Il sito non porta clienti: come capire dove sta davvero il problema

    Prima di rifarlo, scopri se il problema è il traffico, il messaggio o il percorso. Sono tre problemi diversi con tre costi diversi.

    9 minImprenditori e responsabili marketing

    Cosa portare a casa

    Risposta breve

    Un sito che non porta clienti ha uno di tre problemi: non riceve visite, riceve visite dalle persone sbagliate, oppure riceve le persone giuste ma non le convince. Si distinguono guardando due numeri — visite mensili e percentuale di contatti — e ognuno richiede un intervento diverso: due si risolvono con una frazione di quello che costerebbe rifare il sito.

    Traffico e conversione sono due problemi distinti: confonderli porta a spendere nella direzione sbagliata.

    Rifare la grafica non risolve un problema di messaggio.

    Nella metà dei casi la soluzione costa un quinto di un sito nuovo.

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    I due numeri che fanno la diagnosi

    Prima di qualsiasi decisione servono due dati, entrambi disponibili gratuitamente: quante visite riceve il sito ogni mese e quante di quelle visite diventano un contatto. Con questi due numeri la diagnosi è quasi immediata.

    Dove sta il problema
    Visite/meseContatti su 100 visiteDiagnosiIntervento
    Meno di 300QualsiasiProblema di visibilitàContenuti e struttura: nuove pagine
    300 – 2.000Meno di 1Pubblico sbagliato o messaggio deboleRiscrittura e verifica delle ricerche intercettate
    300 – 2.0001 – 3Funziona, va scalatoPiù pagine sullo stesso schema
    Oltre 2.000Meno di 1Problema di conversionePercorsi, messaggio, form
    Oltre 2.000Oltre 2Il sito funzionaIl problema è a valle: gestione dei contatti

    Un tasso di contatto tra l'1 e il 3% è normale per un sito B2B. Sopra il 3% è ottimo. Sotto lo 0,5% con traffico rilevante indica un problema serio di messaggio.

    Caso 1: non arriva nessuno

    È il caso più comune e il più semplice da spiegare: il sito non risponde a nessuna domanda che qualcuno stia facendo. Ha cinque pagine — chi siamo, servizi, prodotti, news, contatti — e nessuna di queste è la formulazione di un problema reale.

    La cura non è la grafica ed è quasi sempre la stessa: creare pagine che rispondono a domande specifiche. Non «servizi», ma il nome esatto di ciò che le persone cercano, con una pagina per ciascuno.

    Pagina che non porta trafficoPagina che ne porta
    ServiziManutenzione impianti elettrici industriali
    ProdottiGuarnizioni per il settore alimentare
    Chi siamoPerché scegliere un fornitore italiano invece che estero
    ContattiQuanto costa un impianto fotovoltaico per un capannone
    NewsCome scegliere il compressore giusto per la tua officina

    Caso 2: arrivano le persone sbagliate

    Il sito riceve visite ma nessuno contatta, e chi contatta chiede cose che non fate. È un problema di allineamento: il sito parla a un pubblico diverso da quello che vi interessa, spesso perché è stato scritto usando le parole del settore invece di quelle dei clienti.

    • Guardate in Search Console quali ricerche portano le visite: se non riconoscete i vostri clienti in quelle parole, avete trovato il problema.
    • Verificate le pagine di ingresso: se il traffico arriva tutto su un articolo generico e nessuno prosegue, quel contenuto attira il pubblico sbagliato.
    • Controllate la corrispondenza tra promessa e contenuto: chi arriva cercando «prezzo» e non trova prezzi, esce.
    • Chiedetevi se state usando il vostro gergo: «soluzioni integrate» non è una cosa che qualcuno cerca.

    Caso 3: arrivano le persone giuste e non convertono

    È il caso più frustrante e il più economico da risolvere. Le persone giuste arrivano, leggono e se ne vanno. Nella grande maggioranza dei casi il motivo è uno di questi cinque, in questo ordine di frequenza.

    1. Non si capisce cosa fate nei primi otto secondi. Apri la home su un telefono e conta: se serve scorrere per capire, hai perso metà dei visitatori.
    2. Non ci sono prezzi né ordini di grandezza. Chi non trova un riferimento economico presume che sia caro e va a cercare altrove.
    3. Non c'è alcuna prova: nessun caso studio, nessun numero, nessun nome di cliente, nessuna recensione.
    4. Non ci sono persone. Un sito anonimo, in un settore basato sulla fiducia, non chiude.
    5. L'unica azione possibile è un form generico «Contattaci». Chiedere di scrivere a un modulo anonimo è l'impegno più alto che si possa richiedere: dai un'alternativa più leggera.

    Interventi in ordine di ritorno sull'investimento

    • Riscrivere la prima schermata: cosa fai, per chi, e cosa deve fare adesso chi legge. Costo: poche centinaia di euro. Effetto: immediato.
    • Aggiungere una pagina prezzi con fasce reali. Filtra i contatti sbagliati e ne porta di più qualificati.
    • Pubblicare tre casi studio con numeri veri, anche anonimi.
    • Mettere volti e nomi delle persone che lavorano ai progetti.
    • Sostituire il form generico con una richiesta specifica e a basso impegno.

    Quando rifare il sito è davvero la risposta

    In tutti e tre i casi precedenti rifare il sito non è la soluzione, e costa da cinque a dieci volte l'intervento giusto. Il rifacimento serve quando il problema è strutturale, e i segnali sono tecnici, non estetici.

    • Il sito è inutilizzabile da telefono, da dove arriva la maggior parte del traffico.
    • Aggiungere una pagina richiede uno sviluppatore e due settimane.
    • È lento anche dopo aver ottimizzato le immagini: il problema è nella struttura.
    • La tecnologia non è più aggiornabile e ci sono rischi di sicurezza.
    • L'azienda è cambiata al punto che il sito descrive un'attività che non fate più.

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    Domande frequenti

    Il mio sito non porta clienti, devo rifarlo?

    Nella metà dei casi no. Se il sito è tecnicamente sano e riceve poche visite, il problema è che mancano contenuti; se riceve visite ma nessuno contatta, il problema è il messaggio. Entrambi si risolvono con un quinto del budget di un rifacimento.

    Quante visite dovrebbe avere il sito della mia azienda?

    Dipende dal settore e dal bacino, ma un riferimento utile per una PMI B2B italiana con un sito curato è tra 500 e 3.000 visite organiche al mese. Sotto le 300 il sito non sta intercettando nessuna ricerca rilevante.

    Qual è un buon tasso di conversione per un sito aziendale?

    Tra l'1 e il 3% dei visitatori che diventa contatto è normale per un sito B2B. Sopra il 3% è ottimo. Sotto lo 0,5% con traffico significativo indica un problema di messaggio o di percorso, non di grafica.

    Mettere i prezzi sul sito fa perdere clienti?

    Fa perdere i contatti che non avresti chiuso comunque, e ne porta di più qualificati. Chi non trova alcun riferimento economico presume che sia caro. Una fascia indicativa con la spiegazione di cosa la fa variare funziona meglio sia del silenzio sia di un prezzo secco.

    Quanto tempo serve per vedere risultati dopo un intervento?

    Le modifiche al messaggio e ai percorsi si misurano in due o tre settimane, perché agiscono sul traffico che già arriva. I nuovi contenuti per il posizionamento richiedono due o tre mesi per iniziare a produrre visite.

    Mandaci l'indirizzo del sito e gli accessi in lettura ad Analytics: in mezz'ora ti diciamo quale dei tre problemi hai.

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