Come vengono compromessi i siti
| Via d'ingresso | Frequenza | Prevenzione |
|---|---|---|
| Componente aggiuntivo non aggiornato | La più comune in assoluto | Aggiornamenti regolari, componenti ridotti al minimo |
| Password deboli o riutilizzate | Molto comune | Password uniche e verifica in due passaggi sugli accessi amministrativi |
| Accessi lasciati attivi a ex fornitori | Comune, e invisibile | Revisione periodica degli utenti |
| Versione del sistema del sito mai aggiornata | Comune | Manutenzione programmata |
| Server condiviso con altri siti compromessi | Occasionale | Hosting che isola i siti |
| Attacco mirato all'azienda | Raro nelle PMI | Difesa specifica, solo se il profilo di rischio lo giustifica |
Le prime quattro righe coprono quasi tutto, e sono tutte questioni di manutenzione e disciplina, non di tecnologia.
Le difese che valgono la spesa
In ordine di rapporto tra beneficio e costo
- Aggiornamenti applicati con regolarità, non «quando ci si ricorda».
- Copie di sicurezza automatiche, conservate fuori dal server del sito, e provate almeno una volta in ripristino.
- Verifica in due passaggi su tutti gli accessi amministrativi.
- Certificato di sicurezza attivo e rinnovo automatico, con tutto il sito servito in modo cifrato.
- Numero di componenti aggiuntivi ridotto: ogni estensione installata è una porta in più.
- Elenco degli utenti rivisto due volte l'anno, con rimozione di chi non lavora più con voi.
- Un firewall applicativo, che filtra i tentativi più comuni prima che arrivino al sito.
Se il sito è già stato compromesso
- 01
Metterlo offline o in manutenzione
Un sito compromesso può distribuire contenuti dannosi ai visitatori e viene segnalato dai motori di ricerca: lasciarlo online aggrava il danno di reputazione.
- 02
Cambiare tutte le credenziali
Accessi amministrativi, database, spazio hosting, area del gestore del dominio. Cambiarne solo una parte è il motivo per cui molti siti vengono ricompromessi dopo pochi giorni.
- 03
Ripristinare da una copia precedente all'intrusione
Pulire l'installazione compromessa è più lungo e meno affidabile. Serve però sapere quando è avvenuta l'intrusione, altrimenti si ripristina il problema.
- 04
Chiudere la porta d'ingresso
Ripristinare senza aggiornare il componente vulnerabile significa essere di nuovo compromessi entro poco.
- 05
Valutare se sono stati coinvolti dati personali
Se il sito trattava dati di clienti o utenti, la compromissione può far scattare obblighi di notifica con tempi stretti. È il punto in cui va coinvolto subito il consulente privacy, prima di decidere qualsiasi cosa.
La domanda da fare al fornitore
| Domanda | Cosa rivela |
|---|---|
| Chi applica gli aggiornamenti, e con che frequenza? | Se la risposta è «il cliente», il sito non verrà aggiornato |
| Dove sono conservate le copie di sicurezza? | Se sono sullo stesso server, in caso di problema non ci saranno |
| Quando è stata provata l'ultima volta un ripristino? | La risposta è quasi sempre «mai» |
| Chi ha accesso amministrativo oggi? | Spesso emergono utenti di persone che non lavorano più al progetto |
| Cosa succede se il sito viene compromesso di sabato? | Chiarisce tempi di intervento e responsabilità |