Le sei voci che non si toccano
| Voce | Costo tipico | Cosa succede se la togliete |
|---|---|---|
| Dominio intestato a voi | Poche decine di euro l'anno | Il vostro indirizzo appartiene a qualcun altro |
| Poter esportare tutto | Zero, è una scelta tecnica | Restate legati a un fornitore per sempre |
| Funzionare da telefono | Zero se fatto da subito | Perdete la maggioranza dei visitatori |
| Modulo che recapita davvero | Zero, è mezz'ora di verifica | Le richieste si perdono e non lo sapete |
| Backup automatici | Pochi euro al mese | Un incidente vi riporta a zero |
| Aggiornamenti di sicurezza | Contenuto, se pianificato | Il sito viene compromesso e finisce in blocco |
Sono tutte voci a costo basso o nullo. Non compaiono nei preventivi come opzioni care: compaiono come cose che semplicemente non ci sono, e ce ne si accorge dopo.
Dove si risparmia bene, in ordine
- 01
Meno pagine, non pagine peggiori
Quattro pagine fatte bene battono dodici approssimative. Le altre si aggiungono quando avrete qualcosa da metterci: è il taglio più efficace e il meno doloroso.
- 02
Impianto grafico adattato invece che disegnato da zero
È la voce più cara di un progetto e quella che il visitatore nota meno. Un impianto collaudato, con i vostri colori e il vostro materiale, funziona.
- 03
I testi li scrivete voi
Anche grezzi: sistemarli costa una frazione di scriverli. È la seconda voce per peso in qualsiasi preventivo.
- 04
Foto vostre invece che un servizio fotografico
Una foto del vostro lavoro fatta con il telefono batte quasi sempre un'immagine d'archivio. Il servizio si fa dopo, sulle pagine che rendono.
- 05
Rimandare le funzioni
Area riservata, prenotazioni, preventivatore: se non sono la ragione per cui il sito esiste, si aggiungono quando servono davvero.
I tre risparmi che si pagano cari
- L'assistenza dopo il lancio. È la voce che si taglia più volentieri e quella che serve di più: le prime settimane sono quelle in cui emergono i problemi veri, e trovarsi soli è il modo più rapido di avere un sito che nessuno sistema.
- La migrazione con i reindirizzamenti, quando rifate un sito esistente. Costa poco ed è l'unica cosa che protegge le posizioni che avete già: farne a meno significa ripartire da zero su Google, e rifarle dopo costa il doppio.
- La formazione su come si aggiorna. Mezz'ora di spiegazione decide se aggiornerete il sito o se resterà fermo per due anni — che è il modo più costoso di sprecare qualsiasi budget.
Le domande da fare a chi vi ha mandato il preventivo
Sei domande che riducono il prezzo senza ridurre il risultato
- Se scrivo io i testi, quanto scende? È quasi sempre la leva maggiore.
- Quali pagine consigliate di rimandare a una seconda fase?
- Cosa succede se uso un impianto già collaudato invece di un design da zero?
- Il dominio a nome di chi è, e cosa mi serve per portarmelo via?
- Quante revisioni sono comprese, e quanto costa la successiva?
- Cosa non è compreso in questa cifra?
L'ultima è la più utile di tutte, e va fatta anche quando il preventivo sembra completo. Un fornitore che risponde con un elenco preciso vi sta dando l'informazione che serve per decidere; uno che risponde «tutto quello che serve» vi sta rimandando la conversazione a quando sarà più difficile averla.