Ho fatto il sito con l'AI e adesso non so come andare avanti

    È la situazione più comune del momento: un sito che sembra finito e che non si riesce a mettere in produzione. Quasi sempre il lavoro fatto si tiene, e manca meno di quanto sembra.

    8 minChi ha generato un sito con l'AI e si è fermato

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Un sito generato dall'AI di solito si ferma allo stesso punto: l'aspetto c'è, ma mancano il dominio, l'invio dei moduli, le impostazioni per essere trovati e un modo per aggiornarlo. Sono quattro cose distinte, tre delle quali si risolvono in poche ore. La quarta — come lo aggiornerete nel tempo — è quella che va decisa bene.

    Quasi sempre il lavoro fatto si tiene: manca la messa in produzione, non il sito.

    I moduli che non recapitano sono il problema numero uno di questi progetti.

    La domanda vera non è come pubblicarlo, ma chi lo aggiornerà fra sei mesi.

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    Dove ci si ferma, quasi sempre allo stesso punto

    Cosa mancaQuanto è graveQuanto lavoro
    Un dominio vostro collegatoBloccantePoche ore
    I moduli che recapitano davveroBloccante e silenziosoPoche ore
    Titoli, descrizioni, sitemap, indicizzazioneSerio, ma non visibileMezza giornata
    Un modo per aggiornarlo senza rigenerarloIl nodo veroDipende dalla scelta
    Testi che dicono qualcosa di vostroSerio: è ciò che converteIl vostro tempo
    Immagini vere al posto di quelle generateVisibile subitoIl vostro tempo
    Backup e aggiornamentiSerio nel tempoVa impostato una volta

    Le prime tre righe sono lavoro tecnico delimitato e si chiudono in un giorno. La quarta è una decisione, non un lavoro, ed è quella che determina se fra sei mesi il sito sarà ancora vivo.

    Cosa si tiene del lavoro fatto

    • La struttura delle pagine e l'organizzazione dei contenuti: è una base ragionevole e di solito si conserva.
    • L'impostazione grafica, se vi convince: non c'è motivo di rifarla per principio.
    • I testi come traccia: vanno riscritti, ma partire da lì è molto più veloce che dal foglio bianco.
    • Le sezioni che avete deciso di avere: quello è un lavoro di pensiero che avete già fatto.

    La decisione che conta: chi lo aggiorna

    Un sito generato è statico nel senso peggiore: per cambiare una frase bisogna tornare allo strumento che l'ha prodotto, rigenerare e ripubblicare. Va bene finché siete voi a farlo e ricordate come. Diventa un problema il giorno in cui deve farlo qualcun altro, o il giorno in cui non ricordate più il procedimento.

    1. 01

      Se cambia raramente e lo gestite voi

      Tenetelo così: pubblicatelo su un hosting normale, con il vostro dominio. È la strada più economica e non c'è nulla di sbagliato.

    2. 02

      Se deve aggiornarlo qualcun altro in azienda

      Serve un modo per modificare i testi senza toccare la costruzione. È il caso più comune e il motivo per cui la maggior parte di questi progetti si sposta.

    3. 03

      Se il sito deve crescere

      Pagine nuove, un blog, schede di prodotto: qui la generazione una tantum non regge, e conviene ricostruire su una base pensata per crescere.

    4. 04

      Se deve collegarsi a qualcosa

      Gestionale, prenotazioni, pagamenti. È un progetto diverso in qualsiasi caso, indipendentemente da come è nato il sito.

    Cosa fare adesso, in ordine

    Le sei cose da sistemare prima di considerarlo online

    • Registrate un dominio vostro e collegatelo: senza, il sito non esiste per nessuno.
    • Verificate il modulo mandandovi una richiesta di prova da un altro dispositivo.
    • Togliete ogni affermazione che il generatore ha inventato: anni di attività, numeri, certificazioni.
    • Sostituite le immagini generiche con foto vere del vostro lavoro.
    • Controllate titoli e descrizioni delle pagine, e che il sito risulti indicizzabile.
    • Guardatelo da telefono, che è da dove arriverà la maggioranza dei visitatori.

    Le prime due sono le uniche davvero bloccanti, e potete farle da soli. Se dopo questa lista vi accorgete che il nodo è il quarto punto — chi lo aggiorna — allora si parla di ricostruzione, e un sito costruito per essere aggiornato parte a partire da 390 €. Mandateci quello che avete: la prima cosa che facciamo è dirvi cosa si tiene.

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    Domande frequenti

    Ho generato un sito con l'AI: cosa manca per metterlo online?

    Quasi sempre quattro cose: un dominio vostro collegato, i moduli che recapitano davvero, le impostazioni per essere trovati, e un modo per aggiornarlo. Le prime tre si risolvono in un giorno; la quarta è una decisione.

    Devo buttare via quello che ho fatto?

    Quasi mai. Struttura delle pagine, organizzazione dei contenuti e impostazione grafica di solito si tengono: avete già preso le decisioni che di norma richiedono le riunioni più lunghe. I testi si riscrivono, ma partire da lì è più veloce del foglio bianco.

    Perché il modulo di contatto è il punto critico?

    Perché i siti generati mostrano quasi sempre un modulo che sembra funzionare e non manda niente. Il sito è online, sembra a posto, e le richieste non arrivano senza che nessuno se ne accorga: va verificato prima di ogni altra cosa.

    Posso tenerlo così com'è?

    Sì, se cambia raramente e lo gestite voi: pubblicatelo su un hosting normale con il vostro dominio, è la strada più economica. Diventa un problema quando deve aggiornarlo qualcun altro o quando il sito deve crescere.

    Quando conviene ricostruirlo?

    Quando serve che i testi li modifichi qualcuno senza toccare la costruzione, quando il sito deve crescere con nuove pagine, o quando deve collegarsi a un gestionale. Non per principio: se funziona e lo gestite voi, va bene com'è.

    Mandaci quello che hai generato: ti diciamo cosa si tiene, cosa manca per pubblicarlo e quanto costa arrivarci.

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