sposta niente.
Lo stato che sorprende di più: rilevata e mai scaricata
È la voce che mette più in crisi chi ha appena pubblicato molte pagine. Dice che Google conosce l'indirizzo — l'ha letto nella vostra sitemap, che magari risulta pure «riuscita» — e non è mai andato a prenderselo. La colonna «ultima scansione» è vuota. Non c'è nessun giudizio sul contenuto, perché il contenuto non è stato letto.
La ragione è che Google decide quanto scansionare un sito in base a due cose: quanto il server regge, e quanto ritiene che valga la pena. La prima è quasi sempre fuori discussione su un sito ben fatto. La seconda dipende in larga parte da quanto quel dominio è citato altrove. Un sito che nessuno linka viene visitato con parsimonia, e quella parsimonia si vede in un'altra sezione della stessa Search Console: la ripartizione delle scansioni fra aggiornamento di pagine già note e scoperta di pagine nuove.
Le altre due voci che vedrete, e che non sono problemi
- «Pagina con reindirizzamento»: indirizzi che portano altrove. Se avete scelto voi di farli reindirizzare — per esempio verso la versione con il prefisso della lingua — è il comportamento corretto e va lasciato così.
- «Pagina alternativa con tag canonical appropriato»: duplicati dichiarati, tipicamente le versioni in lingue diverse della stessa pagina. È il sistema che funziona, non che si rompe.
- «Soft 404»: pagine che rispondono correttamente ma sembrano vuote a chi le legge. Su un sito rifatto di recente sono spesso un residuo del sito precedente, e si risolvono da sole man mano che Google ricontrolla.
- «Non trovata (404)»: se sono poche e corrispondono a pagine tolte apposta, vanno benissimo così. Una 404 onesta è meglio di un reindirizzamento inventato verso la home.
Vale la pena dirlo perché il numero grosso in cima al rapporto — «pagine non indicizzate» — sommando tutte queste voci fa spavento, e la maggior parte di quel numero spesso non richiede nessun intervento.
Cosa funziona davvero, in ordine di efficacia
- 01
Farsi citare da qualcun altro
È la leva più forte e la più trascurata. Per un'azienda i link più facili e più legittimi sono già a portata: il credito in fondo ai siti che avete realizzato o per cui avete fornito qualcosa, le pagine partner dei fornitori con cui lavorate, la scheda della camera di commercio, le associazioni di categoria. Da zero citazioni a tre o quattro vere non è un miglioramento marginale: cambia la categoria in cui il dominio viene trattato.
- 02
Aprire il profilo aziendale su Google
Non incide sul posizionamento del sito, ma apre una superficie diversa — mappa e blocco locale — che senza profilo resta chiusa e che sulle ricerche con il nome di una città occupa la parte alta dello schermo.
- 03
Collegare bene le pagine fra loro
Una pagina raggiungibile solo dalla sitemap è una pagina che Google considera poco importante, perché voi stessi non la linkate da nessuna parte. Ogni pagina dovrebbe essere raggiungibile in due o tre clic dalla home, e dovrebbe essere citata da almeno un'altra pagina che parla di qualcosa di affine.
- 04
Togliere lavoro inutile al motore
Se il sito fa scaricare a ogni visita decine di file accessori, una parte della scansione se ne va lì invece che sulle pagine. È una verifica tecnica che si fa in mezz'ora nella sezione «Statistiche di scansione», e su siti moderni pesantemente frammentati la differenza è reale.
- 05
Scrivere altre pagine
Ultimo, e solo quando i quattro punti sopra sono a posto. Su un sito che ha già molte pagine mai scansionate, è l'unico intervento che può peggiorare la situazione invece di migliorarla.
Quanto tempo ci vuole, detto onestamente
| Azione | Quando si vede l'effetto |
|---|---|
| Correggere un errore tecnico bloccante | Giorni |
| Aprire il profilo aziendale | Pochi giorni dopo la verifica |
| Primi link da altri siti | Settimane |
| Aumento della frequenza di scansione | Settimane, se i link sono veri |
| Posizionamento su ricerche poco contese | Da uno a tre mesi |
| Posizionamento su ricerche contese | Da sei a dodici mesi, e serve autorevolezza, non solo contenuto |
Chiunque prometta la prima pagina in trenta giorni su ricerche competitive vi sta dicendo una cosa che non può mantenere. Su ricerche molto specifiche, invece, è realistico e succede.