Perché un'app negli store costa comunque
Chi chiede un preventivo per un'app resta spesso sorpreso dalla cifra, e pensa che il fornitore stia gonfiando. Non è così: pubblicare negli store comporta un lavoro fisso che esiste indipendentemente da quanto è semplice l'app.
| Voce fissa | Perché esiste | Si può togliere? |
|---|---|---|
| Due versioni, iOS e Android | Sono due tecnologie diverse | Solo scegliendo un solo sistema, che dimezza il pubblico |
| Account sviluppatore | Uno per store, con canone | No |
| Revisione di pubblicazione | Gli store approvano ogni versione | No |
| Aggiornamenti obbligatori | I sistemi cambiano ogni anno | No: è un costo che torna |
| Distribuzione degli aggiornamenti | Ogni correzione passa dalla revisione | No |
Questa è la ragione per cui un'app mobile parte a partire da 890 €: non è il costo di scriverla, è il costo di mantenerla pubblicabile. Chi vi propone un'app negli store a poche centinaia di euro sta descrivendo qualcos'altro, e vale la pena chiedere cosa.
Cosa fa un'applicazione che non passa dagli store
Un'applicazione web installabile si apre dal browser, si aggiunge alla schermata del telefono con un'icona, e da lì si comporta come un'app: schermo intero, funziona anche senza rete per le parti già caricate, si aggiorna da sola senza revisioni. È una tecnologia matura, e per la maggior parte degli usi aziendali è indistinguibile da un'app vera.
| Funzione | App negli store | Applicazione installabile |
|---|---|---|
| Icona sul telefono | Sì | Sì |
| Funziona senza rete | Sì | Sì, sulle parti caricate |
| Fotocamera e scansione codici | Sì | Sì |
| Posizione | Sì | Sì |
| Notifiche | Sì | Sì, con qualche limite in più |
| Comparire cercando negli store | Sì | No |
| Uso pesante di sensori o hardware | Sì | Limitato |
| Aggiornamento immediato | No, passa dalla revisione | Sì, come un sito |
| Costo di partenza | Più alto, e ricorrente | A partire da 690 € |
Le due righe che contano davvero sono la sesta e l'ultima. Se il vostro pubblico non deve trovarvi cercando negli store, la differenza di costo non compra nulla che vi serva.
I tre casi in cui lo store serve davvero
- 01
Il pubblico vi cerca negli store
App di consumo rivolte a persone che scoprono le app cercandole. È il caso più raro tra le aziende e il più frequente nelle richieste.
- 02
Servono funzioni profonde del telefono
Uso intensivo di sensori, Bluetooth con dispositivi specifici, integrazione con il sistema operativo. Qui l'alternativa non arriva.
- 03
La presenza nello store è essa stessa un argomento
In alcuni contesti commerciali «siamo sull'App Store» ha un valore di percezione. È legittimo, ma va detto che è quello che state comprando.
Come si spende poco davvero
Le scelte che riducono il costo senza togliere valore
- Una sola funzione nella prima versione: quella per cui l'app esiste. Tutto il resto è seconda fase.
- Nessun accesso utente se non è indispensabile: la gestione degli account è una parte sorprendentemente costosa.
- Nessuna integrazione nella prima versione, salvo quella senza cui non funziona.
- Dati inseriti a mano prima di collegarsi a un gestionale: si scopre se l'app viene usata, prima di spendere per collegarla.
- Interfaccia semplice: chi la userà è sul campo, con una mano occupata, non sta valutando il design.
Quasi tutti i progetti che falliscono in questo settore non falliscono per la tecnologia: falliscono perché la prima versione voleva fare otto cose e nessuna l'ha convinta nessuno. Un'applicazione che fa una cosa sola e la fa bene viene adottata, e da lì si aggiunge il resto.