Organizzare il catalogo: le categorie del gestionale non sono quelle dei clienti

    La struttura interna serve all'amministrazione. Chi compra cerca con parole diverse, e non trova nulla.

    8 minE-commerce manager, chi gestisce il catalogo, marketing

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Le categorie di un e-commerce hanno due funzioni: aiutare chi naviga a trovare il prodotto e intercettare chi cerca su Google una categoria intera. Copiare la struttura del gestionale fallisce entrambe, perché quella struttura è pensata per la contabilità e per i fornitori, non per chi compra.

    Le categorie vanno nominate con le parole che i clienti usano per cercare.

    Le pagine di categoria intercettano più ricerche delle schede prodotto.

    I filtri vanno gestiti: lasciati liberi generano migliaia di pagine inutili.

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    Due logiche a confronto

    Logica del gestionaleLogica di chi compra
    Per fornitorePer problema da risolvere
    Per codice di famiglia contabilePer uso previsto
    Per aliquota o regime fiscalePer compatibilità con quello che ha già
    Per magazzino di stoccaggioPer caratteristica che sta cercando
    Nomenclatura tecnica internaLe parole che digita nella ricerca

    Non significa che la struttura interna sia sbagliata: significa che serve a un'altra cosa. Il catalogo pubblico è una vista diversa sugli stessi prodotti, ed è normale che le due non coincidano.

    Le pagine di categoria valgono più di quanto sembri

    Chi cerca su Google raramente cerca un singolo codice prodotto: cerca una categoria, con un aggettivo. È la pagina di categoria a poter intercettare quella ricerca, non le schede — eppure nella maggior parte degli e-commerce quella pagina è un semplice elenco senza una riga di testo.

    Cosa dovrebbe avere una pagina di categoria

    • Un titolo che usa il termine con cui la categoria viene cercata.
    • Due o tre paragrafi che spiegano cosa contiene e come si sceglie.
    • I criteri di scelta principali, spiegati in modo comprensibile.
    • I filtri più utili in evidenza, non venti tutti uguali.
    • Collegamenti alle sottocategorie e alle categorie vicine.
    • Le domande frequenti su quel tipo di prodotto.

    Il testo non va messo in fondo alla pagina sotto l'elenco prodotti per riempire: se serve a spiegare come si sceglie, va dove viene letto, cioè in alto e in forma breve.

    I filtri, e il problema che generano

    SituazioneConseguenzaCosa fare
    Ogni combinazione di filtri crea un indirizzo indicizzabileMigliaia di pagine quasi identicheEscludere dalla scansione le combinazioni
    Alcune combinazioni corrispondono a ricerche realiOpportunità sprecataTrasformarle in pagine curate, con testo proprio
    Filtri che restituiscono zero risultatiPagine vuote indicizzateNon generare pagine per combinazioni vuote
    Troppi filtri disponibiliNessuno li usaTenere i tre-quattro che contano davvero
    Filtri diversi per ogni categoriaEsperienza incoerenteUniformare dove possibile

    La seconda riga è quella che vale soldi: se «prodotto rosso taglia grande» è una ricerca reale, quella combinazione merita una pagina vera con un titolo e un testo, non un indirizzo generato automaticamente.

    La ricerca interna

    1. 01

      Deve tollerare gli errori di battitura

      Una ricerca che restituisce zero risultati per una lettera sbagliata è una vendita persa senza che ve ne accorgiate.

    2. 02

      Deve capire i sinonimi

      Il termine del produttore, quello commerciale e quello dialettale devono portare agli stessi prodotti.

    3. 03

      Non deve mai restituire una pagina vuota

      Meglio risultati approssimativi con una spiegazione che il nulla.

    4. 04

      Va guardata ogni mese

      L'elenco delle ricerche senza risultati dice cosa i clienti cercano e voi non avete, o avete chiamato in un altro modo. È una delle fonti di informazione più sottovalutate di un e-commerce.

    Risorse collegate utili

    Domande frequenti

    Posso usare le categorie del gestionale sull'e-commerce?

    Di solito no: quelle sono pensate per contabilità e fornitori, mentre chi compra ragiona per problema da risolvere, uso previsto o compatibilità. Il catalogo pubblico è una vista diversa sugli stessi prodotti, ed è normale che le due strutture non coincidano.

    Come scopro con quali parole cercano i clienti?

    Guardando le ricerche fatte dentro il vostro sito. È un elenco gratuito e già disponibile di come i clienti chiamano davvero i prodotti, e contiene quasi sempre termini che in azienda nessuno usa.

    Le pagine di categoria servono a qualcosa?

    Sono spesso le pagine che intercettano più ricerche, perché su Google si cerca una categoria con un aggettivo, non un codice prodotto. Nella maggior parte degli e-commerce sono però solo elenchi senza una riga di testo, e quindi non intercettano nulla.

    I filtri creano problemi di indicizzazione?

    Sì, se ogni combinazione genera un indirizzo indicizzabile: si producono migliaia di pagine quasi identiche che disperdono valore. Le poche combinazioni che corrispondono a ricerche reali meritano invece di diventare pagine curate con testo proprio.

    Perché guardare le ricerche interne senza risultati?

    Perché dicono esattamente cosa i clienti cercano e voi non avete a catalogo, oppure avete chiamato in un altro modo. È una delle fonti di informazione più sottovalutate, e non costa nulla consultarla una volta al mese.

    Guardiamo insieme le ricerche fatte dentro il tuo sito: da lì si capisce come dovrebbe essere organizzato il catalogo.

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