Il sito è stato hackerato: cosa fare nelle prime due ore

    L'ordine delle azioni conta più della velocità. Fatte nella sequenza sbagliata, alcune cose cancellano le prove di come sono entrati e vi fanno ricompromettere in una settimana.

    9 minChi ha scoperto adesso che il proprio sito è compromesso

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Nelle prime due ore servono cinque cose, in quest'ordine: mettere il sito in manutenzione, cambiare le password da un computer pulito, fare una copia dello stato attuale prima di toccare qualsiasi cosa, capire se sono stati esposti dati personali, e solo dopo ripulire. Chi ripulisce per primo perde le prove e riapre lo stesso buco.

    Fare la copia dello stato compromesso prima di ripulire: senza, non saprete mai da dove sono entrati.

    Ripristinare un backup senza chiudere il buco significa essere ricompromessi in pochi giorni.

    Se possono essere stati toccati dati personali, ci sono obblighi con tempi stretti: chiedete subito al vostro consulente.

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    I cinque passi, in quest'ordine

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      1. Mettete il sito offline o in manutenzione

      Serve a fermare il danno verso i visitatori: pagine che infettano, reindirizzamenti verso truffe, pagine di finto pagamento create a vostro nome. Vale anche per la reputazione: un sito segnalato come pericoloso perde fiducia molto più in fretta di uno in manutenzione.

    2. 02

      2. Cambiate le password, da un computer che sapete pulito

      Pannello dell'hosting, area del registrar del dominio, accessi al sito, database, FTP, email collegate. Se il vostro computer potrebbe essere quello compromesso, fatelo da un altro dispositivo: cambiare le password da una macchina infetta significa consegnare anche quelle nuove.

    3. 03

      3. Fate una copia di com'è adesso, prima di toccare qualcosa

      File e database, così come sono. È la parte che tutti saltano e che serve a due cose: capire da dove sono entrati, e avere qualcosa da mostrare se emergono obblighi di segnalazione. Ripulire prima cancella le prove per sempre.

    4. 04

      4. Verificate se possono essere stati toccati dati personali

      Anagrafiche clienti, ordini, moduli di contatto ricevuti, credenziali degli utenti. Se la risposta è «forse sì», è il momento di sentire il vostro consulente privacy: in questi casi esistono obblighi con tempi molto stretti, e la scadenza decorre da quando ve ne accorgete.

    5. 05

      5. Solo adesso si ripulisce

      Ripristino da un backup precedente alla compromissione, aggiornamento di tutto, chiusura del punto d'ingresso. Nell'ordine: prima si capisce come sono entrati, poi si rimette online.

    Cosa non fare mai

    ErrorePerché sembra sensatoCosa provoca
    Ripristinare il backup e bastaIl sito torna a funzionare subitoIl buco è ancora lì: ricompromissione in pochi giorni
    Cancellare i file straniSembra puliziaCancella le prove e quasi mai tutto il codice ostile
    Pagare un riscattoSembra la via rapidaNon garantisce nulla e vi segnala come chi paga
    Cambiare password dal computer infettoÈ il più a portata di manoLe nuove password vengono catturate uguale
    Rimettere online in frettaSi perdono ordiniGoogle può segnalarvi come pericolosi: si perde molto di più
    Non dire nulla a nessunoSembra contenere il dannoSe ci sono dati coinvolti, il silenzio è il problema più grave

    La prima riga è di gran lunga la più frequente. Un backup ripristinato senza aver chiuso il punto d'ingresso è un sito che torna esattamente vulnerabile com'era.

    Come sono entrati, quasi sempre

    • Un componente o un tema non aggiornato da mesi, con una vulnerabilità nota e pubblica.
    • Una password debole o riusata su un altro servizio che è stato violato.
    • Un accesso amministrativo di qualcuno che non lavora più con voi e che nessuno ha revocato.
    • Il computer di una persona dello staff, compromesso, con le credenziali salvate nel browser.
    • Un hosting condiviso dove è stato compromesso un altro sito.
    • Un componente scaricato da una fonte non ufficiale, che conteneva già il problema.

    Come si torna online davvero

    Prima di riaprire al pubblico

    • Il punto d'ingresso è stato individuato e chiuso, non solo ipotizzato.
    • Tutto è aggiornato all'ultima versione disponibile.
    • Le utenze amministrative sono state riviste una per una, e quelle sconosciute rimosse.
    • Le password sono nuove, diverse tra loro, e c'è la verifica in due passaggi dove è possibile.
    • I backup automatici funzionano e sono conservati fuori dallo stesso server.
    • Avete chiesto la revisione a Google, se il sito era stato segnalato.
    • Qualcuno controllerà gli aggiornamenti ogni mese, con un nome e cognome.

    Il punto in cui questa guida si ferma è chiaro: mettere offline, cambiare le password e fare la copia potete farlo stanotte da soli, e sono le cose che contano di più. Individuare il punto d'ingresso, ripulire il codice, ripristinare da un backup pulito e togliere la segnalazione di Google è un lavoro tecnico che richiede qualcuno che l'abbia già fatto. Se vi serve, scriveteci: la prima cosa che vi chiederemo è se avete fatto la copia del punto 3.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Cosa fare per primo se il sito è stato hackerato?

    Mettere il sito offline o in manutenzione, poi cambiare le password da un computer che sapete pulito, poi fare una copia dello stato attuale prima di toccare qualsiasi cosa. Ripulire viene dopo: chi ripulisce per primo cancella le prove di come sono entrati.

    Posso semplicemente ripristinare un backup?

    È l'errore più comune. Il backup rimette il sito come era, compreso il punto d'ingresso che hanno usato: senza chiudere quello, la ricompromissione arriva in pochi giorni. Prima si capisce da dove sono entrati, poi si ripristina.

    Devo avvisare qualcuno?

    Se possono essere stati toccati dati personali — anagrafiche, ordini, richieste dai moduli, credenziali degli utenti — esistono obblighi con tempi molto stretti, e la scadenza decorre da quando ve ne accorgete. Sentite subito il vostro consulente privacy: è la parte con meno margine di rinvio.

    Come sono entrati?

    Quasi sempre da un componente non aggiornato con una vulnerabilità nota, da una password debole o riusata, o da un accesso amministrativo mai revocato. Nella grande maggioranza dei casi non è un attacco mirato: sono programmi che cercano automaticamente versioni vulnerabili.

    Come faccio a sapere se il lavoro di pulizia è finito?

    Chiedendo da dove sono entrati. Se chi ha ripulito non sa rispondere, è stato rimosso solo ciò che si vedeva. Un intervento serio finisce con quella risposta, non con il sito che torna a caricarsi.

    Dicci da quando è offline e se hai un backup precedente: in mezz'ora sappiamo se si ripulisce o se conviene ricostruire.

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