Due logiche a confronto
| Logica del gestionale | Logica di chi compra |
|---|---|
| Per fornitore | Per problema da risolvere |
| Per codice di famiglia contabile | Per uso previsto |
| Per aliquota o regime fiscale | Per compatibilità con quello che ha già |
| Per magazzino di stoccaggio | Per caratteristica che sta cercando |
| Nomenclatura tecnica interna | Le parole che digita nella ricerca |
Non significa che la struttura interna sia sbagliata: significa che serve a un'altra cosa. Il catalogo pubblico è una vista diversa sugli stessi prodotti, ed è normale che le due non coincidano.
Le pagine di categoria valgono più di quanto sembri
Chi cerca su Google raramente cerca un singolo codice prodotto: cerca una categoria, con un aggettivo. È la pagina di categoria a poter intercettare quella ricerca, non le schede — eppure nella maggior parte degli e-commerce quella pagina è un semplice elenco senza una riga di testo.
Cosa dovrebbe avere una pagina di categoria
- Un titolo che usa il termine con cui la categoria viene cercata.
- Due o tre paragrafi che spiegano cosa contiene e come si sceglie.
- I criteri di scelta principali, spiegati in modo comprensibile.
- I filtri più utili in evidenza, non venti tutti uguali.
- Collegamenti alle sottocategorie e alle categorie vicine.
- Le domande frequenti su quel tipo di prodotto.
Il testo non va messo in fondo alla pagina sotto l'elenco prodotti per riempire: se serve a spiegare come si sceglie, va dove viene letto, cioè in alto e in forma breve.
I filtri, e il problema che generano
| Situazione | Conseguenza | Cosa fare |
|---|---|---|
| Ogni combinazione di filtri crea un indirizzo indicizzabile | Migliaia di pagine quasi identiche | Escludere dalla scansione le combinazioni |
| Alcune combinazioni corrispondono a ricerche reali | Opportunità sprecata | Trasformarle in pagine curate, con testo proprio |
| Filtri che restituiscono zero risultati | Pagine vuote indicizzate | Non generare pagine per combinazioni vuote |
| Troppi filtri disponibili | Nessuno li usa | Tenere i tre-quattro che contano davvero |
| Filtri diversi per ogni categoria | Esperienza incoerente | Uniformare dove possibile |
La seconda riga è quella che vale soldi: se «prodotto rosso taglia grande» è una ricerca reale, quella combinazione merita una pagina vera con un titolo e un testo, non un indirizzo generato automaticamente.
La ricerca interna
- 01
Deve tollerare gli errori di battitura
Una ricerca che restituisce zero risultati per una lettera sbagliata è una vendita persa senza che ve ne accorgiate.
- 02
Deve capire i sinonimi
Il termine del produttore, quello commerciale e quello dialettale devono portare agli stessi prodotti.
- 03
Non deve mai restituire una pagina vuota
Meglio risultati approssimativi con una spiegazione che il nulla.
- 04
Va guardata ogni mese
L'elenco delle ricerche senza risultati dice cosa i clienti cercano e voi non avete, o avete chiamato in un altro modo. È una delle fonti di informazione più sottovalutate di un e-commerce.