Il modulo di contatto non recapita, e non lo sai

    È il guasto più silenzioso che esista: il visitatore vede «messaggio inviato», voi non ricevete nulla, e nessuno dei due se ne accorge. Si verifica in due minuti.

    8 minChiunque abbia un modulo di contatto sul proprio sito

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Un modulo di contatto può smettere di recapitare senza che nulla lo segnali: il visitatore riceve comunque la conferma, e voi semplicemente vedete meno richieste. Si verifica mandandosi una richiesta di prova da un altro dispositivo, e le cause sono quasi sempre quattro, tutte risolvibili.

    Il guasto è silenzioso: nessun errore avvisa né voi né il visitatore.

    La verifica richiede due minuti e va fatta da un altro dispositivo, non dal vostro computer.

    Salvare le richieste anche fuori dall'email è l'unica difesa che regge davvero.

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    La verifica, adesso

    1. 01

      Aprite il vostro sito dal telefono, con i dati mobili

      Non dal computer dell'ufficio: da lì potreste vedere una versione in cache o passare da una rete che si comporta diversamente.

    2. 02

      Compilate il modulo come farebbe un cliente

      Con un indirizzo email vero e diverso dai vostri, e un testo riconoscibile tipo «prova del [data]».

    3. 03

      Aspettate cinque minuti e guardate

      Nella casella dove dovrebbe arrivare, e poi nello spam. Controllate anche eventuali caselle collettive o alias.

    4. 04

      Se non arriva, ripetete cambiando indirizzo del mittente

      Alcune configurazioni bloccano solo certi domini di provenienza: sapere se arriva da uno e non da un altro restringe molto la ricerca.

    Le quattro cause, in ordine di frequenza

    CausaCome si riconosceCosa serve
    L'email finisce nello spam del destinatarioArriva, ma nella cartella sbagliataConfigurare correttamente l'invio dal vostro dominio
    Il sito manda l'email a nome del visitatoreBloccata dai controlli anti-falsificazioneMandare a nome vostro, con risposta al visitatore
    Credenziali di posta cambiate o scaduteHa smesso di colpo, in una data precisaAggiornare la configurazione di invio
    Indirizzo di destinazione non più validoCasella di una persona che non c'è piùUn indirizzo aziendale, letto da più persone

    La seconda riga è tecnica ma vale la pena capirla: molti moduli sono configurati per mandare l'email come se la scrivesse il visitatore. I sistemi di posta moderni lo interpretano come una falsificazione e la scartano. La configurazione corretta è mandare sempre a nome del vostro dominio, mettendo il visitatore come indirizzo di risposta.

    La difesa che regge davvero

    L'email è un canale che può fallire in molti modi e senza avvisare. Per questo un modulo di contatto fatto bene non si limita a mandare un messaggio: registra la richiesta anche da qualche altra parte, così se l'email si perde la richiesta rimane.

    Come dovrebbe essere fatto

    • La richiesta viene salvata prima che si tenti l'invio dell'email, non dopo.
    • L'email parte da un indirizzo del vostro dominio, con il visitatore come indirizzo di risposta.
    • La conferma al visitatore compare solo se la richiesta è stata effettivamente presa in carico.
    • Le richieste vanno a un indirizzo aziendale letto da più di una persona, non a una casella personale.
    • C'è un controllo periodico: una richiesta di prova al mese, messa in calendario.
    • Chi riceve sa entro quanto rispondere, perché una richiesta ricevuta e lasciata lì è persa uguale.

    Se scoprite che era rotto

    • Guardate se il sito conserva le richieste da qualche parte: alcuni sistemi le salvano anche quando l'invio fallisce, e potreste recuperarne una parte.
    • Controllate le statistiche: quante persone hanno visto la pagina di ringraziamento in quel periodo vi dice quante richieste avete perso.
    • Se recuperate dei contatti, scrivete: «ci siamo accorti di un problema tecnico, la sua richiesta è arrivata in ritardo» è una email che viene accolta molto meglio di quanto temiate.
    • Sistemate prima la configurazione, poi rimettete in funzione: rimettere online un modulo rotto raddoppia solo le richieste perse.

    La verifica dei due minuti fatela oggi, chiunque vi abbia fatto il sito. Se scoprite che non arriva nulla e non sapete dove mettere le mani, scriveteci: è un intervento breve, e il primo che facciamo su qualsiasi sito che ci arriva.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Come faccio a sapere se il modulo del mio sito funziona?

    Mandandovi una richiesta di prova dal telefono con i dati mobili, con un indirizzo email diverso dai vostri, e controllando anche lo spam dopo cinque minuti. Non fatelo dal computer dell'ufficio: potreste vedere una versione in cache.

    Perché non mi arriva niente anche se il sito dice «messaggio inviato»?

    Perché quel messaggio viene mostrato prima che l'invio riesca davvero. È il guasto più silenzioso che esista: il visitatore è convinto di avervi scritto e voi vedete solo meno richieste del solito.

    Qual è la causa più frequente?

    L'email che finisce nello spam, spesso perché il modulo la manda a nome del visitatore: i sistemi di posta lo interpretano come una falsificazione. La configurazione corretta è mandare dal vostro dominio, mettendo il visitatore come indirizzo di risposta.

    Come evito che si ripeta?

    Facendo salvare la richiesta prima del tentativo di invio, così se l'email si perde la richiesta resta; mandandola a un indirizzo aziendale letto da più persone; e mettendo in calendario una richiesta di prova al mese.

    Posso recuperare le richieste perse?

    In parte, a volte: alcuni sistemi le salvano anche quando l'invio fallisce. Le statistiche vi dicono quante persone hanno visto la pagina di ringraziamento, cioè quante richieste avete perso. Scrivere a chi recuperate funziona meglio di quanto si tema.

    Fai la prova dei due minuti adesso. Se non ti arriva niente, scrivici: è un intervento breve e lo facciamo per primo su ogni sito che ci arriva.

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