La verifica, adesso
- 01
Aprite il vostro sito dal telefono, con i dati mobili
Non dal computer dell'ufficio: da lì potreste vedere una versione in cache o passare da una rete che si comporta diversamente.
- 02
Compilate il modulo come farebbe un cliente
Con un indirizzo email vero e diverso dai vostri, e un testo riconoscibile tipo «prova del [data]».
- 03
Aspettate cinque minuti e guardate
Nella casella dove dovrebbe arrivare, e poi nello spam. Controllate anche eventuali caselle collettive o alias.
- 04
Se non arriva, ripetete cambiando indirizzo del mittente
Alcune configurazioni bloccano solo certi domini di provenienza: sapere se arriva da uno e non da un altro restringe molto la ricerca.
Le quattro cause, in ordine di frequenza
| Causa | Come si riconosce | Cosa serve |
|---|---|---|
| L'email finisce nello spam del destinatario | Arriva, ma nella cartella sbagliata | Configurare correttamente l'invio dal vostro dominio |
| Il sito manda l'email a nome del visitatore | Bloccata dai controlli anti-falsificazione | Mandare a nome vostro, con risposta al visitatore |
| Credenziali di posta cambiate o scadute | Ha smesso di colpo, in una data precisa | Aggiornare la configurazione di invio |
| Indirizzo di destinazione non più valido | Casella di una persona che non c'è più | Un indirizzo aziendale, letto da più persone |
La seconda riga è tecnica ma vale la pena capirla: molti moduli sono configurati per mandare l'email come se la scrivesse il visitatore. I sistemi di posta moderni lo interpretano come una falsificazione e la scartano. La configurazione corretta è mandare sempre a nome del vostro dominio, mettendo il visitatore come indirizzo di risposta.
La difesa che regge davvero
L'email è un canale che può fallire in molti modi e senza avvisare. Per questo un modulo di contatto fatto bene non si limita a mandare un messaggio: registra la richiesta anche da qualche altra parte, così se l'email si perde la richiesta rimane.
Come dovrebbe essere fatto
- La richiesta viene salvata prima che si tenti l'invio dell'email, non dopo.
- L'email parte da un indirizzo del vostro dominio, con il visitatore come indirizzo di risposta.
- La conferma al visitatore compare solo se la richiesta è stata effettivamente presa in carico.
- Le richieste vanno a un indirizzo aziendale letto da più di una persona, non a una casella personale.
- C'è un controllo periodico: una richiesta di prova al mese, messa in calendario.
- Chi riceve sa entro quanto rispondere, perché una richiesta ricevuta e lasciata lì è persa uguale.
Se scoprite che era rotto
- Guardate se il sito conserva le richieste da qualche parte: alcuni sistemi le salvano anche quando l'invio fallisce, e potreste recuperarne una parte.
- Controllate le statistiche: quante persone hanno visto la pagina di ringraziamento in quel periodo vi dice quante richieste avete perso.
- Se recuperate dei contatti, scrivete: «ci siamo accorti di un problema tecnico, la sua richiesta è arrivata in ritardo» è una email che viene accolta molto meglio di quanto temiate.
- Sistemate prima la configurazione, poi rimettete in funzione: rimettere online un modulo rotto raddoppia solo le richieste perse.
La verifica dei due minuti fatela oggi, chiunque vi abbia fatto il sito. Se scoprite che non arriva nulla e non sapete dove mettere le mani, scriveteci: è un intervento breve, e il primo che facciamo su qualsiasi sito che ci arriva.