Una premessa netta
In tutte le altre guide di questa serie vi diciamo come si fa. Qui no, e non per prudenza formale: la protezione dei dati personali dipende da cosa raccogliete, perché, per quanto tempo e a chi lo mandate, ed è materia su cui vi risponde il vostro consulente conoscendo la vostra attività. Chiunque su internet vi dica «basta mettere questo banner» vi sta facendo un danno.
Cosa state per installare, davvero
Questa è la parte utile che quasi nessuno vi dice: molte cose che si aggiungono a un sito seguendo una guida portano con sé una raccolta di dati che non avete deciso e spesso non sapete.
| Cosa aggiungete | Cosa porta con sé | Da chiarire con il consulente |
|---|---|---|
| Statistiche del sito | Identificatori del visitatore, spesso trasferiti fuori dall'Unione europea | Se serve consenso preventivo e in che forma |
| Strumenti pubblicitari e pixel | Profilazione e collegamento con altre piattaforme | Quasi sempre il caso più delicato |
| Mappa incorporata | Connessione a un fornitore terzo appena si apre la pagina | Se caricarla solo su clic |
| Video incorporato | Idem, con identificatori già alla visualizzazione | Le modalità che riducono la raccolta |
| Caratteri tipografici caricati da un servizio esterno | L'indirizzo IP del visitatore va a quel servizio | Se conviene ospitarli voi |
| Modulo di contatto | Dati che raccogliete e conservate voi | Informativa, tempi di conservazione, chi accede |
| Chat o assistenza in tempo reale | Conversazioni conservate da un fornitore | Dove stanno e per quanto |
| Iscrizione a una newsletter | Base di contatti e obblighi propri | Come si raccoglie e come si dimostra il consenso |
La riga dei caratteri tipografici sorprende quasi tutti: un tema che carica i font da un servizio esterno manda l'indirizzo IP di ogni visitatore a quel servizio, senza che voi abbiate scelto nulla. È un esempio di quello che intendiamo: non sapete cosa avete installato finché non lo guardate.
Come scoprire cosa fa il vostro sito
- 01
Aprite il sito in una finestra privata
Così partite senza nulla di memorizzato dalle visite precedenti.
- 02
Aprite gli strumenti per sviluppatori del browser
Si aprono con un tasto e non serve saperli usare: interessa una sola scheda.
- 03
Guardate la scheda delle richieste di rete
Ricaricate la pagina e leggete i nomi dei domini contattati. Ogni dominio che non è il vostro è un terzo a cui il browser del visitatore si è collegato.
- 04
Fate l'elenco e portatelo al consulente
È esattamente l'informazione che gli serve, ed è quella che di solito non riesce a ottenere. Con quell'elenco vi dirà cosa serve nel vostro caso in una frazione del tempo.
Gli errori tecnici che rendono inutile il lavoro
- Il banner c'è, ma gli strumenti partono comunque al caricamento della pagina, prima di qualsiasi scelta. È l'errore più diffuso e rende il banner puramente decorativo.
- Rifiutare è più difficile che accettare: nessun pulsante di rifiuto allo stesso livello di quello di accettazione.
- Il banner riappare a ogni pagina perché la scelta non viene memorizzata.
- L'informativa è un testo copiato da un altro sito, che descrive strumenti che voi non usate e non nomina quelli che usate.
- Non c'è modo di cambiare idea dopo aver accettato.
- Il modulo raccoglie dati senza nessuna informativa collegata.
Chi può cavarsela da solo
Un sito di poche pagine, senza statistiche, senza pubblicità, senza mappe o video incorporati, con un modulo di contatto che manda una email e un'informativa scritta per il vostro caso: è la configurazione più semplice che esista, e molti siti aziendali non hanno bisogno di altro. Meno cose incorporate ci sono, meno ce n'è da gestire — ed è un motivo in più per non aggiungere strumenti «perché si fa così».
Il punto in cui questa guida si ferma è dichiarato fin dalla prima riga: cosa serve nel vostro caso ve lo dice il vostro consulente. Quello che possiamo fare noi è la parte tecnica — far partire gli strumenti solo dopo il consenso, ospitare i caratteri tipografici, caricare mappe e video solo su clic — su specifiche sue, non nostre.