Perché «abbiamo i backup» non è una risposta
Chiedete a un'azienda se ha i backup e quasi sempre la risposta è sì. Chiedete quando è stata l'ultima volta che qualcuno ha davvero ripristinato quei backup su un sistema pulito e ha verificato che tutto tornasse, e cala il silenzio. È la distanza fra avere copie e avere i dati: la prima è una casella spuntata, la seconda è ciò che vi salva davvero, e le due coincidono solo se qualcuno lo ha verificato.
I due numeri che vi mancano
| Numero | Cosa misura | La domanda pratica |
|---|---|---|
| RTO | Il tempo per tornare operativi dopo un disastro | Quante ore l'azienda può stare ferma prima che sia un problema serio? |
| RPO | Quanti dati si perdono, cioè l'età dell'ultima copia utile | Se il sistema salta ora, riparto da stamattina, da ieri, o da una settimana fa? |
Questi non sono numeri da decidere a tavolino: sono numeri da misurare provando. La differenza fra l'RTO che sperate e quello reale è spesso enorme, ed è meglio conoscerla oggi.
La prova, passo per passo
- 01
Prendete un ambiente separato
Un sistema pulito, staccato dalla produzione. Ripristinare sopra la produzione è pericoloso e non prova nulla: serve simulare la ripartenza da zero.
- 02
Ripristinate dal backup, cronometrando
Seguite la procedura come se fosse un'emergenza vera, e misurate quanto tempo ci vuole davvero, dall'inizio a un sistema di nuovo funzionante. Quello è il vostro RTO reale.
- 03
Verificate quanto è recente il dato
Guardate a quando risale l'ultimo dato presente. La distanza dal momento del disastro simulato è il vostro RPO reale.
- 04
Controllate che tutto ci sia, non solo il database
Non basta il database: servono anche i file caricati, le configurazioni, i certificati. Un ripristino che riporta i dati ma non i documenti allegati è un ripristino a metà.
- 05
Scrivete la procedura
Chi ha fatto la prova annoti i passi, così in un'emergenza vera non dipenda dalla memoria o dalla presenza di una persona sola.