Quando i social bastano davvero
- Il prodotto si vende guardandolo: cibo, moda, artigianato, fiori, arredo, tatuaggi.
- Il vostro pubblico passa lì il tempo e vi scopre lì, non cercando su Google.
- La vendita si chiude in chat, e vi va bene così.
- Pubblicate spesso e volentieri: un profilo vivo batte un sito fermo.
- L'attività è locale e la scheda Google copre già chi vi cerca per nome.
Il problema che si vede solo quando succede
Un account social non è vostro nel senso in cui è vostro un dominio. Può essere sospeso per una segnalazione automatica, può essere rubato, può perdere improvvisamente visibilità perché la piattaforma ha cambiato qualcosa. In tutti e tre i casi non c'è un fornitore da chiamare: c'è un modulo di assistenza e un'attesa.
| Cosa può succedere | Con solo social | Con anche una pagina propria |
|---|---|---|
| Account sospeso o rubato | Sparite, e i clienti non sanno come trovarvi | Vi trovano lo stesso |
| La piattaforma cambia le regole | La visibilità crolla senza preavviso | Il vostro canale resta |
| Un cliente vi cerca su Google | Trova il profilo, se lo trova | Trova voi, con quello che volete dirgli |
| Un'azienda vi deve valutare | Vede un profilo, non un'azienda | Vede un indirizzo e una email vostra |
| Volete raccogliere contatti | Restano nella piattaforma | Sono vostri |
La prima riga è rara ma non rarissima, e quando capita è totale: chi ha costruito tutto su un account non ha un secondo canale per avvisare i clienti che si è spostato.
Le tre situazioni in cui il sito serve comunque
- 01
Vendete a imprese
Chi vi valuta per un fornitura cerca un indirizzo, una partita IVA, una email aziendale. Un profilo social non risponde a nessuna di queste domande, e la valutazione si chiude senza che lo sappiate.
- 02
Il cliente deve fidarsi prima di pagare
Servizi tecnici, importi alti, sanità, consulenza. Sono contesti in cui la persona sta cercando ragioni per fidarsi, e le trova in cose che sui social non stanno.
- 03
Volete essere trovati da chi non vi conosce
Chi cerca «riparazione [cosa] a [città]» su Google non vi troverà mai su Instagram. È traffico che esiste tutti i giorni e che oggi va a qualcun altro.
La via di mezzo, che costa poco
Non serve scegliere. Il minimo che risolve entrambi i problemi è: un dominio vostro, una casella email sul vostro dominio e una pagina che dice chi siete, cosa fate e come contattarvi, con i collegamenti ai vostri profili. I social restano il posto dove pubblicate; la pagina è il posto che è vostro. Parte a partire da 190 €, e il sito completo si fa dopo solo se serve.
Anche se restate solo sui social, almeno questo
- Comprate il dominio con il nome della vostra attività, anche se non lo usate subito: costa poche decine di euro l'anno e impedisce che lo prenda qualcun altro.
- Curate la scheda Google: è gratuita, e per un'attività locale intercetta chi cerca e non vi segue.
- Salvate periodicamente i contatti dei clienti fuori dalla piattaforma.
- Attivate la verifica in due passaggi sugli account: è la difesa che evita il caso peggiore.
- Non fate dipendere tutto da un solo profilo gestito da una sola persona.