Time & materials: quando conviene e quando è una scusa

    Fatturare a consuntivo sposta il rischio sul cliente. Funziona finché il cliente si fida, e la fiducia si costruisce con i numeri.

    8 minDirezione commerciale, titolari di società di servizi

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Nel time & materials si fattura il tempo effettivamente erogato a una tariffa concordata. Conviene quando il perimetro non è definibile in anticipo, ed è la scelta sbagliata quando lo è: in quel caso il cliente percepisce di aver firmato un assegno in bianco, e ogni consuntivo diventa una trattativa.

    Il T&M sposta il rischio sul cliente: va compensato con trasparenza.

    Un tetto concordato rende accettabile ciò che altrimenti sembra illimitato.

    Senza rendicontazione puntuale, ogni fattura diventa una discussione.

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    Quando è la scelta giusta

    SituazioneModello adattoPerché
    Perimetro chiaro e stabilePrezzo a corpoIl cliente vuole certezza, voi potete darla
    Perimetro che emerge lavorandoTime & materialsFissare un prezzo significherebbe indovinare
    Affiancamento continuativoTime & materials o retainerNon c'è un risultato da consegnare
    Attività ripetitiva e notaPrezzo a corpoL'avete già fatta dieci volte
    Progetto esplorativoTime & materials con tettoIl tetto rende accettabile l'incertezza
    Cliente che vuole certezza a tutti i costiA corpo, con margine di rischioIl rischio si paga, e va detto

    La riga più importante è la seconda: usare il prezzo a corpo su un perimetro che non si può definire significa scommettere, e la scommessa la si perde più spesso di quanto la si vinca.

    Il problema che il T&M crea al cliente

    Dal punto di vista di chi compra, il time & materials è un contratto senza fondo: più il fornitore è lento, più guadagna. È un sospetto ragionevole, e ignorarlo è il motivo per cui molte trattative T&M si arenano o finiscono male al secondo consuntivo.

    Cosa lo rende accettabile

    • Un tetto di spesa concordato, superato il quale si torna a parlarsi. Non è una rinuncia: è ciò che rende firmabile il contratto.
    • Una stima iniziale dichiarata, con il suo grado di incertezza. «Tra 40 e 60 giornate» è più credibile di «dipende».
    • Un consuntivo periodico dettagliato, che arriva prima della fattura e non insieme.
    • L'avviso quando si sta per superare una soglia, non dopo.
    • La possibilità di fermarsi a fine periodo senza penali.

    La rendicontazione che evita il conflitto

    Il conflitto sul T&M nasce quasi sempre alla stessa maniera: il cliente riceve una fattura con un totale e nessun dettaglio, e deve fidarsi. Se il dettaglio arriva insieme alla richiesta di pagamento, sembra una giustificazione; se arriva prima e con regolarità, è un aggiornamento.

    Cosa mostrareCosa evita
    Ore per attività, non solo totali«Cosa avete fatto in 80 ore?»
    Chi ha lavorato, con il profilo«Perché un senior su questo?»
    Consumato rispetto al tettoLa sorpresa dell'ultimo mese
    Ciò che è stato aggiunto in corsaLa contestazione sul perimetro
    Ciò che è stato fatto e non addebitatoFa capire il valore di quello che si paga

    L'ultima riga è la più sottovalutata: mostrare cosa avete regalato cambia completamente la percezione della fattura, e prepara la conversazione sul prezzo della volta successiva.

    Quando il T&M è una scusa

    • Quando il perimetro sarebbe definibile ma nessuno ha voglia di definirlo: il cliente lo percepisce.
    • Quando serve a coprire stime che si sono rivelate sbagliate in passato.
    • Quando l'azienda non sa quanto costa il proprio lavoro, e quindi non può fare un prezzo.
    • Quando la vera ragione è che nessuno registra le ore, e a corpo non si saprebbe se si guadagna.

    L'ultimo punto è più comune di quanto sembri, e si risolve prima del contratto: sapere quanto consuma davvero una commessa è la condizione per poterla vendere a corpo. È la misura da cui parte il PSA che abbiamo costruito, e finché manca il T&M resta l'unica opzione sicura — non per scelta, ma per mancanza di dati.

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    Domande frequenti

    Quando conviene il time & materials?

    Quando il perimetro non è definibile in anticipo: progetti esplorativi, affiancamenti continuativi, lavori in cui i requisiti emergono strada facendo. Su un perimetro chiaro e già percorso il prezzo a corpo è preferibile per entrambi.

    Come si convince un cliente diffidente?

    Con un tetto di spesa concordato, una stima iniziale con il suo grado di incertezza, e un consuntivo dettagliato che arriva prima della fattura. Il sospetto del cliente — più siete lenti, più guadagnate — è ragionevole e va disinnescato con i numeri.

    Il tetto di spesa mi penalizza?

    Al contrario: costringe a guardare il consumato durante il lavoro invece che a chiusura, ed è spesso il primo momento in cui una commessa viene davvero governata. Superato il tetto ci si riparla, non si lavora gratis.

    Cosa mostrare nel consuntivo?

    Ore per attività e non solo il totale, chi ha lavorato con quale profilo, il consumato rispetto al tetto, cosa è stato aggiunto in corsa e cosa è stato fatto senza addebitarlo. L'ultima voce cambia la percezione della fattura più di tutte le altre.

    Quando il time & materials è una scusa?

    Quando il perimetro sarebbe definibile e nessuno lo definisce, o quando l'azienda non sa quanto le costa il proprio lavoro e quindi non può fare un prezzo. In quel secondo caso il problema non è il modello contrattuale: è che le ore non vengono misurate.

    Se scegli il time & materials perché non sai quanto ti costa una commessa, il problema da risolvere è un altro: parliamone.

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