Siti e portfolio per studi di architettura

Il sito di uno studio di architettura è il portfolio. Il problema non è come mostrarlo: è che quasi nessuno lo aggiorna e quasi nessuno ha i diritti sulle foto.

Chi cerca un architetto guarda una cosa sola: i lavori fatti. Il sito che funziona mostra pochi progetti raccontati bene — vincolo di partenza, scelta, risultato — invece di trenta gallerie mute. E deve rispondere in fretta a due domande che nessuno scrive: quanto costa un incarico e quanto dura.

8 minArchitetti e studi di progettazione

Pochi progetti raccontati, non tutti mostrati

Il portfolio pieno è controproducente: chi guarda trenta progetti non ne ricorda nessuno, e non capisce cosa sapete fare meglio degli altri. Sei o otto lavori, ognuno con il suo racconto, comunicano un metodo — che è quello che il committente sta effettivamente cercando.

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    Il vincolo di partenza

    Un edificio storico, un budget stretto, una superficie impossibile. È la parte che il committente riconosce come simile alla propria.

  2. 02

    La scelta progettuale

    Due o tre righe su cosa avete deciso e perché. Non il linguaggio dei concorsi: quello che spieghereste a un cliente seduto in studio.

  3. 03

    Il risultato

    Foto, e un dato concreto dove c'è: metri quadri, tempi, classe energetica raggiunta.

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    Il ruolo che avete avuto

    Progetto, direzione lavori, pratica edilizia, tutto. Cambia radicalmente cosa il cliente può aspettarsi da voi.

I diritti sulle immagini, il punto che salta sempre

Le fotografie di architettura sono opere di un fotografo, e il fatto di aver pagato il servizio non equivale automaticamente a poterle usare ovunque e per sempre. È il problema più comune dei portfolio online, e viene fuori quando qualcuno pubblica su un altro canale o quando lo studio cambia sito.

Da mettere in chiaro prima di pubblicare

  • Cosa dice il contratto con il fotografo: quali usi, per quanto tempo, con quale credito.
  • Il credito fotografico visibile sotto le immagini: è quasi sempre dovuto ed è a costo zero.
  • Il consenso del committente privato a mostrare la sua casa, anche senza indirizzo.
  • Se il progetto era in team, cosa potete presentare come vostro e come lo dichiarate.
  • Le immagini di concorsi non vinti: verificate cosa il bando consente di pubblicare.

Le due domande che nessuno scrive nel modulo

La domandaCosa fa lo studio medioCosa conviene fare
Quanto costa un architetto?Nulla: si parla in studioSpiegare come si costruisce un onorario e da cosa dipende
Quanto dura?NullaLe fasi tipiche e i tempi realistici, pratiche comprese
Serve un architetto o basta un geometra?NullaDirlo con onestà: è la pagina che porta più contatti giusti
Vi occupate anche delle pratiche?Sparso nei testiUna riga chiara: cosa fate voi e cosa no
Seguite anche il cantiere?AmbiguoEsplicito, perché cambia il preventivo e le aspettative

Rispondere a queste domande non abbassa il valore percepito: filtra. Arrivano meno richieste e più di quelle giuste, che è quello che serve a uno studio che non ha tempo da perdere in preventivi a vuoto.

Il cliente durante il lavoro

Una ristrutturazione dura mesi, e il committente privato vive nell'incertezza: non sa a che punto siamo, e telefona. Un'area dove trova lo stato di avanzamento, le foto del cantiere aggiornate ogni settimana e i documenti firmati riduce quelle chiamate e, cosa meno ovvia, riduce anche le contestazioni finali — perché tutto è stato visto man mano.

  • Stato per fasi, con la fase corrente evidenziata.
  • Foto di cantiere caricate dal telefono, una volta a settimana.
  • Documenti e tavole in un unico posto, sempre l'ultima versione.
  • Le decisioni prese, con la data: è la parte che vale di più quando qualcuno ricorda diversamente.

Da dove si parte

Un sito con sei o otto progetti raccontati, la pagina sul metodo e le risposte alle domande su costi e tempi: a partire da 390 €. L'area di cantiere per i committenti è un progetto separato, a partire da 590 €, e ha senso quando seguite più lavori privati in parallelo.

Domande frequenti

Quanti progetti mettere nel portfolio?
Sei o otto, raccontati. Chi guarda trenta gallerie non ne ricorda nessuna e non capisce cosa sapete fare meglio degli altri: pochi lavori con vincolo, scelta e risultato comunicano un metodo, che è quello che il committente cerca.
Posso pubblicare le foto dei miei progetti?
Dipende dal contratto con il fotografo: aver pagato il servizio non equivale automaticamente a poterle usare ovunque e per sempre. Serve anche il consenso del committente privato, e il credito fotografico è quasi sempre dovuto.
Devo scrivere quanto costo?
Conviene spiegare come si costruisce un onorario e da cosa dipende. Non abbassa il valore percepito: filtra. Arrivano meno richieste e più di quelle giuste, che è quello che serve a chi non ha tempo per preventivi a vuoto.
Serve un'area riservata per i committenti?
Ha senso quando seguite più lavori privati in parallelo. Riduce le telefonate durante il cantiere e le contestazioni finali, perché il cliente ha visto avanzamento, foto e decisioni man mano.
Che pagina porta più contatti?
Quella che spiega onestamente quando serve un architetto e quando basta un altro tecnico. Sembra controintuitivo e non lo è: chi arriva dopo averla letta sa già di aver bisogno di voi.

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