Le cinque voci del conto
| Voce | Come si manifesta | Quanto pesa |
|---|---|---|
| L'indirizzo | nomeazienda.piattaforma.com invece del vostro dominio | Alto: è la prima cosa che un cliente vede |
| La pubblicità di terzi | Banner e loghi della piattaforma sulle vostre pagine | Alto per chi vende servizi professionali |
| Il vostro tempo | Ore serali per mesi, sempre «da finire» | Il costo maggiore, e il meno contato |
| I limiti tecnici | Niente moduli avanzati, niente redirect, controllo SEO parziale | Medio, cresce con l'ambizione |
| L'uscita | Contenuti che non si esportano, indirizzi che si perdono | Basso finché non serve, altissimo quando serve |
La prima e l'ultima riga sono legate: chi usa un dominio proprio fin dall'inizio, anche su una piattaforma gratuita, si tiene aperta l'uscita e risolve gran parte del problema per poche decine di euro l'anno.
Perché l'indirizzo conta più di quanto sembra
Un indirizzo che contiene il nome di una piattaforma comunica una cosa sola a chi lo legge: che non avete investito nulla in questa attività. È ingiusto — molte imprese serie hanno iniziato così — ma è quello che succede, soprattutto in contesti professionali e nel B2B, dove il cliente sta cercando ragioni per fidarsi.
Lo stesso vale per l'indirizzo email. Un preventivo che arriva da un indirizzo di posta gratuito viene letto diversamente da uno che arriva dal dominio dell'azienda. Sono entrambi lo stesso preventivo; non vengono percepiti allo stesso modo.
Quando il gratis è la scelta giusta
Non è sempre un ripiego. Ci sono situazioni in cui investire in un sito è prematuro, e dirlo è più utile che vendere qualcosa.
- 01
State ancora capendo cosa vendete
Se l'offerta cambierà tre volte nei prossimi sei mesi, qualsiasi sito fatto adesso andrà rifatto. Meglio una presenza minima e la scheda Google, e investire dopo.
- 02
L'attività è interamente locale e passa dal passaparola
Un artigiano che lavora su segnalazione ha bisogno prima di una scheda Google curata con foto e recensioni. Quella è gratis e vale più di un sito.
- 03
È un progetto temporaneo o una verifica
Un evento, una stagione, un'idea da testare. Qui il gratis è semplicemente lo strumento adatto alla durata.
Quando il gratis costa più di quello che risparmia
- Quando vendete a imprese: nel B2B l'indirizzo della piattaforma vi esclude da valutazioni che non saprete mai di aver perso.
- Quando il cliente deve fidarsi prima di pagare: consulenza, sanità, servizi tecnici, importi alti.
- Quando dovete comparire su ricerche specifiche: il controllo tecnico limitato pesa esattamente lì.
- Quando avete già contenuti pronti: state rinunciando al valore che avete già prodotto.
- Quando il vostro tempo vale: quaranta ore serali passate a combattere con un editor sono la spesa maggiore di tutte, e non compare in nessun conto.
| Ore che ci mettete | Se il vostro tempo vale 30 €/h | Se vale 60 €/h |
|---|---|---|
| 20 ore | 600 € | 1.200 € |
| 40 ore | 1.200 € | 2.400 € |
| 60 ore, con i ripensamenti | 1.800 € | 3.600 € |
Il confronto onesto non è tra zero euro e il prezzo di un sito: è tra queste cifre e quel prezzo. Un sito professionale parte a partire da 390 €, e la prima riga della tabella lo supera già.
La via di mezzo che quasi nessuno considera
Tra il gratis e il sito completo c'è una pagina sola fatta bene: chi siete, cosa fate, per chi, e come contattarvi. Sul vostro dominio, con la vostra email, senza pubblicità di terzi. È il livello che risolve il problema di credibilità senza il progetto grande, e da noi parte a partire da 190 €. Il sito completo si fa dopo, quando ci sono cose da dire che non stanno in una pagina.