Il ripristino che nessuno ha mai provato

Avere un backup non significa avere i dati. Un backup mai ripristinato è un'ipotesi, e si scopre se era vera solo nel momento peggiore per scoprirlo.

7 minSviluppatori, IT, chi risponde della continuità dei dati

Cosa portare a casa

Risposta breve

Un backup ha valore solo se se ne può ripristinare il contenuto. La verifica si misura con due numeri: quanto tempo serve a rimettere in piedi il sistema (RTO, obiettivo di tempo di ripristino) e quanti dati si perdono, cioè quanto è vecchia l'ultima copia utile (RPO, obiettivo di punto di ripristino). Sono numeri che quasi nessuno conosce per il proprio sistema, perché richiedono di aver provato il ripristino davvero.

Un backup che non è mai stato ripristinato è un'ipotesi, non una garanzia.

I due numeri che contano: quanto tempo per tornare operativi (RTO) e quanti dati si perdono (RPO).

Gli errori tipici si scoprono solo provando: backup interrotti da mesi, copie sullo stesso server compromesso, nessuno che sappia come si ripristina.

La prova va fatta su un ambiente separato, e periodicamente: una volta l'anno è il minimo.

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Perché «abbiamo i backup» non è una risposta

Chiedete a un'azienda se ha i backup e quasi sempre la risposta è sì. Chiedete quando è stata l'ultima volta che qualcuno ha davvero ripristinato quei backup su un sistema pulito e ha verificato che tutto tornasse, e cala il silenzio. È la distanza fra avere copie e avere i dati: la prima è una casella spuntata, la seconda è ciò che vi salva davvero, e le due coincidono solo se qualcuno lo ha verificato.

I due numeri che vi mancano

RTO e RPO, spiegati
NumeroCosa misuraLa domanda pratica
RTOIl tempo per tornare operativi dopo un disastroQuante ore l'azienda può stare ferma prima che sia un problema serio?
RPOQuanti dati si perdono, cioè l'età dell'ultima copia utileSe il sistema salta ora, riparto da stamattina, da ieri, o da una settimana fa?

Questi non sono numeri da decidere a tavolino: sono numeri da misurare provando. La differenza fra l'RTO che sperate e quello reale è spesso enorme, ed è meglio conoscerla oggi.

La prova, passo per passo

  1. 01

    Prendete un ambiente separato

    Un sistema pulito, staccato dalla produzione. Ripristinare sopra la produzione è pericoloso e non prova nulla: serve simulare la ripartenza da zero.

  2. 02

    Ripristinate dal backup, cronometrando

    Seguite la procedura come se fosse un'emergenza vera, e misurate quanto tempo ci vuole davvero, dall'inizio a un sistema di nuovo funzionante. Quello è il vostro RTO reale.

  3. 03

    Verificate quanto è recente il dato

    Guardate a quando risale l'ultimo dato presente. La distanza dal momento del disastro simulato è il vostro RPO reale.

  4. 04

    Controllate che tutto ci sia, non solo il database

    Non basta il database: servono anche i file caricati, le configurazioni, i certificati. Un ripristino che riporta i dati ma non i documenti allegati è un ripristino a metà.

  5. 05

    Scrivete la procedura

    Chi ha fatto la prova annoti i passi, così in un'emergenza vera non dipenda dalla memoria o dalla presenza di una persona sola.

Risorse collegate utili

Domande frequenti

Il mio hosting fa i backup: non basta?

È un buon punto di partenza, ma restano due domande che solo una prova risponde: quei backup si ripristinano davvero e in quanto tempo, e cosa comprendono esattamente? Alcuni servizi salvano il database ma non i file caricati, o conservano le copie per un periodo più breve di quanto pensiate. «L'hosting fa i backup» va trasformato in «ho ripristinato un backup dell'hosting e ha funzionato».

Ogni quanto va fatta la prova?

Almeno una volta l'anno, e comunque dopo ogni cambiamento importante del sistema, perché una procedura di ripristino che funzionava può smettere di funzionare quando l'applicazione cambia. Per i sistemi critici ha senso più spesso. Il punto è che sia in calendario, non lasciata al «prima o poi lo proviamo».

Cosa c'entra il backup con la sicurezza offensiva?

C'entra perché il ripristino è la vostra ultima difesa quando le altre cedono: un attacco che cifra o distrugge i dati (ransomware) si batte tornando operativi da una copia sana. Un test di sicurezza trova le porte da chiudere; la prova di ripristino garantisce che, se qualcosa passa comunque, avete un modo di ripartire. Sono le due facce della stessa prudenza.

Sapete dire, con un numero, quanto tempo e quanti dati perdereste se il sistema saltasse ora? Se la risposta è un'ipotesi, facciamo la prova insieme. Consulenza gratuita.

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