Creare un'app per la propria azienda: le decisioni prima del preventivo

    La prima decisione non è quale app fare, ma se serve un'app. Nella maggior parte dei casi la risposta è no, e costa un terzo.

    9 minImprenditori e responsabili operativi

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Un'app aziendale ha senso quando l'utente la apre spesso, quando servono funzioni del dispositivo — fotocamera, posizione, notifiche affidabili, uso offline — o quando lo store è un canale di acquisizione. Fuori da questi casi un sito responsive o una web app installabile fanno lo stesso lavoro a una frazione del costo, senza chiedere a nessuno di installare nulla.

    La prima domanda è se serve un'app: spesso una web app installabile basta.

    Far installare un'app è difficile e costoso: senza un pubblico che vi cerca, il lancio pesa quanto lo sviluppo.

    La prima versione deve fare una cosa sola, benissimo.

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    Prima decisione: serve davvero un'app?

    È la domanda che fa risparmiare più soldi dell'intero progetto. Un'app richiede che qualcuno la installi, e convincere qualcuno a installare qualcosa è la parte difficile: se non avete già un pubblico che vi cerca, il costo di far installare l'app supera quello di svilupparla.

    1. 01

      L'utente la aprirà almeno una volta a settimana?

      Se la risposta è no, l'app verrà disinstallata. Nessuno tiene sul telefono qualcosa che usa una volta all'anno.

    2. 02

      Servono funzioni del dispositivo?

      Fotocamera con elaborazione, posizione continua, notifiche affidabili su iPhone, uso offline prolungato, lettura di codici o sensori. Se sì, l'app si giustifica.

    3. 03

      Lo store è un canale di acquisizione?

      Se le persone vi cercheranno negli store, la presenza lì ha valore. Se i vostri utenti sono clienti o dipendenti che già conoscete, no.

    4. 04

      Se hai risposto no a tutte e tre

      Ti serve una web app installabile o un sito responsive, e risparmierai gran parte del budget senza rinunciare a nulla di ciò che ti serve.

    Seconda decisione: chi la userà, e in quali condizioni

    È la domanda che determina più scelte tecniche di qualsiasi altra, e viene quasi sempre saltata. Un'app per tecnici in cantiere e una per clienti che ordinano dal divano non hanno nulla in comune, nemmeno nelle fondamenta.

    Chi la usaCosa cambia radicalmente
    Tecnici sul campoFunzionamento offline, guanti, luce diretta, batteria
    Agenti di commercioDati aggiornati, uso in mobilità, inserimento rapido
    Clienti abitualiSemplicità estrema, nessuna formazione possibile
    Dipendenti in ufficioProbabilmente non serve un'app: usano un computer
    Clienti occasionaliDifficilmente installeranno: valutare altre strade

    Terza decisione: cosa mettere nella prima versione

    La regola è la stessa di qualsiasi progetto software, ma nelle app è più stringente: un'app che fa cinque cose a metà viene disinstallata, una che ne fa una benissimo resta.

    Il criterio per decidere cosa entra

    • Qual è l'unica cosa senza cui l'app non ha senso? Quella entra.
    • Cosa fa risparmiare tempo dal primo giorno? Entra.
    • Cosa è stato chiesto «perché prima o poi servirà»? Non entra.
    • Cosa richiede dati che non avete ancora? Non entra.
    • Cosa si può fare altrettanto bene dal sito? Non entra nell'app.

    Vale la pena aggiungere una verifica: se l'elenco delle funzioni della prima versione supera le cinque voci, quasi certamente ne state mettendo troppe. La seconda versione arriva prima di quanto si creda, e arriva con le priorità corrette perché imparate dall'uso.

    Quarta decisione: l'approccio tecnico

    ApproccioCosto relativoQuando conviene
    Web app installabileIl più contenutoStrumenti interni, aree riservate, uso prevalentemente connesso
    Cross-platformIntermedioLa scelta corretta per la maggior parte delle app aziendali
    NativoIl più altoPrestazioni estreme, hardware particolare, novità di sistema immediate

    Cross-platform significa una sola base di codice per iOS e Android: gli utenti non distinguono il risultato dal nativo nella maggior parte dei casi d'uso aziendali, e i tempi e i costi sono sensibilmente inferiori.

    Cosa succede dopo la pubblicazione

    È la parte che quasi nessuno mette a budget, ed è quella che decide se l'app sarà ancora funzionante tra due anni. A differenza di un sito, un'app vive dentro un sistema operativo che cambia ogni anno.

    • iOS e Android rilasciano una versione maggiore all'anno: l'app va adeguata, o smette di funzionare correttamente.
    • Gli store aggiornano i propri requisiti: informative, dichiarazioni sui dati, formati delle immagini.
    • Un'app non aggiornata può essere rimossa dallo store.
    • Ogni correzione passa da una revisione che richiede giorni: le urgenze vanno pianificate diversamente da un sito.
    • Gli utenti restano su versioni vecchie: vanno supportate o forzate all'aggiornamento.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Come faccio a sapere se mi serve davvero un'app?

    Tre domande: l'utente la aprirà almeno una volta a settimana, servono funzioni del dispositivo come uso offline o notifiche affidabili, lo store è un canale di acquisizione? Se la risposta è no a tutte e tre, una web app installabile fa lo stesso lavoro a una frazione del costo.

    Cos'è una web app installabile?

    Un sito costruito in modo che il browser lo tratti come un'app: si aggiunge alla schermata home, funziona offline, può inviare notifiche. Non passa dagli store, si aggiorna per tutti in un istante e costa circa un terzo di un'app.

    Cosa mettere nella prima versione?

    L'unica cosa senza cui l'app non ha senso, fatta benissimo. Se l'elenco delle funzioni supera le cinque voci, sono troppe: un'app che fa cinque cose a metà viene disinstallata, una che ne fa una bene resta.

    Nativo o cross-platform?

    Cross-platform per la maggior parte delle app aziendali: una sola base di codice per iOS e Android, con un risultato che gli utenti non distinguono dal nativo. Il nativo si giustifica per prestazioni estreme o accesso profondo a hardware particolare.

    Cosa succede dopo la pubblicazione?

    iOS e Android rilasciano una versione maggiore ogni anno e gli store aggiornano i requisiti: un'app non mantenuta smette di funzionare correttamente e può essere rimossa. La manutenzione va messa a budget dal primo anno, non è un imprevisto.

    Gli account degli store a chi vanno intestati?

    Alla vostra azienda, sempre. Un'app pubblicata sull'account di un'agenzia non si trasferisce facilmente, e nel frattempo i vostri utenti restano fermi. È una richiesta normale da fare prima di iniziare, non dopo.

    Rispondi alle tre domande sulla necessità dell'app: se sono tutti no, ti facciamo risparmiare gran parte del budget in mezz'ora.

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