Sito web gratis: quanto costa davvero

    Le soluzioni gratuite esistono e in alcuni casi sono la scelta giusta. Il problema è che il conto arriva altrove: nell'indirizzo, nella proprietà e nel giorno in cui volete andarvene.

    9 minChi sta valutando una soluzione gratuita per la propria attività

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Un sito gratis non costa zero: costa il vostro tempo, un indirizzo che contiene il nome di qualcun altro, spesso la pubblicità di terzi sulle vostre pagine, e la difficoltà di portare via il lavoro fatto. Per alcune attività è comunque la scelta corretta. Per altre è il modo più lento di arrivare al punto di partenza.

    Il costo del gratis non è in denaro: è nell'indirizzo, nella proprietà e nell'uscita.

    Un dominio proprio costa poche decine di euro l'anno e risolve metà dei problemi.

    In tre casi il gratis è davvero la risposta giusta, e conviene dirlo.

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    Le cinque voci del conto

    Cosa paga chi non paga
    VoceCome si manifestaQuanto pesa
    L'indirizzonomeazienda.piattaforma.com invece del vostro dominioAlto: è la prima cosa che un cliente vede
    La pubblicità di terziBanner e loghi della piattaforma sulle vostre pagineAlto per chi vende servizi professionali
    Il vostro tempoOre serali per mesi, sempre «da finire»Il costo maggiore, e il meno contato
    I limiti tecniciNiente moduli avanzati, niente redirect, controllo SEO parzialeMedio, cresce con l'ambizione
    L'uscitaContenuti che non si esportano, indirizzi che si perdonoBasso finché non serve, altissimo quando serve

    La prima e l'ultima riga sono legate: chi usa un dominio proprio fin dall'inizio, anche su una piattaforma gratuita, si tiene aperta l'uscita e risolve gran parte del problema per poche decine di euro l'anno.

    Perché l'indirizzo conta più di quanto sembra

    Un indirizzo che contiene il nome di una piattaforma comunica una cosa sola a chi lo legge: che non avete investito nulla in questa attività. È ingiusto — molte imprese serie hanno iniziato così — ma è quello che succede, soprattutto in contesti professionali e nel B2B, dove il cliente sta cercando ragioni per fidarsi.

    Lo stesso vale per l'indirizzo email. Un preventivo che arriva da un indirizzo di posta gratuito viene letto diversamente da uno che arriva dal dominio dell'azienda. Sono entrambi lo stesso preventivo; non vengono percepiti allo stesso modo.

    Quando il gratis è la scelta giusta

    Non è sempre un ripiego. Ci sono situazioni in cui investire in un sito è prematuro, e dirlo è più utile che vendere qualcosa.

    1. 01

      State ancora capendo cosa vendete

      Se l'offerta cambierà tre volte nei prossimi sei mesi, qualsiasi sito fatto adesso andrà rifatto. Meglio una presenza minima e la scheda Google, e investire dopo.

    2. 02

      L'attività è interamente locale e passa dal passaparola

      Un artigiano che lavora su segnalazione ha bisogno prima di una scheda Google curata con foto e recensioni. Quella è gratis e vale più di un sito.

    3. 03

      È un progetto temporaneo o una verifica

      Un evento, una stagione, un'idea da testare. Qui il gratis è semplicemente lo strumento adatto alla durata.

    Quando il gratis costa più di quello che risparmia

    • Quando vendete a imprese: nel B2B l'indirizzo della piattaforma vi esclude da valutazioni che non saprete mai di aver perso.
    • Quando il cliente deve fidarsi prima di pagare: consulenza, sanità, servizi tecnici, importi alti.
    • Quando dovete comparire su ricerche specifiche: il controllo tecnico limitato pesa esattamente lì.
    • Quando avete già contenuti pronti: state rinunciando al valore che avete già prodotto.
    • Quando il vostro tempo vale: quaranta ore serali passate a combattere con un editor sono la spesa maggiore di tutte, e non compare in nessun conto.
    Ore che ci metteteSe il vostro tempo vale 30 €/hSe vale 60 €/h
    20 ore600 €1.200 €
    40 ore1.200 €2.400 €
    60 ore, con i ripensamenti1.800 €3.600 €

    Il confronto onesto non è tra zero euro e il prezzo di un sito: è tra queste cifre e quel prezzo. Un sito professionale parte a partire da 390 €, e la prima riga della tabella lo supera già.

    La via di mezzo che quasi nessuno considera

    Tra il gratis e il sito completo c'è una pagina sola fatta bene: chi siete, cosa fate, per chi, e come contattarvi. Sul vostro dominio, con la vostra email, senza pubblicità di terzi. È il livello che risolve il problema di credibilità senza il progetto grande, e da noi parte a partire da 190 €. Il sito completo si fa dopo, quando ci sono cose da dire che non stanno in una pagina.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    È possibile fare un sito gratis per un'azienda?

    Sì, e in alcuni casi è la scelta giusta. Il costo però non è zero: sta nell'indirizzo che contiene il nome di una piattaforma, nella pubblicità di terzi, nei limiti tecnici, nel vostro tempo e nella difficoltà di portare via il lavoro quando vorrete cambiare.

    Quando conviene davvero il gratis?

    Quando state ancora capendo cosa vendete, quando l'attività è locale e vive di passaparola — lì conta più la scheda Google — e quando il progetto è temporaneo. In questi tre casi investire in un sito è prematuro.

    Quando invece è un errore?

    Quando vendete a imprese, quando il cliente deve fidarsi prima di pagare, e quando avete già contenuti pronti. Nel B2B un indirizzo di piattaforma vi esclude da valutazioni che non saprete mai di aver perso.

    Posso usare il mio dominio su una piattaforma gratuita?

    Quasi sempre sì, e conviene sempre. Costa poche decine di euro l'anno, risolve gran parte del problema di credibilità e soprattutto vi tiene aperta l'uscita: se un domani cambiate, l'indirizzo resta vostro.

    Quanto tempo serve per farsi un sito da soli?

    Realisticamente tra venti e sessanta ore, ripensamenti compresi. Il confronto onesto non è tra zero euro e il prezzo di un sito, ma tra quelle ore valorizzate e quel prezzo: già venti ore superano il costo di un sito vetrina professionale.

    Se non sei sicuro che ti serva un sito, dillo: in mezz'ora ti diciamo se ti conviene aspettare. È una risposta che diamo spesso.

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