Le cinque scelte, una per una
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A nome di chi
La vostra azienda, con la vostra partita IVA, e voi come contatto amministrativo. Mai il nipote, mai il tecnico, mai «l'agenzia lo tiene per comodità». È l'unica scelta di tutto il progetto che non si risolve pagando: il dominio è un contratto tra l'intestatario e il registrar, e per spostarlo serve la sua collaborazione.
- 02
Con quale indirizzo di contatto
Un indirizzo aziendale che legge più di una persona, non la casella personale di chi sta registrando. Gli avvisi di rinnovo vanno lì: la causa numero uno dei domini scaduti è un'email mandata a qualcuno che non lavora più in azienda.
- 03
Rinnovo automatico
Attivo, con un metodo di pagamento che non scada prima del dominio. E un promemoria nel calendario aziendale un mese prima, indipendente dagli avvisi del registrar: è la difesa che regge quando tutto il resto fallisce.
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Protezione dell'accesso
Verifica in due passaggi sull'account del registrar, e le credenziali in un gestore di password condiviso invece che in un foglio o in una email. Chi entra lì può spostare il vostro dominio ovunque.
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Blocco del trasferimento
Quasi tutti i registrar offrono un blocco che impedisce trasferimenti non autorizzati. Va tenuto attivo e disattivato solo quando volete davvero spostarvi.
Quale dominio scegliere
| Scelta | Quando | Attenzione |
|---|---|---|
| .it | Attività che lavora in Italia | Serve un contatto con requisiti specifici: verificate cosa chiede il registrar |
| .com | Se lavorate o venderete all'estero | Più spesso già occupato |
| Entrambi | Quando il nome è importante | Uno reindirizza sull'altro, non due siti uguali |
| Nome con trattini | Quasi mai | Si detta male al telefono, e si sbaglia |
| Nome del servizio invece dell'azienda | Progetti specifici | Legatelo comunque al dominio principale |
Il criterio pratico che vale più di tutti: provate a dettarlo al telefono. Se dovete spiegare come si scrive, ogni cliente dovrà farlo per sempre.
La posta aziendale
Un preventivo che arriva da un indirizzo di posta gratuito viene letto diversamente da uno che arriva dal dominio dell'azienda. È lo stesso preventivo; non produce la stessa impressione, soprattutto quando dall'altra parte c'è un'azienda che sta valutando dei fornitori.
Cosa serve, in pratica
- Una casella sul vostro dominio, presso un fornitore di posta serio: costa pochi euro al mese.
- I record che il fornitore di posta vi indica, inseriti nella gestione del dominio. Sono tre o quattro righe da copiare, non richiedono competenze.
- I record che dicono ai destinatari che le email partite a vostro nome sono vostre: senza, finite nello spam più facilmente e chiunque può fingersi voi.
- Un indirizzo generico che legge più di una persona — info, amministrazione — oltre a quelli personali.
- L'indirizzo che riceverà le richieste dal sito, deciso adesso e non alla fine.
Chi dovrebbe farlo da solo
Tutti. Questo è un passo che non ha ragione di essere delegato: si fa in mezz'ora, non richiede competenze, e delegarlo è esattamente il modo in cui nasce l'errore che non si disfa. Anche chi poi farà fare il sito a qualcun altro dovrebbe registrare il proprio dominio da sé, prima.