Prima decisione: la struttura degli indirizzi
| Struttura | Esempio | Quando conviene |
|---|---|---|
| Sottocartella | sito.it/en/ | La scelta corretta nella grande maggioranza dei casi: un solo dominio, autorità condivisa |
| Sottodominio | en.sito.it | Quando i mercati hanno organizzazioni separate e contenuti molto diversi |
| Dominio dedicato per paese | sito.de | Solo con una presenza locale reale: sono siti da far crescere da zero |
| Parametro nell'indirizzo | sito.it/?lang=en | Mai: le versioni non vengono trattate come pagine distinte |
La sottocartella è quasi sempre la risposta: il lavoro fatto su una lingua contribuisce alla forza complessiva del dominio, invece di disperdersi su siti separati che partono ognuno da zero.
Cosa dire ai motori di ricerca
- Ogni pagina deve dichiarare quali altre versioni linguistiche esistono, e ogni versione deve rimandare a tutte le altre, se stessa inclusa.
- Va indicata una versione predefinita, quella che viene mostrata a chi non rientra in nessuna lingua prevista.
- Se una pagina esiste solo in italiano, non va dichiarata una versione inglese che non c'è: è meglio nessuna indicazione di un'indicazione falsa.
- Ogni versione ha il proprio indirizzo canonico, che punta a sé stessa e non alla versione italiana.
- La lingua va dichiarata anche nell'attributo della pagina, non solo nei collegamenti.
Il terzo punto è quello che si sbaglia più spesso, e nasce da una scelta ragionevole: si genera la dichiarazione automaticamente per tutte le pagine, senza verificare che la traduzione esista davvero. Il risultato è che i motori seguono il collegamento, trovano una pagina in italiano dove ne era annunciata una in inglese, e smettono di fidarsi delle dichiarazioni.
Cosa tradurre, e come
| Elemento | Approccio |
|---|---|
| Pagine servizio e prodotto | Riscritte, non tradotte: i termini di ricerca cambiano tra mercati |
| Titoli e descrizioni per i motori | Scritti sul termine usato in quel paese, non tradotti dall'italiano |
| Blog e guide | Solo quelle rilevanti per quel mercato: tradurre tutto è spreco |
| Note legali e privacy | Adattate, con verifica di un consulente per il paese di destinazione |
| Moduli di contatto | Tradotti, con i campi adattati (formati di indirizzo e telefono cambiano) |
| Immagini con testo | Rifatte: sono la parte che resta in italiano più a lungo |
| Valute, unità di misura, formati di data | Adattati sempre: sono i dettagli che rivelano una traduzione superficiale |
Quanto multilingua serve davvero
- 01
Guardare da dove arrivano già le visite
Se il sito riceve già traffico da un paese specifico, è lì che la traduzione ha il ritorno più rapido. È un dato che avete già, e vale più di qualsiasi ipotesi.
- 02
Partire da una lingua sola, fatta bene
Due lingue curate producono più risultati di sei tradotte automaticamente, e costano meno da mantenere.
- 03
Decidere chi aggiorna
Ogni lingua in più è un contenuto in più da aggiornare a ogni modifica. Senza qualcuno che se ne occupa, le versioni estere invecchiano e diventano un danno di immagine.
- 04
Prevedere il ritorno dei contatti
Un modulo in inglese porta richieste in inglese. Se in azienda nessuno risponde in inglese entro un giorno, il sito multilingua genera occasioni perse invece che opportunità.