«Se n'è andato e si è portato via i contatti dei clienti»

    Quello che si può fare dopo è poco e complicato. Quello che si può fare prima è semplice e costa un pomeriggio: ecco entrambe le liste, nell'ordine giusto.

    9 minTitolari e responsabili del personale

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    I dati dei clienti sono dell'azienda, non di chi li ha inseriti: il dipendente che li tratta lo fa come persona autorizzata dal titolare del trattamento, e quel titolo finisce con il rapporto. Il problema quasi mai è giuridico — è che le informazioni vivevano sul suo telefono e nella sua casella invece che in un sistema aziendale, e a quel punto non c'è norma che le riporti indietro.

    I dati dei clienti sono dell'azienda: il punto è se ci sono dentro un sistema aziendale o solo nel suo telefono.

    Il patto di non concorrenza esiste, ma solo se scritto, pagato e limitato: senza corrispettivo è nullo.

    La revoca degli accessi va fatta il giorno stesso, e richiede un elenco che va preparato prima.

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    Cosa dice la legge, e cosa non può fare per voi

    Tre norme che vengono citate spesso e coprono cose diverse
    NormaCosa stabilisceCosa non risolve
    Art. 2105 codice civileObbligo di fedeltà: il lavoratore non può trattare affari in concorrenza né divulgare notizie riservate dell'aziendaVale durante il rapporto, non dopo la sua fine
    Art. 2125 codice civilePatto di non concorrenza per il periodo successivo, valido solo se in forma scritta, con un corrispettivo, e con limiti di oggetto, tempo e luogoSenza corrispettivo è nullo; la durata non può superare i cinque anni per i dirigenti e i tre per gli altri
    Normativa sui dati personaliI dati dei clienti sono trattati dall'azienda come titolare; il dipendente agisce come autorizzatoNon fa tornare indietro un elenco che è stato copiato

    La colonna di destra è quella che conta. Il quadro giuridico vi dà ragione quasi sempre; quello che non vi dà è la possibilità di sapere cosa è uscito e di rimetterlo dov'era.

    Il giorno stesso: la sequenza che va eseguita, non improvvisata

    1. 01

      Sospendete gli accessi, non cancellateli

      Sospendere blocca l'ingresso e conserva tutto: posta, file, storico. Cancellare l'account in molte piattaforme elimina anche i contenuti, e con essi le prove e il lavoro fatto. La cancellazione, se serve, si fa dopo, con calma e dopo aver travasato.

    2. 02

      Reinstradate la posta

      La casella va tenuta attiva e inoltrata a un collega, con una risposta automatica che indica il nuovo riferimento. È anche il momento in cui si scopre quali clienti scrivevano solo a quell'indirizzo, che è un'informazione preziosa e sgradevole.

    3. 03

      Recuperate i dispositivi e documentate la riconsegna

      Telefono, computer, chiavette, badge. Un verbale di riconsegna firmato, anche una riga su carta, vale molto se poi qualcosa si contesta.

    4. 04

      Cambiate le credenziali condivise

      Sono il punto debole di quasi tutte le aziende: l'account social, quello del gestionale usato in due, il portale del corriere. Se una password era nota a più persone, va cambiata anche se nessuno sospetta nulla.

    5. 05

      Scrivete ai clienti prima che lo faccia lui

      Una email breve che presenta il nuovo riferimento e ringrazia chi se ne va. Non è cortesia: è il momento in cui si decide se il cliente pensa «l'azienda si è organizzata» o «è rimasto solo il vuoto».

    Quello che si prepara prima, e che costa un pomeriggio

    Sei cose da avere pronte, oggi che non serve

    • L'elenco di chi ha accesso a cosa, con data dell'ultima verifica
    • Un solo posto dove vivono i contatti dei clienti, con lo storico delle conversazioni
    • Numeri aziendali per chi parla con i clienti, non numeri personali
    • Una policy scritta su caselle e dispositivi alla cessazione del rapporto
    • Nessuna credenziale condivisa fra più persone
    • Una procedura di uscita di una pagina, che qualcuno esegue senza doverla inventare

    La seconda riga è quella che vale più di tutte le altre messe insieme, ed è anche quella su cui si fa più resistenza. Chi lavora con i clienti spesso preferisce tenersi le informazioni, e non sempre per malizia: un sistema scomodo produce esattamente questo comportamento. Se il posto dove registrare una conversazione richiede più di un minuto, nessuno la registrerà, e voi tornerete al punto di partenza.

    Dove vivono oggi le informazioni sul clienteCosa succede se la persona esce
    Nel suo telefono personaleSe ne vanno con lei, integralmente
    Nella sua casella di postaRestano, ma nessuno le trova
    In un foglio che tiene luiRestano se qualcuno sa che esiste
    In un sistema aziendale con storicoRestano e sono utilizzabili subito

    Se è già successo

    1. Fermate l'emorragia: accessi, posta, dispositivi, credenziali condivise. Prima di ogni altra considerazione.
    2. Documentate cosa risulta: i registri di accesso dei sistemi dicono chi ha scaricato cosa e quando. Vanno conservati subito, perché molti sistemi li sovrascrivono dopo poche settimane.
    3. Verificate cosa prevede il contratto: esiste un patto di non concorrenza scritto e con un corrispettivo? Se non c'è, dopo la cessazione la concorrenza in sé è lecita.
    4. Distinguete la concorrenza dallo sviamento: cercare clienti nello stesso settore è legittimo; portarsi via elenchi aziendali e usarli è un'altra cosa, e va documentata.
    5. Sentite un legale del lavoro prima di scrivere lettere: una diffida mandata male chiude le porte a una soluzione che spesso si trova parlando.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    I contatti dei clienti sono miei o del mio commerciale?

    Dell'azienda: è lei il titolare del trattamento, e chi li usa lo fa perché autorizzato nell'ambito del rapporto di lavoro. Il problema pratico è diverso dal problema giuridico: se quei contatti esistono solo nel suo telefono, avere ragione non serve a recuperarli.

    Posso vietargli di lavorare per un concorrente?

    Solo con un patto di non concorrenza valido: forma scritta, un corrispettivo economico specifico, e limiti definiti di oggetto, tempo e territorio. La durata massima è di cinque anni per i dirigenti e di tre negli altri casi. Un patto senza corrispettivo, o con limiti così ampi da impedirgli di lavorare, è nullo — e quindi non tutela nulla.

    Posso leggere la posta del dipendente che se n'è andato?

    È un'operazione delicata anche su una casella aziendale, perché può contenere comunicazioni personali. La strada corretta è aver previsto per iscritto, e reso noto ai dipendenti, cosa accade alle caselle alla cessazione: tipicamente disattivazione e inoltro a un responsabile per un periodo definito. Se questa previsione non esiste, conviene farsi consigliare prima di aprire qualcosa.

    Quanto costa mettere i contatti in un sistema aziendale?

    Molto meno di un cliente perso, e la variabile che conta non è il prezzo del software: è quanto è veloce registrare una conversazione. Se richiede più di un minuto, le persone non lo useranno e avrete pagato per un archivio vuoto. È il criterio con cui va scelto, prima di guardare le funzioni.

    Se oggi i contatti dei clienti vivono in caselle e telefoni, in mezz'ora vi diciamo qual è il modo più rapido per portarli in un posto solo senza che nessuno debba cambiare mestiere.

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