Il controllo che viene prima di tutti
Prima di qualsiasi altra cosa, verificate che il sito sia indicizzabile. Quasi tutti gli strumenti hanno un interruttore che dice ai motori di ricerca di ignorare il sito, pensato per la fase di costruzione. Resta attivo molto più spesso di quanto si creda, e produce il sintomo più frustrante che esista: il sito è online, è bello, ed è invisibile.
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Nelle impostazioni dello strumento
Cercate una voce come «scoraggia i motori di ricerca», «sito privato» o «nascondi dai motori». Deve essere disattivata.
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Nel file robots.txt
Aprite vostrodominio.it/robots.txt. Se contiene «Disallow: /» state dicendo a tutti i motori di ignorare tutto il sito.
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Nelle singole pagine
Alcuni strumenti permettono di escludere pagina per pagina. Verificate che le pagine che contano non siano escluse.
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Con una ricerca diretta
Cercate site:vostrodominio.it su Google. Se non compare niente dopo qualche settimana dalla pubblicazione, tornate ai punti sopra.
Le otto impostazioni, una per una
| Impostazione | Durata | Cosa succede se manca |
|---|---|---|
| Titolo diverso per ogni pagina | 1 ora | Google se lo inventa, e sceglie male |
| Descrizione per ogni pagina | 1 ora | L'anteprima nei risultati è un pezzo di testo a caso |
| Indicizzazione attiva | 5 minuti | Il sito non esiste per i motori di ricerca |
| Sitemap generata e inviata | 20 minuti | Le pagine nuove vengono trovate molto più tardi |
| Search Console attivata | 20 minuti | Non saprete mai cosa Google non riesce a leggere |
| Un solo indirizzo valido | 15 minuti | Il sito compete con se stesso in quattro versioni |
| HTTPS attivo e forzato | 15 minuti | Il browser avvisa che il sito non è sicuro |
| Testi alternativi alle immagini | 30 minuti | Chi usa uno screen reader non vede niente, e perdete ricerche |
La sesta riga è la meno intuitiva: senza una scelta, lo stesso sito risponde su quattro indirizzi diversi — con e senza www, in http e in https. Per un motore di ricerca sono quattro siti che si fanno concorrenza. Si sceglie quello ufficiale e si reindirizzano gli altri tre.
Titoli e descrizioni: come si scrivono davvero
Sono l'unica cosa che il visitatore legge prima di decidere se aprire la vostra pagina o quella sotto. Vale la pena scriverli come si scrive un'insegna, non come si compila un campo.
Le regole che bastano
- Il titolo sotto i 60 caratteri: oltre viene tagliato.
- Dentro il titolo la cosa che la gente cerca davvero, con le parole che usa lei.
- Un titolo diverso per ogni pagina. Se due pagine hanno lo stesso titolo, per Google sono la stessa pagina.
- La descrizione fra 120 e 155 caratteri, scritta per far cliccare e non per elencare.
- Nella descrizione una ragione concreta: un tempo, un prezzo di partenza, una zona.
- Il nome dell'azienda alla fine del titolo, non all'inizio: i primi caratteri valgono di più.
| Titolo che spreca | Titolo che lavora |
|---|---|
| Home | Rossi Srl | Impianti elettrici civili a Bergamo | Rossi Srl |
| Servizi | Riparazione caldaie in giornata a Brescia | Rossi Srl |
| Chi siamo | Chi siamo: quattro tecnici, dal 2011 | Rossi Srl |
| Contatti | Contatti e preventivi in 48 ore | Rossi Srl |
Search Console: venti minuti che valgono per anni
È gratuita, è di Google, ed è l'unico posto dove vi viene detto cosa non funziona: pagine che non riescono a leggere, errori, quali ricerche vi portano visite e con quale posizione. Chi si costruisce il sito da solo e non la attiva sta lavorando alla cieca su tutto il resto.
- Verificate la proprietà del sito: il metodo più semplice è di solito un record da inserire nella gestione del dominio.
- Inviate la sitemap: è un indirizzo, di solito vostrodominio.it/sitemap.xml.
- Controllate la sezione delle pagine indicizzate dopo due settimane: vi dice quante ne ha prese e quante no, con il motivo.
- Guardate le ricerche che vi portano visite una volta al mese: è il materiale con cui deciderete quali pagine scrivere dopo.