«Il mio sito su Google non esce»

    Prima di rifarlo o di pagare qualcuno, va capito in quale dei quattro stati si trova. Sono diversi, si leggono gratis, e tre su quattro non si risolvono scrivendo altre pagine.

    10 minTitolari con un sito che non porta visite

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    «Non esco su Google» descrive quattro situazioni tecniche molto diverse: il sito non è raggiungibile dal motore, è raggiungibile ma non è mai stato scaricato, è stato scaricato ma non è stato messo in archivio, oppure è in archivio ma nessuno cerca le parole che contiene. Hanno quattro cause e quattro rimedi, e confonderle è il motivo per cui tanti soldi finiscono nel posto sbagliato.

    Essere in sitemap non significa essere in archivio: sono due cose diverse e le confondono quasi tutti.

    «Rilevata, ma attualmente non indicizzata» non è un giudizio sulla qualità: Google non l'ha proprio scaricata.

    Se nessun altro sito vi cita, Google ha poche ragioni per venire a prendersi le pagine nuove.

    Data Hub

    CONSOO

    Torna alle guide

    I quattro stati, e come si distinguono in cinque minuti

    Lo strumento serve, è gratuito e si chiama Google Search Console. Va collegato al dominio una volta sola, con una verifica che si fa aggiungendo un record DNS. Da lì in poi, il rapporto «Indicizzazione delle pagine» dice esattamente in quale dei quattro stati si trova ciascun indirizzo del sito.

    Cosa sta succedendo davvero, e cosa lo risolve
    StatoCosa significaCosa lo risolve
    Non conosce l'indirizzoGoogle non sa che quella pagina esistaSitemap, link interni, un link da fuori
    Rilevata, ma non indicizzataLo conosce e non l'ha mai scaricatoPiù motivi per venire: link esterni, non altre pagine
    Scansionata, ma non indicizzataL'ha scaricato e ha deciso di non archiviarloIl contenuto: è troppo simile ad altro, o non risponde a niente
    Indicizzata, ma zero visiteÈ in archivio e nessuno cerca quelle paroleLe parole: si sta rispondendo a una domanda che nessuno fa

    Solo la terza riga è un problema di qualità del testo. Le altre tre sono, nell'ordine, un problema di collegamenti, di autorevolezza e di scelta degli argomenti. Riscrivere le pagine, nei tre casi su quattro, non sposta niente.

    Lo stato che sorprende di più: rilevata e mai scaricata

    È la voce che mette più in crisi chi ha appena pubblicato molte pagine. Dice che Google conosce l'indirizzo — l'ha letto nella vostra sitemap, che magari risulta pure «riuscita» — e non è mai andato a prenderselo. La colonna «ultima scansione» è vuota. Non c'è nessun giudizio sul contenuto, perché il contenuto non è stato letto.

    La ragione è che Google decide quanto scansionare un sito in base a due cose: quanto il server regge, e quanto ritiene che valga la pena. La prima è quasi sempre fuori discussione su un sito ben fatto. La seconda dipende in larga parte da quanto quel dominio è citato altrove. Un sito che nessuno linka viene visitato con parsimonia, e quella parsimonia si vede in un'altra sezione della stessa Search Console: la ripartizione delle scansioni fra aggiornamento di pagine già note e scoperta di pagine nuove.

    Le altre due voci che vedrete, e che non sono problemi

    • «Pagina con reindirizzamento»: indirizzi che portano altrove. Se avete scelto voi di farli reindirizzare — per esempio verso la versione con il prefisso della lingua — è il comportamento corretto e va lasciato così.
    • «Pagina alternativa con tag canonical appropriato»: duplicati dichiarati, tipicamente le versioni in lingue diverse della stessa pagina. È il sistema che funziona, non che si rompe.
    • «Soft 404»: pagine che rispondono correttamente ma sembrano vuote a chi le legge. Su un sito rifatto di recente sono spesso un residuo del sito precedente, e si risolvono da sole man mano che Google ricontrolla.
    • «Non trovata (404)»: se sono poche e corrispondono a pagine tolte apposta, vanno benissimo così. Una 404 onesta è meglio di un reindirizzamento inventato verso la home.

    Vale la pena dirlo perché il numero grosso in cima al rapporto — «pagine non indicizzate» — sommando tutte queste voci fa spavento, e la maggior parte di quel numero spesso non richiede nessun intervento.

    Cosa funziona davvero, in ordine di efficacia

    1. 01

      Farsi citare da qualcun altro

      È la leva più forte e la più trascurata. Per un'azienda i link più facili e più legittimi sono già a portata: il credito in fondo ai siti che avete realizzato o per cui avete fornito qualcosa, le pagine partner dei fornitori con cui lavorate, la scheda della camera di commercio, le associazioni di categoria. Da zero citazioni a tre o quattro vere non è un miglioramento marginale: cambia la categoria in cui il dominio viene trattato.

    2. 02

      Aprire il profilo aziendale su Google

      Non incide sul posizionamento del sito, ma apre una superficie diversa — mappa e blocco locale — che senza profilo resta chiusa e che sulle ricerche con il nome di una città occupa la parte alta dello schermo.

    3. 03

      Collegare bene le pagine fra loro

      Una pagina raggiungibile solo dalla sitemap è una pagina che Google considera poco importante, perché voi stessi non la linkate da nessuna parte. Ogni pagina dovrebbe essere raggiungibile in due o tre clic dalla home, e dovrebbe essere citata da almeno un'altra pagina che parla di qualcosa di affine.

    4. 04

      Togliere lavoro inutile al motore

      Se il sito fa scaricare a ogni visita decine di file accessori, una parte della scansione se ne va lì invece che sulle pagine. È una verifica tecnica che si fa in mezz'ora nella sezione «Statistiche di scansione», e su siti moderni pesantemente frammentati la differenza è reale.

    5. 05

      Scrivere altre pagine

      Ultimo, e solo quando i quattro punti sopra sono a posto. Su un sito che ha già molte pagine mai scansionate, è l'unico intervento che può peggiorare la situazione invece di migliorarla.

    Quanto tempo ci vuole, detto onestamente

    AzioneQuando si vede l'effetto
    Correggere un errore tecnico bloccanteGiorni
    Aprire il profilo aziendalePochi giorni dopo la verifica
    Primi link da altri sitiSettimane
    Aumento della frequenza di scansioneSettimane, se i link sono veri
    Posizionamento su ricerche poco conteseDa uno a tre mesi
    Posizionamento su ricerche conteseDa sei a dodici mesi, e serve autorevolezza, non solo contenuto

    Chiunque prometta la prima pagina in trenta giorni su ricerche competitive vi sta dicendo una cosa che non può mantenere. Su ricerche molto specifiche, invece, è realistico e succede.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Ho mandato la sitemap e dice «riuscita»: perché non esco?

    Perché la sitemap serve a dire a Google quali indirizzi esistono, non a farli archiviare. «Riuscita» significa solo che il file è stato letto correttamente. Le pagine elencate possono restare per settimane nello stato «rilevata, ma attualmente non indicizzata», cioè conosciute e mai scaricate.

    Posso chiedere a Google di indicizzare una pagina?

    Sì, dalla funzione di controllo URL in Search Console, e su una singola pagina importante ha senso. Non è però una soluzione di scala: serve a segnalare un indirizzo specifico, non a sbloccare centinaia di pagine, e usarla in modo massivo non accelera nulla.

    Rifare il sito mi farebbe uscire su Google?

    Solo se il problema è tecnico — un sito che i motori non riescono a leggere — oppure se i contenuti non rispondono a nessuna domanda reale. Se le pagine sono già scritte bene e semplicemente nessuno scansiona il sito, rifarlo non cambia niente e azzera quel poco di storico accumulato.

    Quanti link mi servono?

    Non esiste un numero, ma esiste una soglia di partenza: passare da zero a qualcuno è la differenza più grande di tutto il percorso. Contano molto più la pertinenza e la genuinità della quantità: un link dalla pagina di un cliente reale che dice chi gli ha fatto il lavoro vale più di cento iscrizioni a elenchi automatici, che oltretutto possono fare danno.

    E per farmi citare da ChatGPT o dagli altri assistenti?

    Valgono in buona parte gli stessi fattori, con un'aggiunta: gli assistenti citano volentieri contenuti strutturati e con dati verificabili, e hanno bisogno di trovare l'azienda nominata anche fuori dal suo sito. Un'azienda che esiste solo sul proprio dominio è un'azienda di cui non hanno modo di parlare con sicurezza.

    Se volete, guardiamo insieme la vostra Search Console in mezz'ora e vi diciamo in quale dei quattro stati siete. È la mezz'ora che evita di spendere nel posto sbagliato.

    CONSOO trasforma idee su software, AI e integrazioni in un percorso tecnico chiaro per PMI.

    • 30 minuti, online
    • Nessun impegno
    • Analisi del tuo caso reale
    • Risposta entro 24 ore