Due cose diverse chiamate con lo stesso nome
| Formazione obbligatoria | Formazione di sviluppo | |
|---|---|---|
| Perché si fa | Perché è previsto da una norma | Perché serve una competenza |
| Cosa conta | Poterlo dimostrare | Che la persona sappia fare qualcosa in più |
| Cosa si registra | Data, durata, attestato, scadenza | Quale attività la persona ora sa fare |
| Chi decide | L'obbligo | Il responsabile, sulla base di un bisogno |
| Rischio se manca | Legale | Operativo |
| Come si verifica | L'attestato esiste? | La cella nella matrice è cambiata? |
Gestirle con lo stesso sistema va bene; valutarle con lo stesso criterio no. Un archivio di attestati non dice nulla su cosa le persone sanno fare.
La formazione obbligatoria: è un problema di prove
Qui il compito è semplice ma va fatto bene: per ogni persona, quali corsi sono previsti dalla mansione, quando sono stati fatti, quando scadono e dov'è l'attestato. È lo stesso registro delle scadenze, e conviene che sia letteralmente lo stesso: dividerli in due sistemi garantisce che uno dei due resti indietro.
- L'elenco dei corsi previsti per ciascuna mansione, definito con l'RSPP.
- Data di svolgimento e durata, come risultano dall'attestato.
- L'attestato allegato, non solo la data.
- La scadenza calcolata automaticamente dalla durata prevista.
- L'avviso con anticipo sufficiente ad accorpare più persone nella stessa sessione.
La formazione che funziona davvero in una PMI
Non è il corso esterno: è l'affiancamento. Una persona che sta due settimane accanto a chi sa fare una cosa impara più di quanto imparerebbe in due giornate d'aula, e il trasferimento è immediatamente applicabile perché avviene sul lavoro vero.
Il problema è che l'affiancamento non lascia traccia. Non produce un attestato, spesso non è nemmeno pianificato: succede perché due persone si trovano a lavorare vicine. Il risultato è che l'azienda forma le persone e non lo sa.
- 01
Renderlo esplicito
Chi affianca chi, su quale attività, per quanto tempo. Bastano tre informazioni, decise dal responsabile quando la matrice competenze mostra una cella da riempire.
- 02
Definire cosa significa «ha imparato»
Non una valutazione: un compito. «Ha chiuso da solo tre pratiche di questo tipo senza correzioni». È verificabile e chiude l'affiancamento in modo netto.
- 03
Aggiornare la matrice
Il completamento sposta la cella da 1 a 2. È l'unico momento in cui la matrice cambia davvero, e collegarlo rende entrambe le cose utili.
Cosa non serve
- Una piattaforma di e-learning, se non avete contenuti da erogare: il costo sta nei contenuti, non nella piattaforma.
- Cataloghi di corsi generici: la formazione utile nasce da una cella vuota nella matrice, non da un elenco di offerte.
- Questionari di gradimento: dicono se il corso è piaciuto, non se è servito.
- Ore di formazione come indicatore: misura l'attività, non il risultato.
- Percorsi strutturati a più livelli, sotto una certa dimensione aziendale: complessità senza beneficio.
L'unico indicatore che dice qualcosa è quante celle della matrice competenze sono cambiate nell'anno. Se nessuna è cambiata, la formazione fatta non ha modificato ciò che l'azienda sa fare — indipendentemente da quante ore d'aula sono state erogate.