Il conto alla rovescia legale
Il titolare notifica la violazione all'autorità di controllo «senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore dal momento in cui ne è venuto a conoscenza», a meno che sia improbabile che presenti un rischio per i diritti e le libertà delle persone.
Regolamento UE 2016/679 (GDPR), art. 33
Due parole di quella frase decidono tutto. «Ne è venuto a conoscenza»: il cronometro parte dalla scoperta, quindi tenere gli occhi chiusi non lo ferma, e accorgersene tardi non allunga il termine. «A meno che sia improbabile che presenti un rischio»: non ogni violazione va notificata, ma stabilire se rientra nell'eccezione è una valutazione che va fatta e messa per iscritto, non un'assenza di decisione.
Cosa fare nelle prime ore, in parallelo
- 01
Contenere, senza distruggere
Fermare la falla — isolare il sistema, chiudere l'accesso sfruttato, cambiare le credenziali — ma senza cancellare o reinstallare tutto: quelle sono le tracce che serviranno a capire cosa è successo.
- 02
Attivare chi deve decidere
Avvisare subito la direzione, il responsabile privacy e il legale. La decisione sulla notifica è loro, e hanno 72 ore: prima li coinvolgete, più tempo hanno.
- 03
Capire cosa è stato toccato
Quali dati, di quante persone, per quanto tempo esposti. È la base sia della valutazione legale sia della risposta tecnica. Spesso è la parte più lenta, ed è il motivo per cui le tracce non vanno distrutte.
- 04
Documentare tutto, dall'inizio
Ora della scoperta, cosa avete visto, cosa avete fatto e quando. Serve alla notifica e serve a voi: una violazione mal documentata è una violazione difficile da difendere.
- 05
Ripristinare da una copia sicura
Solo dopo aver raccolto le tracce, si rimette in piedi il sistema da un backup che sapete integro. Se non avete mai provato un ripristino, è il momento peggiore per scoprire che non funziona.