Le tre cose, spiegate una volta per tutte
| Servizio | Cos'è | Cosa succede se manca |
|---|---|---|
| Dominio | Il nome, affittato di anno in anno | Il sito non è più raggiungibile e la posta smette di funzionare |
| Hosting | Lo spazio e il server dove vivono le pagine | Il nome funziona ma non porta da nessuna parte |
| Posta elettronica | Un servizio separato che usa lo stesso nome | Il sito resta online ma nessuno riceve email |
| Certificato di sicurezza | Cifra il traffico tra visitatore e sito | Il browser mostra un avviso e la maggior parte delle persone esce |
| Sistema dei nomi | Le indicazioni che collegano il nome ai servizi | Tutto smette di funzionare pur essendo tutto attivo |
L'ultima riga è quella che genera più panico e meno comprensione: è un elenco di indicazioni, modificabile in pochi minuti, che dice al mondo dove trovare il sito e dove consegnare la posta. Chi lo controlla controlla tutto.
Quanto conta l'hosting
Più di quanto sembri, e in una direzione precisa: la velocità del sito. Un hosting condiviso a basso costo ospita centinaia di siti sulla stessa macchina, e quando uno di loro ha un picco, rallentano tutti. La differenza si vede nei momenti che contano — una campagna attiva, una notizia, un lancio.
| Tipo | Adatto a | Limite principale |
|---|---|---|
| Condiviso economico | Siti vetrina con poche visite | Prestazioni imprevedibili, poco controllo |
| Condiviso gestito di qualità | La maggior parte dei siti aziendali | Costa di più, ma raramente è un problema |
| Server dedicato o virtuale | Applicazioni, e-commerce con volumi | Richiede qualcuno che lo amministri |
| Piattaforme gestite in cloud | Siti e app che devono reggere picchi | Costo variabile in base al traffico |
| Hosting incluso nel canone dell'agenzia | Comodo finché dura | Se cambiate agenzia, cambiate tutto insieme |
La posta aziendale
- Tenere la posta sullo stesso spazio del sito è comodo e fragile: un problema al sito porta giù anche le email.
- Le caselle su servizi professionali costano poco per utente e includono archiviazione, ricerca e calendario condivisi.
- Le caselle vanno intestate all'azienda, non alla persona che le ha create: quando quella persona va via, non deve portarsi via l'accesso.
- Servono le impostazioni che autorizzano chi può inviare a vostro nome: senza, le vostre email finiscono nella posta indesiderata dei clienti.
- Le email inviate dal sito — conferme d'ordine, moduli di contatto — vanno spedite da un servizio dedicato, non dal server del sito.
Il quarto punto è quello che sorprende: molte aziende scoprono di avere un problema di consegna solo dopo mesi, quando qualcuno segnala di non aver mai ricevuto un preventivo. Le impostazioni corrette si mettono una volta e si verificano con strumenti gratuiti.
Cosa verificare oggi
Dieci minuti, una volta l'anno
- A nome di chi è registrato il dominio: deve essere l'azienda, non l'agenzia né un dipendente.
- Quando scade, e se il rinnovo automatico è attivo con un metodo di pagamento valido.
- Chi ha accesso al pannello del gestore del dominio.
- Dove sono le copie di sicurezza del sito e chi sa ripristinarle.
- Chi ha accesso amministrativo all'hosting.
- Se la posta è separata dal sito.
- Se il certificato di sicurezza si rinnova da solo.