«La fattura è stata scartata e non capisco perché»

    Avete cinque giorni per rimandarla, e se li rispettate la data resta quella originaria. È la cosa più importante da sapere, e quasi nessuno la dice.

    6 minAmministrazione e titolari

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Una fattura elettronica scartata dal Sistema di Interscambio si considera non emessa. Può però essere corretta e ritrasmessa entro cinque giorni dalla ricevuta di scarto, mantenendo la data e il numero originari: è la finestra che evita di dover rinumerare o di incorrere in un'emissione tardiva.

    Scartata significa non emessa: va corretta e ritrasmessa, non ignorata.

    Cinque giorni dalla ricevuta di scarto, conservando data e numero originari.

    Quasi tutti gli scarti nascono da anagrafiche sbagliate, non da errori contabili.

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    La regola che salva la numerazione

    Quando il Sistema di Interscambio rifiuta un file, invia una ricevuta di scarto con un codice e una descrizione. Da quel momento la fattura è come se non fosse mai stata emessa, ed è questo che spaventa: sembra di dover annullare, rinumerare, spiegare. In realtà esiste una finestra di cinque giorni entro cui si può ritrasmettere il documento corretto mantenendo la data e il numero originari.

    Cosa succedeConseguenza
    Ritrasmettete entro cinque giorni, con data e numero originariTutto regolare: l'emissione resta nei termini
    Ritrasmettete oltre i cinque giorniServe valutare con il consulente: può configurarsi tardiva emissione
    Emettete un nuovo documento con numero diversoSi crea un buco nella numerazione, da giustificare
    Non ve ne accorgete affattoLa fattura non risulta emessa, e il cliente non la riceve

    L'ultima riga è il caso più frequente e il più costoso: nessuno controlla le ricevute, la fattura resta nel limbo, e il problema emerge in sede di riconciliazione quando il cliente dice che non gli è mai arrivata.

    Le cause reali, in ordine di frequenza

    Quasi tutti gli scarti nascono qui
    CausaDove si risolve
    Partita IVA o codice fiscale del cliente non valido o cessatoNell'anagrafica, prima di fatturare
    Codice destinatario o indirizzo di posta certificata erratoNell'anagrafica
    Dati del cedente non coerenti con quelli registratiNelle impostazioni del gestionale
    Documento già trasmesso con lo stesso identificativoDoppio invio: verificare prima di ritrasmettere
    Formato del file non conforme o valori incoerenti fra loroNel gestionale o nel tracciato
    Data del documento successiva a quella di trasmissioneErrore di impostazione

    Le prime due righe coprono la larga maggioranza dei casi reali. È un dato importante perché dice dove intervenire: non nella contabilità, ma nella qualità dell'anagrafica clienti — che è un lavoro noioso, si fa una volta, e si può in gran parte automatizzare con una verifica del numero identificativo al momento dell'inserimento.

    Come togliersi il problema alla radice

    1. 01

      Validate la partita IVA quando il cliente si registra

      Esiste un servizio europeo che verifica la validità di un numero identificativo IVA comunitario, e per i soggetti italiani si possono fare controlli formali immediati. Farlo nel momento in cui il dato entra costa nulla; farlo dopo significa rincorrere.

    2. 02

      Rendete obbligatorio il recapito

      Codice destinatario oppure indirizzo di posta certificata: uno dei due deve esserci, e il modulo o il gestionale non dovrebbe permettere di salvare senza. È il secondo motivo di scarto e sparisce con un campo obbligatorio.

    3. 03

      Fate arrivare le ricevute dove qualcuno le guarda

      Una notifica che avvisa quando una ricevuta è negativa o non arriva entro un certo tempo. È una regola semplice e trasforma un controllo che nessuno fa in un avviso che qualcuno riceve.

    4. 04

      Tenete traccia dello stato dentro il vostro sistema

      Ogni fattura dovrebbe avere uno stato visibile — inviata, consegnata, scartata, mancata consegna — accanto al documento, non in un portale separato che si apre una volta al mese.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Se ritrasmetto entro cinque giorni devo cambiare numero?

    No: la ritrasmissione entro il termine conserva data e numero del documento originario. È proprio questo il senso della finestra, ed è il motivo per cui conviene accorgersi subito dello scarto invece che a fine mese.

    Il cliente dice che non ha ricevuto la fattura: è colpa mia?

    Dipende dallo stato. Se c'è uno scarto, la fattura non è stata emessa ed è un problema vostro da sanare. Se c'è una mancata consegna, la fattura è valida: il recapito è fallito per motivi legati al destinatario, e va messa a sua disposizione avvisandolo.

    Posso emettere una nota di credito per annullare una fattura scartata?

    No, e sarebbe un errore: una fattura scartata non è mai stata emessa, quindi non c'è nulla da stornare. La nota di credito serve a rettificare un documento validamente emesso, non uno rifiutato.

    Come faccio a sapere se ho fatture scartate che non ho visto?

    Le ricevute sono disponibili nel canale con cui trasmettete e nell'area riservata dell'Agenzia. La verifica utile è incrociare le fatture emesse dal vostro gestionale con quelle che risultano consegnate: le differenze sono esattamente i casi da recuperare, ed è un controllo che si può automatizzare.

    Se nessuno in azienda guarda le ricevute in modo sistematico, è un avviso automatico da costruire una volta sola. Raccontateci come emettete oggi e vi diciamo dove agganciarlo.

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