Formazione dei dipendenti: cosa vale la pena tracciare e cosa no

Tra la formazione obbligatoria da dimostrare e i corsi che nessuno ricorda, la differenza sta in cosa si registra e perché.

8 minHR, responsabili e direzione

Cosa portare a casa

Risposta breve

La formazione in azienda ha due nature diverse: quella obbligatoria, dove serve poter dimostrare che è stata fatta, e quella di sviluppo, dove serve sapere se è servita. La prima richiede un registro con le prove; la seconda richiede di collegare il corso a un'attività che la persona prima non sapeva fare. Confonderle produce archivi di attestati che nessuno usa.

Formazione obbligatoria e formazione di sviluppo si gestiscono in modo diverso.

Nelle PMI la formazione più efficace è l'affiancamento, ed è quella che nessuno registra.

Un corso che non cambia una cella della matrice competenze non è servito.

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Due cose diverse chiamate con lo stesso nome

Formazione obbligatoriaFormazione di sviluppo
Perché si faPerché è previsto da una normaPerché serve una competenza
Cosa contaPoterlo dimostrareChe la persona sappia fare qualcosa in più
Cosa si registraData, durata, attestato, scadenzaQuale attività la persona ora sa fare
Chi decideL'obbligoIl responsabile, sulla base di un bisogno
Rischio se mancaLegaleOperativo
Come si verificaL'attestato esiste?La cella nella matrice è cambiata?

Gestirle con lo stesso sistema va bene; valutarle con lo stesso criterio no. Un archivio di attestati non dice nulla su cosa le persone sanno fare.

La formazione obbligatoria: è un problema di prove

Qui il compito è semplice ma va fatto bene: per ogni persona, quali corsi sono previsti dalla mansione, quando sono stati fatti, quando scadono e dov'è l'attestato. È lo stesso registro delle scadenze, e conviene che sia letteralmente lo stesso: dividerli in due sistemi garantisce che uno dei due resti indietro.

  • L'elenco dei corsi previsti per ciascuna mansione, definito con l'RSPP.
  • Data di svolgimento e durata, come risultano dall'attestato.
  • L'attestato allegato, non solo la data.
  • La scadenza calcolata automaticamente dalla durata prevista.
  • L'avviso con anticipo sufficiente ad accorpare più persone nella stessa sessione.

La formazione che funziona davvero in una PMI

Non è il corso esterno: è l'affiancamento. Una persona che sta due settimane accanto a chi sa fare una cosa impara più di quanto imparerebbe in due giornate d'aula, e il trasferimento è immediatamente applicabile perché avviene sul lavoro vero.

Il problema è che l'affiancamento non lascia traccia. Non produce un attestato, spesso non è nemmeno pianificato: succede perché due persone si trovano a lavorare vicine. Il risultato è che l'azienda forma le persone e non lo sa.

  1. 01

    Renderlo esplicito

    Chi affianca chi, su quale attività, per quanto tempo. Bastano tre informazioni, decise dal responsabile quando la matrice competenze mostra una cella da riempire.

  2. 02

    Definire cosa significa «ha imparato»

    Non una valutazione: un compito. «Ha chiuso da solo tre pratiche di questo tipo senza correzioni». È verificabile e chiude l'affiancamento in modo netto.

  3. 03

    Aggiornare la matrice

    Il completamento sposta la cella da 1 a 2. È l'unico momento in cui la matrice cambia davvero, e collegarlo rende entrambe le cose utili.

Cosa non serve

  • Una piattaforma di e-learning, se non avete contenuti da erogare: il costo sta nei contenuti, non nella piattaforma.
  • Cataloghi di corsi generici: la formazione utile nasce da una cella vuota nella matrice, non da un elenco di offerte.
  • Questionari di gradimento: dicono se il corso è piaciuto, non se è servito.
  • Ore di formazione come indicatore: misura l'attività, non il risultato.
  • Percorsi strutturati a più livelli, sotto una certa dimensione aziendale: complessità senza beneficio.

L'unico indicatore che dice qualcosa è quante celle della matrice competenze sono cambiate nell'anno. Se nessuna è cambiata, la formazione fatta non ha modificato ciò che l'azienda sa fare — indipendentemente da quante ore d'aula sono state erogate.

Risorse collegate utili

Domande frequenti

Come si tiene traccia della formazione obbligatoria?

Con lo stesso registro delle scadenze: corso previsto per la mansione, data di svolgimento, attestato allegato, scadenza calcolata automaticamente. Tenerli in due sistemi separati garantisce che uno dei due resti indietro.

Serve una piattaforma di e-learning?

Solo se avete contenuti vostri da erogare a molte persone. Il costo di una piattaforma è basso; il costo dei contenuti è alto. Per una PMI, nella maggior parte dei casi conviene affidarsi a corsi esterni per l'obbligatoria e all'affiancamento per il resto.

Come si valuta se la formazione è servita?

Guardando se una cella della matrice competenze è cambiata: la persona sa fare qualcosa che prima non sapeva fare. I questionari di gradimento dicono se il corso è piaciuto, che è un'altra domanda.

Vale la pena tracciare l'affiancamento?

Sì, ed è la formazione più efficace in una PMI. Bastano tre informazioni — chi affianca chi, su cosa, e un compito che dimostra che ha imparato — per trasformare qualcosa che succede per caso in qualcosa che si può pianificare.

Quante ore di formazione all'anno sono giuste?

È la domanda sbagliata: le ore misurano l'attività, non il risultato. La domanda giusta è quante celle della matrice competenze volete cambiare quest'anno, e quali. Da lì discendono le ore, non il contrario.

Guarda quanti attestati hai archiviato l'anno scorso e quante cose in più l'azienda sa fare: se i due numeri non si assomigliano, il problema non è quanto formate.

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