Cosa si può caricare nell'AI e cosa no: il quadro pratico

La domanda arriva sempre dopo che qualcuno ha già incollato un contratto. Meglio rispondere prima, con una regola scritta.

9 minDirezione, IT, responsabili di funzione

Cosa portare a casa

Risposta breve

Cosa si può inviare a uno strumento AI dipende da tre cose: che tipo di dato è, quali condizioni offre quel servizio e cosa avete promesso ai vostri clienti. Non esiste una risposta valida per tutti, ma esiste una regola aziendale scritta che si prepara in un'ora e che evita la maggior parte dei problemi.

Le persone useranno l'AI comunque: senza regole, la useranno senza criterio.

La domanda giusta non è «è sicuro» ma «cosa abbiamo promesso ai nostri clienti».

Le condizioni cambiano tra servizi e tra piani: vanno lette, non supposte.

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Le categorie, dalla più libera alla più delicata

Tipo di contenutoLivello di attenzioneNota
Testi già pubblici (sito, brochure)NessunaSono già in rete
Bozze e testi interni senza nomiBassaIl caso più comune, e va bene
Documentazione tecnica non riservataBassaAttenzione se contiene segreti industriali
Documenti con nomi di personeAltaSono dati personali: servono cautele
Contratti e offerte con clientiAltaSpesso c'è una clausola di riservatezza
Dati di clienti (anagrafiche, ordini)AltaDati personali, e spesso vincoli contrattuali
Dati del personaleMolto altaCategoria a cui prestare la massima attenzione
Dati sanitari, giudiziari, biometriciMassimaRegole specifiche, verifica obbligatoria
Credenziali, chiavi, passwordMaiNessuna eccezione, per nessun motivo

Questa tabella è un ordine di attenzione, non un parere legale. Dalla quarta riga in giù la valutazione concreta per la vostra azienda va fatta con il consulente privacy: dipende da finalità, base giuridica e da cosa prevedono i vostri contratti.

Le tre domande da porsi

  1. 01

    Che tipo di dato è

    Riguarda persone identificabili? È coperto da un obbligo di riservatezza? Contiene qualcosa che vi darebbe un problema se comparisse altrove?

  2. 02

    Cosa dice il servizio che state usando

    Le condizioni variano molto tra un piano gratuito e uno aziendale, soprattutto sull'uso dei contenuti per migliorare i modelli e sulla conservazione. Vanno lette per lo specifico piano che avete, non supposte.

  3. 03

    Cosa avete promesso ai vostri clienti

    È la domanda che quasi nessuno si fa e quella che decide più spesso. Diversi contratti B2B contengono clausole sul trattamento delle informazioni affidate, e vincolano indipendentemente da quanto sia sicuro il servizio.

Le soluzioni tecniche che riducono il problema

ApproccioCosa esce dall'aziendaQuando ha senso
Servizio con piano aziendaleIl contenuto, con garanzie contrattualiLa maggior parte dei casi
Rimozione dei dati identificativi prima dell'invioTesto senza nomi e riferimentiQuando il compito non richiede l'identità
Recupero miratoSolo il passaggio necessario, non l'archivioAssistenti su documenti
Modelli sui propri serverNullaVincoli contrattuali reali o volumi alti
Elaborazione solo di metadatiNessun contenutoClassificazione e smistamento

La seconda e la terza riga risolvono più casi di quanto si pensi: spesso il compito non ha bisogno di sapere chi è la persona, e serve solo il paragrafo pertinente, non l'intero contratto.

La regola interna, in una pagina

Cosa deve contenere

  • Quali strumenti sono ammessi, e con quale account aziendale.
  • Cosa non si incolla mai: credenziali, dati del personale, contratti, dati di clienti identificabili.
  • Cosa si può incollare senza chiedere: testi pubblici, bozze interne senza nomi.
  • Chi contattare nel dubbio, con nome e recapito.
  • L'obbligo di verificare ogni affermazione fattuale prima di usarla.
  • Chi può pubblicare a nome dell'azienda contenuti prodotti così.

Una pagina condivisa funziona meglio di un divieto: gli strumenti verrebbero usati comunque, e in assenza di regole verrebbero usati sui documenti peggiori, senza che nessuno lo sappia. La regola non serve a impedire, serve a rendere visibile.

Risorse collegate utili

Domande frequenti

Posso incollare un contratto in un assistente AI?

Dipende da tre cose: se contiene dati personali, cosa prevedono le condizioni dello specifico piano che usate, e cosa avete promesso al cliente nel contratto stesso. La terza è quella che decide più spesso, ed è quella che quasi nessuno verifica.

I miei dati vengono usati per addestrare i modelli?

Dipende dal servizio e dal piano: nelle offerte aziendali è spesso escluso contrattualmente, nei piani gratuiti spesso no. Va letto per lo specifico piano che avete, non supposto in base a quello che si legge in giro.

Cosa non si carica mai?

Credenziali, chiavi e password, senza eccezioni. Subito dopo: dati del personale, dati sanitari o giudiziari, e documenti coperti da riservatezza verso i vostri clienti. Su queste categorie la valutazione va fatta con il consulente privacy prima, non dopo.

Meglio vietare del tutto?

Non funziona: gli strumenti verrebbero usati comunque, sui documenti peggiori e senza che nessuno lo sappia. Una regola di una pagina, comunicata e condivisa, rende visibile l'uso e sposta il comportamento davvero.

Ci sono modi tecnici per ridurre il rischio?

Sì: rimuovere i dati identificativi prima dell'invio quando il compito non richiede l'identità, inviare solo il passaggio pertinente invece dell'intero documento, oppure far girare i modelli sui propri server. Risolvono più casi di quanto si creda.

Se in azienda non c'è una regola scritta su cosa si può incollare, è l'ora meglio spesa del trimestre: scriviamola insieme.

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