Backup: due domande a cui quasi nessuna azienda sa rispondere

Quanti dati potete permettervi di perdere, e per quanto tempo potete stare fermi. Tutto il resto viene da lì.

8 minDirezione, responsabili IT, titolari

Cosa portare a casa

Risposta breve

La strategia di continuità si definisce con due numeri: quanto lavoro potete permettervi di perdere e quanto tempo potete restare fermi. Da quei due numeri discendono la frequenza dei salvataggi, dove conservarli e quanto deve essere veloce il ripristino. Senza deciderli, si comprano soluzioni a caso.

Un backup mai ripristinato non è un backup: è una speranza.

Le copie devono stare anche fuori dalla sede e scollegate.

Il tempo di ripristino conta quanto la frequenza dei salvataggi.

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Le due domande

DomandaCosa determinaEsempio di risposta
Quanto lavoro possiamo perdere?La frequenza dei salvataggiUn'ora, mezza giornata, un giorno
Quanto possiamo stare fermi?Il tipo di soluzione necessariaQualche ora, un giorno, una settimana

Le risposte non sono uguali per tutti i sistemi: il gestionale con gli ordini può richiedere un'ora, l'archivio dei documenti di dieci anni fa può tollerarne molto di più. Differenziare evita di pagare per tutti la protezione che serve a uno.

Il modo più rapido per rispondere è chiedersi cosa succederebbe concretamente. Se il gestionale sparisse ora, quante ore di lavoro andrebbero rifatte? Se restaste fermi tre giorni, cosa smetterebbe di funzionare — la produzione, le consegne, la fatturazione?

Dove devono stare le copie

La regola, in forma pratica

  • Almeno tre copie dei dati, contando l'originale.
  • Su almeno due supporti o servizi diversi.
  • Almeno una fuori dalla sede: un incendio o un furto non deve portarsi via tutto.
  • Almeno una scollegata o non modificabile: è ciò che protegge da un attacco che cifra i dati.
  • Zero errori nell'ultima verifica di ripristino.

Il ripristino, che è la parte vera

  1. 01

    Provarlo, non solo configurarlo

    Una prova all'anno, su un ambiente separato, con il cronometro. È l'unica verifica che dice se il backup esiste davvero.

  2. 02

    Misurare quanto ci vuole

    Molte aziende scoprono che ripristinare richiede giorni, quando la risposta alla seconda domanda era «qualche ora».

  3. 03

    Scrivere la procedura

    Chi la esegue, con quali credenziali, in che ordine. Nel momento del bisogno la persona che sa come si fa potrebbe essere in ferie.

  4. 04

    Verificare il contenuto, non solo il completamento

    Un salvataggio che termina senza errori può contenere dati incompleti: va aperto e controllato.

  5. 05

    Rifarlo dopo ogni cambio importante

    Nuovo gestionale, nuovo server, nuovo fornitore: sono i momenti in cui le procedure smettono di corrispondere alla realtà.

Cosa spesso non è coperto

ElementoChi pensa che sia copertoRealtà tipica
Dati nei servizi in abbonamentoIl fornitoreMolti garantiscono la continuità del servizio, non il recupero da una cancellazione vostra
Caselle di postaL'amministratoreSpesso conservate solo per un periodo limitato
File sui computer delle personeNessunoQuasi mai coperti, e contengono cose importanti
Configurazioni dei sistemiL'ITSpesso non salvate: si salvano i dati, non come farli funzionare
Il sito web e i suoi contenutiL'agenziaDa verificare esplicitamente, non darlo per scontato

La prima riga merita attenzione: la responsabilità del fornitore di un servizio in abbonamento riguarda tipicamente la disponibilità del servizio, non il recupero di dati cancellati per errore da un vostro utente. La distinzione è nel contratto, e va letta.

Risorse collegate utili

Domande frequenti

Ogni quanto va fatto il backup?

Dipende da quanto lavoro potete permettervi di perdere, e la risposta cambia per sistema: il gestionale con gli ordini può richiedere salvataggi orari, l'archivio storico molto meno. Differenziare evita di pagare per tutti la protezione che serve a uno.

Dove vanno conservate le copie?

Almeno tre copie contando l'originale, su almeno due supporti diversi, con almeno una fuori sede e almeno una scollegata o non modificabile. L'ultima è quella che protegge da un attacco che cifra i dati, e che nella maggior parte dei casi manca.

Perché provare il ripristino?

Perché è l'unica verifica che dice se il backup esiste davvero. Le scoperte più comuni nel momento del bisogno sono: salvataggi interrotti da mesi, copie incomplete, o nessuno che sappia come si ripristina.

I dati sui servizi in abbonamento sono già protetti?

Non necessariamente: la responsabilità del fornitore riguarda tipicamente la disponibilità del servizio, non il recupero di dati cancellati per errore da un vostro utente. La distinzione è nel contratto e va letta prima di darla per scontata.

Cosa viene dimenticato più spesso?

Le configurazioni dei sistemi: si salvano i dati ma non le informazioni che servono a farli funzionare. E i file sui computer delle persone, che quasi mai rientrano in una procedura e quasi sempre contengono qualcosa di importante.

Rispondi alle due domande — quanto puoi perdere, quanto puoi stare fermo — e il resto lo impostiamo insieme.

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