Danea Easyfatt non basta più: cosa viene dopo

    È il software con cui moltissime piccole aziende italiane sono cresciute. I limiti che si incontrano sono quasi sempre gli stessi tre.

    I limiti che si incontrano sono quasi sempre tre, e in quest'ordine: più persone che devono lavorarci insieme da posti diversi, il magazzino o i listini che diventano più complicati di quanto il software preveda, e la necessità di far parlare la fatturazione con un sito o con il lavoro sul campo. Solo il secondo è un buon motivo per cambiare prodotto: gli altri due si risolvono costruendoci accanto.

    6 minPiccole imprese, artigiani, commercianti

    I tre limiti, in ordine di frequenza

    1. 01

      Devono lavorarci in più persone, da posti diversi

      È il limite che si incontra per primo quando l'azienda cresce: chi è in cantiere, chi è dal cliente, chi è in ufficio. Non è un difetto del software, è il modello per cui è nato. Si risolve o passando a qualcosa pensato per il lavoro condiviso, o aggiungendo accanto uno strumento accessibile da fuori che poi riversa i dati.

    2. 02

      Il modo in cui vendi è diventato più complesso del software

      Listini diversi per cliente, sconti a scaglioni, varianti di prodotto, lotti, cauzioni, noleggi. Quando il tuo modo di fare prezzi non entra nelle caselle previste, cominciano i calcoli a mano fuori dal programma — ed è lì che nascono gli errori di fatturazione.

    3. 03

      Deve parlare con qualcos'altro

      Il sito che prende ordini, il portale dei clienti, i rapportini dei tecnici. Qui il problema non è il software di fatturazione: è che nessuno ha ancora costruito il ponte. È la situazione più risolvibile delle tre.

    Cosa non è un buon motivo per cambiare

    • «Vorrei che fosse più bello.» Un software amministrativo si giudica da quanto poco ci devi stare dentro.
    • «Tutti usano il cloud.» Il cloud risolve il lavoro condiviso e l'accesso da fuori. Se lavori in uno o due dalla stessa stanza, non ti risolve niente.
    • «Il commercialista mi ha consigliato l'altro.» Ottimo consiglio dal punto di vista dello studio, che riceve i dati. Chiedigli anche cosa cambia per chi ci lavora ogni giorno, che sei tu.
    • «Voglio tutto in un unico sistema.» È un obiettivo che costa moltissimo e raramente ripaga. Collegare bene due strumenti buoni costa meno che averne uno che fa tutto male.

    La via meno rischiosa quando il problema è l'accesso da fuori

    Il gestionale resta dov'è e continua a fare quello che fa bene: documenti, fatture, magazzino. Accanto si costruisce la sola cosa che manca — la schermata che il tecnico apre dal telefono a fine giornata, il portale dove il cliente vede i suoi documenti, il modulo con cui l'agente passa un ordine. I dati arrivano al gestionale in un solo verso, senza doppie digitazioni.

    Domande frequenti

    Si possono collegare i dati di Easyfatt a un sito o a un'app?
    Dipende dalla versione e dalla licenza, e va verificato con il rivenditore prima di progettare qualsiasi cosa. Dove l'accesso diretto non è previsto si lavora quasi sempre con esportazioni programmate: meno elegante, ma sufficiente per la maggior parte dei casi reali.
    Se cambio gestionale, i dati storici si portano dietro?
    Anagrafiche e documenti in genere sì, in qualche forma. Quello che si perde quasi sempre è il dettaglio: le impostazioni, i collegamenti fra documenti, lo storico dei movimenti di magazzino. Vale la pena chiedere al nuovo fornitore una prova di importazione su dati veri prima di firmare, non dopo.
    Quanto dura un cambio di gestionale in una piccola azienda?
    Dai due ai sei mesi considerando il periodo in cui si lavora su entrambi i sistemi, che è la parte che quasi nessuno mette in conto. Conviene farlo coincidere con l'inizio di un esercizio, perché spezzare un anno fiscale a metà raddoppia la confusione.

    Continua da qui

    Il gestionale va bene, ma manca un pezzo

    Dicci quale pezzo — gli ordini da fuori, i rapportini, i listini — e ti diciamo se si costruisce accanto e cosa serve verificare prima.

    • 30 minuti, online
    • Nessun impegno
    • Analisi del tuo caso reale
    • Risposta entro 24 ore