Ho già Instagram, mi serve davvero un sito?

    Per certe attività i social bastano davvero, e chi dice il contrario ha qualcosa da vendervi. Per altre c'è un problema che si vede solo il giorno in cui succede.

    8 minAttività che oggi esistono online solo sui social

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Un profilo social basta quando il vostro prodotto si vende con le immagini, il pubblico vive su quella piattaforma e la vendita si chiude in chat. Non basta quando qualcuno deve verificarvi prima di pagarvi, quando volete essere trovati da chi non vi segue, o quando non potete permettervi di perdere l'accesso al vostro unico canale.

    Per alcune attività i social bastano davvero, e vale la pena dirlo.

    Il rischio serio non è l'estetica: è che l'accesso al vostro unico canale non dipende da voi.

    La via di mezzo costa poche centinaia di euro e risolve entrambi i problemi.

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    Quando i social bastano davvero

    • Il prodotto si vende guardandolo: cibo, moda, artigianato, fiori, arredo, tatuaggi.
    • Il vostro pubblico passa lì il tempo e vi scopre lì, non cercando su Google.
    • La vendita si chiude in chat, e vi va bene così.
    • Pubblicate spesso e volentieri: un profilo vivo batte un sito fermo.
    • L'attività è locale e la scheda Google copre già chi vi cerca per nome.

    Il problema che si vede solo quando succede

    Un account social non è vostro nel senso in cui è vostro un dominio. Può essere sospeso per una segnalazione automatica, può essere rubato, può perdere improvvisamente visibilità perché la piattaforma ha cambiato qualcosa. In tutti e tre i casi non c'è un fornitore da chiamare: c'è un modulo di assistenza e un'attesa.

    Cosa può succedereCon solo socialCon anche una pagina propria
    Account sospeso o rubatoSparite, e i clienti non sanno come trovarviVi trovano lo stesso
    La piattaforma cambia le regoleLa visibilità crolla senza preavvisoIl vostro canale resta
    Un cliente vi cerca su GoogleTrova il profilo, se lo trovaTrova voi, con quello che volete dirgli
    Un'azienda vi deve valutareVede un profilo, non un'aziendaVede un indirizzo e una email vostra
    Volete raccogliere contattiRestano nella piattaformaSono vostri

    La prima riga è rara ma non rarissima, e quando capita è totale: chi ha costruito tutto su un account non ha un secondo canale per avvisare i clienti che si è spostato.

    Le tre situazioni in cui il sito serve comunque

    1. 01

      Vendete a imprese

      Chi vi valuta per un fornitura cerca un indirizzo, una partita IVA, una email aziendale. Un profilo social non risponde a nessuna di queste domande, e la valutazione si chiude senza che lo sappiate.

    2. 02

      Il cliente deve fidarsi prima di pagare

      Servizi tecnici, importi alti, sanità, consulenza. Sono contesti in cui la persona sta cercando ragioni per fidarsi, e le trova in cose che sui social non stanno.

    3. 03

      Volete essere trovati da chi non vi conosce

      Chi cerca «riparazione [cosa] a [città]» su Google non vi troverà mai su Instagram. È traffico che esiste tutti i giorni e che oggi va a qualcun altro.

    La via di mezzo, che costa poco

    Non serve scegliere. Il minimo che risolve entrambi i problemi è: un dominio vostro, una casella email sul vostro dominio e una pagina che dice chi siete, cosa fate e come contattarvi, con i collegamenti ai vostri profili. I social restano il posto dove pubblicate; la pagina è il posto che è vostro. Parte a partire da 190 €, e il sito completo si fa dopo solo se serve.

    Anche se restate solo sui social, almeno questo

    • Comprate il dominio con il nome della vostra attività, anche se non lo usate subito: costa poche decine di euro l'anno e impedisce che lo prenda qualcun altro.
    • Curate la scheda Google: è gratuita, e per un'attività locale intercetta chi cerca e non vi segue.
    • Salvate periodicamente i contatti dei clienti fuori dalla piattaforma.
    • Attivate la verifica in due passaggi sugli account: è la difesa che evita il caso peggiore.
    • Non fate dipendere tutto da un solo profilo gestito da una sola persona.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Serve un sito se ho già Instagram o Facebook?

    Non sempre. Se il prodotto si vende guardandolo, il pubblico vive lì e la vendita si chiude in chat, i social bastano davvero. Serve invece quando vendete a imprese, quando il cliente deve fidarsi prima di pagare, o quando volete essere trovati da chi non vi segue.

    Qual è il rischio di stare solo sui social?

    Che l'accesso al vostro unico canale non dipende da voi: un account può essere sospeso, rubato o perdere visibilità perché la piattaforma ha cambiato qualcosa. Chi non ha un secondo canale non ha nemmeno modo di avvisare i clienti.

    Cosa perdo se non ho un sito?

    Chi vi cerca su Google e non vi segue, la valutazione delle aziende che cercano indirizzo e partita IVA, e la proprietà dei contatti, che restano dentro la piattaforma invece che essere vostri.

    Qual è il minimo che risolve il problema?

    Un dominio vostro, una casella email sul vostro dominio e una pagina con chi siete, cosa fate e come contattarvi, collegata ai profili. Parte a partire da 190 €: i social restano dove pubblicate, la pagina è il posto che è vostro.

    Se resto solo sui social, cosa devo fare comunque?

    Comprare il dominio con il nome dell'attività anche senza usarlo, curare la scheda Google, salvare periodicamente i contatti fuori dalla piattaforma e attivare la verifica in due passaggi sugli account.

    Se i social ti stanno già funzionando, dillo: in mezz'ora ti diciamo se ti conviene aggiungere qualcosa o lasciare tutto com'è.

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