Assistenza e-commerce: metà delle richieste non dovrebbe arrivare

    Ogni domanda ricorrente è un'informazione che manca nel sito. Contarle è il modo più rapido per ridurle.

    8 minCustomer service, titolari, operations

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Le richieste che arrivano a un servizio clienti si dividono in due gruppi: quelle inevitabili, legate a casi particolari, e quelle generate da informazioni che il sito non dà. Il secondo gruppo è tipicamente la maggioranza, e si riduce sistemando le pagine invece di assumere personale.

    Classificare le richieste per un mese indica esattamente cosa manca nel sito.

    Il tempo di prima risposta conta più del canale usato.

    Un chatbot che non sa rispondere peggiora la situazione invece di migliorarla.

    Data Hub

    CONSOO

    Torna alle guide

    Contare prima di intervenire

    Categorie tipiche e cosa indicano
    CategoriaQuota tipicaCosa manca nel sito
    Dov'è il mio ordineLa più numerosaComunicazioni automatiche di spedizione e tracciamento
    Domande sul prodottoAltaInformazioni nella scheda: misure, compatibilità, contenuto
    Tempi e costi di consegnaAltaDichiarazione chiara prima del carrello
    Come faccio un resoMediaProcedura guidata invece che spiegata
    Problemi di pagamentoMediaMessaggi di errore comprensibili al checkout
    Fatture e documentiMediaArea riservata con documenti scaricabili
    Casi realmente particolariBassaNulla: sono le richieste che hanno senso

    Basta un foglio condiviso e la disciplina di segnare una riga per richiesta, per un mese. È l'analisi meno tecnologica e più utile che un e-commerce possa fare.

    Cosa ridurre e come

    1. 01

      Le richieste sullo stato dell'ordine

      Si eliminano quasi del tutto con email automatiche di conferma, spedizione con tracciamento e avviso di consegna. È l'intervento con il rapporto migliore tra costo e richieste eliminate.

    2. 02

      Le domande sul prodotto

      Vanno riportate nella scheda del prodotto che le ha generate, non in una pagina di domande frequenti generica. Chi ha quel dubbio è su quella pagina.

    3. 03

      Le richieste sui resi

      Una procedura guidata dal sito costa meno di una gestita via email e produce anche il dato sul motivo del reso.

    4. 04

      I documenti

      Fatture e documenti di trasporto scaricabili dall'area riservata eliminano una categoria intera di richieste ripetitive.

    Canali e tempi

    CanaleAspettativa di rispostaNota
    EmailEntro un giorno lavorativoVa dichiarato, altrimenti si genera ansia
    Modulo di contattoCome l'emailMeglio se conferma il tempo previsto a schermo
    TelefonoImmediata negli orari dichiaratiVa dichiarato quando non è presidiato
    Messaggistica istantaneaMinuti, non oreSe non potete garantirlo, meglio non offrirlo
    Chat sul sitoMinutiPeggiore di nulla se resta senza risposta
    SocialOreLe richieste pubbliche vanno gestite per prime

    La regola generale: meglio pochi canali presidiati che molti aperti e lenti. Un canale che non risponde comunica disorganizzazione più di un canale assente.

    Il chatbot: quando ha senso

    • Ha senso quando può rispondere con dati reali: stato dell'ordine, disponibilità, tempi di consegna, documenti. Cioè quando è collegato ai vostri sistemi.
    • Non ha senso quando ripete le domande frequenti che sono già nel sito: aggiunge un passaggio senza aggiungere informazione.
    • Deve dichiarare di essere un assistente automatico e permettere di passare a una persona in un clic.
    • Deve sapere dire «non lo so»: le risposte inventate su tempi di consegna o disponibilità generano reclami veri.
    • Va misurato su quante richieste chiude davvero, non su quante conversazioni avvia.

    In pratica: un assistente collegato ai dati degli ordini elimina la categoria di richieste più numerosa e lavora anche di notte. Uno che ripete il contenuto delle pagine di aiuto sposta soltanto il fastidio.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Come si riducono le richieste all'assistenza?

    Classificandole per un mese e sistemando ciò che le genera. La categoria più numerosa è quasi sempre lo stato dell'ordine, che si elimina con email automatiche di spedizione e tracciamento: è l'intervento col miglior rapporto tra costo e richieste eliminate.

    Dove mettere le risposte alle domande sui prodotti?

    Nella scheda del prodotto che le ha generate, non in una pagina di domande frequenti generica: chi ha quel dubbio si trova su quella pagina, e non andrà a cercarlo altrove.

    Quanti canali di contatto offrire?

    Pochi e presidiati. Un canale che non risponde comunica disorganizzazione più di un canale assente: la chat sul sito senza nessuno che risponda è peggio della chat assente.

    Un chatbot serve davvero?

    Se è collegato ai vostri dati — stato ordine, disponibilità, documenti — elimina la categoria di richieste più numerosa e lavora anche di notte. Se ripete il contenuto delle pagine di aiuto, aggiunge solo un passaggio senza aggiungere informazione.

    Cosa deve fare un chatbot quando non sa rispondere?

    Dirlo e passare a una persona in un clic. Le risposte inventate su tempi di consegna o disponibilità generano reclami reali, ed è la ragione per cui va misurato su quante richieste chiude davvero, non su quante conversazioni avvia.

    Classifica per un mese le richieste che ricevi e portacele: metà si eliminano sistemando il sito.

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