Cosa può fare davvero l'AI in azienda oggi, e cosa no

Senza entusiasmo e senza scetticismo: l'elenco di ciò che funziona in produzione, ciò che funziona con supervisione e ciò che non funziona.

10 minImprenditori e direzione di PMI

Cosa portare a casa

Risposta breve

L'AI oggi è affidabile su tre cose: trasformare testo, estrarre informazioni da documenti disordinati e rispondere su una base di conoscenza definita. È inaffidabile su calcoli, su fatti che non le avete fornito e su decisioni che impegnano l'azienda. Tutto il valore sta nel restare dalla prima parte.

L'AI è forte dove l'input è testo disordinato e l'output va verificato.

È debole su calcoli e su fatti che non le avete dato.

Il valore non è nel modello: è nel collegarlo ai vostri dati.

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Tre categorie, non una

Cosa mettere in produzione, cosa supervisionare, cosa lasciar stare
CompitoAffidabilitàNota
Riassumere un testo lungoAltaIl caso più solido in assoluto
Classificare richieste per tipoAltaMeglio di una lista di parole chiave
Estrarre dati da documentiAlta con verificaFormati diversi, campi previsti
Rispondere su documenti fornitiAlta se cita la fonteSenza citazione non è verificabile
Tradurre mantenendo il tonoAlta con revisioneOttimo punto di partenza
Scrivere una bozza su materiale vostroMediaServe chi la corregge
Fare calcoliBassaVa delegato a un sistema che calcola
Ricordare fatti sulla vostra aziendaNessunaNon li sa, e li inventa in modo credibile
Decidere sconti, condizioni, approvazioniDa non fareSono impegni, restano in regole scritte

La linea che separa le prime righe dalle ultime è sempre la stessa: l'AI è affidabile quando lavora su materiale che le date, inaffidabile quando deve tirarlo fuori da sé.

I quattro casi che in una PMI ripagano quasi sempre

  1. 01

    Rispondere alle domande ripetute

    Sui contenuti del sito o sui documenti interni. È il caso con il rapporto migliore tra costo e ore liberate, perché il volume è alto e la risposta esiste già.

  2. 02

    Leggere documenti che arrivano in formati diversi

    Fatture, ordini, DDT, moduli. L'AI estrae i campi, un sistema deterministico li verifica e li registra. Toglie ore di digitazione e gli errori che ne derivano.

  3. 03

    Smistare e riassumere ciò che arriva

    Email e richieste classificate per tipo e urgenza, con un riassunto per chi le prende in carico. Il commerciale o il tecnico partono informati.

  4. 04

    Cercare in ciò che avete già scritto

    Capitolati, offerte passate, verbali. La domanda «cosa avevamo risposto l'anno scorso su questo requisito» ha finalmente una risposta rapida.

Dove si fanno male le aziende

  • Chiedere all'AI cose sulla propria azienda senza fornirgliele: risponde con sicurezza e sbaglia.
  • Usarla per fare conti: non calcola, prevede il testo più probabile. I numeri vanno a un sistema che li calcola davvero.
  • Metterla a decidere: sconti, priorità, approvazioni. Sono scelte che qualcuno deve poter spiegare.
  • Automatizzare un processo che nessuno ha mai messo per iscritto: si automatizza la confusione.
  • Partire dal progetto più grande, per poi non avere nulla da mostrare dopo sei mesi.
  • Non misurare la situazione di partenza, e discutere il risultato per impressioni.

Da dove si parte

Non da una strategia sull'AI, ma da un conteggio: per un mese, ogni richiesta che arriva viene classificata in una riga. La categoria più numerosa è il primo progetto, e il numero che avete scritto è la misura con cui dimostrerete il risultato.

Se dal conteggio emergeIl primo progetto è
Molte domande con risposta nei vostri contenutiUn assistente sui contenuti
Molte domande su documenti interniUn assistente sui documenti, con citazione
Molti documenti da ribattere a manoEstrazione dati con verifica
Molte email da smistareClassificazione e riassunto in ingresso
Richieste poche e sempre diverseNessun progetto AI: il problema è altrove

Risorse collegate utili

Domande frequenti

Su cosa è affidabile l'AI oggi?

Su trasformare testo (riassumere, riscrivere, tradurre), estrarre informazioni da documenti disordinati e rispondere su una base di conoscenza che le fornite. È inaffidabile su calcoli e su fatti che non le avete dato: quelli li inventa in modo credibile.

Può fare calcoli?

Non in modo affidabile: non calcola, prevede il testo più probabile. I numeri vanno delegati a un sistema che calcola davvero, con l'AI che eventualmente estrae i valori e li passa.

Quali sono i casi che ripagano di più in una PMI?

Rispondere alle domande ripetute, leggere documenti che arrivano in formati diversi, smistare e riassumere ciò che arriva, e cercare in ciò che avete già scritto. In tutti e quattro l'informazione esiste già: il problema è raggiungerla.

L'AI può prendere decisioni al posto nostro?

Tecnicamente può, ma le decisioni che impegnano l'azienda — sconti, condizioni, approvazioni — devono restare in regole scritte che qualcuno ha approvato e può spiegare. È una posizione, non un limite tecnico.

Da dove si comincia?

Da un conteggio, non da una strategia: per un mese classificate ogni richiesta che arriva. La categoria più numerosa è il primo progetto, e quel numero è la misura con cui dimostrerete il risultato tre mesi dopo.

Classifica per un mese le richieste che ricevi: da quell'elenco esce il primo progetto AI che ha senso.

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