Chi possiede davvero il tuo sito: la verifica che nessuno fa finché non serve

    Il momento in cui si scopre che il dominio è intestato all'agenzia è sempre il momento peggiore possibile.

    8 minTitolari, direzione, chi gestisce i fornitori

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Un sito è composto da elementi con proprietà distinte: il dominio, il codice, i contenuti, gli account pubblicitari, le statistiche, le caselle di posta. Ognuno può essere intestato a soggetti diversi, e il momento in cui ci si accorge di non controllarli è quasi sempre quello in cui si sta cambiando fornitore.

    Ogni pezzo del sito ha una proprietà separata, e va verificata singolarmente.

    Gli account pubblicitari e statistici sono quelli che si perdono più spesso.

    La verifica va fatta quando i rapporti sono buoni, non quando servono.

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    Gli otto elementi da verificare

    ElementoChi dovrebbe possederloCome si verifica
    DominioL'azienda, con contatto amministrativo internoInterrogando i registri pubblici del dominio
    HostingL'azienda, o l'agenzia ma con dati esportabiliChiedendo le credenziali di accesso
    Codice del sitoL'azienda, salvo licenza dichiarataDeve essere scritto nel contratto
    Contenuti e immaginiL'azienda, con licenze d'uso valideVerificando la provenienza delle immagini
    Account delle statisticheL'azienda, con l'agenzia come collaboratoreAprendo le impostazioni e guardando chi è titolare
    Account pubblicitariL'azienda, sempreCome sopra; è quello che si perde più spesso
    Scheda dell'attività su GoogleL'aziendaVerificando i gestori nella scheda
    Caselle di postaL'aziendaGuardando a chi è intestato il servizio

    Le due righe sugli account pubblicitari e statistici sono quelle che creano più danni: perdere lo storico di anni di campagne significa ripartire senza sapere cosa ha funzionato, e i dati non sono recuperabili.

    Le tre situazioni più comuni

    1. 01

      Il dominio intestato all'agenzia

      Spesso senza malizia: l'hanno registrato loro quindici anni fa e nessuno ci ha più pensato. Diventa un problema solo quando volete andarvene, e a quel punto la buona fede dipende dai rapporti.

    2. 02

      L'account pubblicitario creato dall'agenzia

      L'azienda paga le campagne ma non è titolare dell'account. Chiudendo il rapporto si perdono storico, segmenti di pubblico e dati di conversione costruiti in anni.

    3. 03

      Il sito costruito su una piattaforma proprietaria

      Il codice non è cedibile perché non esiste come oggetto separato: è un sistema dell'agenzia. Non è illegittimo, ma va saputo prima, perché significa che il sito va rifatto da zero se cambiate.

    Cosa scrivere nel contratto

    Clausole che evitano tutto quanto sopra

    • Il dominio è e resta intestato al cliente, con contatto amministrativo interno all'azienda.
    • Al termine del rapporto il cliente riceve codice, database, contenuti e copie di sicurezza in formato utilizzabile, entro un termine definito.
    • Gli account pubblicitari, statistici e di posta sono creati sotto la titolarità del cliente, con il fornitore come collaboratore.
    • Le immagini e i contenuti forniti hanno licenze d'uso trasferibili, e le licenze sono elencate.
    • Se il sito si basa su una piattaforma proprietaria non cedibile, è dichiarato esplicitamente.
    • Le credenziali amministrative sono disponibili al cliente su richiesta, in qualsiasi momento.

    Sono clausole ordinarie, che un fornitore serio accetta senza discutere: non chiedono nulla di più di ciò che è corretto. La reazione a questa richiesta è, di per sé, un'informazione utile su chi avete davanti.

    Se scoprite di non controllare qualcosa

    SituazioneCosa fare
    Dominio intestato ad altri, rapporti buoniChiedere il trasferimento come attività ordinaria, senza drammatizzare
    Dominio intestato ad altri, rapporti tesiVerificare le regole del registro competente prima di muoversi
    Account pubblicitario altruiCreare da subito un account proprio e collegarlo, prima di rompere
    Statistiche su account altruiEsportare lo storico ora: dopo non sarà più possibile
    Piattaforma proprietariaValutare la ricostruzione con calma, non sotto pressione

    In tutti i casi la regola è la stessa: agire mentre la collaborazione è ancora funzionante. Ogni passaggio è semplice in un rapporto sereno e complicato in una separazione.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Come verifico a chi è intestato il mio dominio?

    Interrogando i registri pubblici del dominio, che mostrano il titolare e i contatti amministrativi. È una verifica di due minuti, e va fatta oggi: se emerge un problema, risolverlo in un rapporto sereno è ordinaria amministrazione.

    Il codice del sito è mio?

    Dipende da cosa dice il contratto. Se non c'è scritto nulla, è una zona grigia da chiarire. Va inoltre verificato se il sito si basa su una piattaforma proprietaria del fornitore, nel qual caso non esiste come oggetto cedibile e cambiando fornitore va rifatto.

    Cosa si perde più spesso cambiando agenzia?

    Lo storico degli account pubblicitari e statistici, quando sono stati creati sotto la titolarità dell'agenzia. Non è recuperabile, e significa ripartire senza sapere quali campagne e quali pagine hanno funzionato negli anni precedenti.

    Cosa devo chiedere di scrivere nel contratto?

    Che il dominio resti intestato all'azienda, che a fine rapporto riceviate codice, dati e contenuti in formato utilizzabile entro un termine, e che gli account pubblicitari e statistici siano sotto la vostra titolarità con il fornitore come collaboratore.

    Un fornitore serio accetta queste clausole?

    Sì, senza discutere: non chiedono nulla di più di quanto è corretto. La reazione alla richiesta è essa stessa un'informazione utile su chi avete davanti, ed è meglio raccoglierla all'inizio del rapporto che alla fine.

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